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Salvezza possibile, ma con una media playoff

Gli aspetti dissonanti del finale di stagione del Bari. Dal capitano ad interim, Valerio Mantovani, al capitano non convocato, Raffaele Pucino

Doppia seduta ieri per il gruppo biancorosso. Prosegue la marcia di avvicinamento di mister Longo ed i suoi ragazzi verso la più temibile delle sfide. Sabato 18 aprile alle ore 15 arriverà al San Nicola il Venezia capolista per la quartultima giornata di campionato. I lagunari sono reduci da un pareggio con l’Entella nell’ultimo turno ed avranno tutte le motivazioni per continuare a confermarsi al vertice della classifica. La vittoria del Monza sul Bari, infatti, ha minato un po’ gli equilibri al vertice della graduatoria. I lombardi hanno, di fatti, agganciato il Frosinone a 69 punti ed avrebbero dalla loro parte l’opzione scontri diretti, in caso di arrivo a pari punteggio alla fine del campionato. In solitaria, invece, prosegue il proprio cammino al vertice il Venezia a quota 72 punti.

Dalle dichiarazioni di Moreno Longo nell’ultimo post-partita, il Bari emerge come una squadra che necessita di impeccabilità per fare punteggio contro formazioni di calibro superiore come il Monza ed il Venezia. Inoltre, il tecnico biancorosso ha puntato su come il risultato della propria squadra dipenda anche dallo stato di forma degli avversari. In caso contrario, il Bari sembrerebbe non avere chance contro compagini sulla carta più organizzate e tecnicamente superiori. A questo punto sorgerebbe spontaneo l’interrogativo su quali delle prossime quattro sfidanti potrebbero essere alla portata di questo Bari.

Il Venezia disputa un campionato a parte, l’Avellino al Partenio è la bestia nera dei biancorossi, contro l’Entella sarà scontro direttissimo e contro il Catanzaro molto dipenderà dagli obiettivi per cui i calabresi staranno ancora lottando nell’ultima giornata di campionato. A conti fatti, il Bari dovrebbe realizzare almeno 7 punti per raggiungere i playout. Nessuna matematica condanna o premia eventuali promozioni o retrocessioni, ma la quota salvezza si sta innalzando per via di squadre come il Pescara e la Reggiana, che stanno dimostrando di non voler mollare.

I galletti stanziano in quartultima posizione con 34 punti, il che sta a significare che l’obiettivo minimo dovrebbe essere quello di realizzare, nelle ultime 4 gare, due vittorie, un pareggio e una sola sconfitta. Pertanto, se la chance Venezia dovesse volatizzarsi, il Bari, per provare a mantenere la categoria, non potrà più permettersi di commettere altri passi falsi fino al termine della regular season. La situazione è più complessa di quanto potrebbe apparire dalla classifica stessa. Le squadre coinvolte nella lotta per la salvezza sono racchiuse in un fazzoletto di 7 gradini: dal 14° posto occupato dal Padova con 37 punti al 20° dello Spezia con 30, le distanze iniziano ad accorciarsi.

Puntare alla salvezza diretta non è ancora impossibile per i biancorossi, ma considerati i limiti della squadra, dal tecnico stesso evidenziati di fronte a gruppi di livello superiore, l’impresa sembrerebbe molto ipotetica. La quota salvezza dei passati campionati si è aggirata attorno ai 43 punti, ma quest’anno potrebbe addirittura aumentare. Già puntare a realizzare 7 punti in 4 gare vorrebbe dire mantenere una media playoff, di conseguenza macinarne di più sembrerebbe davvero fantomatico.

Consapevoli delle reali avversità che il finale di stagione presenta, i galletti hanno il dovere di provarci, come ribadito dal capito ‘ad interim’, Valerio Mantovani, a fine partita: “Adesso c’è da stare in silenzio, pedalare e cercare di racimolare quanti più punti possibili fino alla fine. Siamo vivi e nulla ci toglie di crederci finché l’aritmetica non ci condanna. Sono fiducioso in questa squadra. Bisogna fare qualcosa di straordinario per salvarsi. In casa abbiamo dimostrato che possiamo giocarcela con chiunque, a parte che con la Carrarese che è stata la più brutta partita nei secondi tempi. Dobbiamo fare tutti qualcosa in più adesso”.

Insomma, il Bari ci crede, pur essendo consapevole della classifica e dei valori degli avversari che dovrà affrontare. In questo contesto, però, emerge una nota dissonante. Lunedì pomeriggio Raffaele Pucino ha utilizzato il mezzo dei social per esprimere solidarietà alla sua squadra in questo momento delicato, una sorta di nota da capitano decaduto che, da protagonista e leader di una squadra, è finito ai margini del progetto salvezza del Bari.

La sensazione è stata quella di un congedo, quasi a voler rimandare le spiegazioni a tempi futuri non più animati dalla bramosia per il mantenimento della categoria. È evidente che qualcosa deve essere accaduto tra il campo e gli spogliatoi, tale da determinare la mancata convocazione del giocatore più esperto della rosa biancorossa in una delle partite più importanti e difficili del finale di campionato. L’assenza di Pucino contro il Monza è stata un fulmine a ciel sereno e la spiegazione del tecnico si è risolta in una scelta di natura tecnica. Le parole di Pucino, in cambio, lasciano presagire qualcosa di differente, perché se il capitano, il leader motivazionale e il giocatore di maggiore esperienza resta fuori in un momento così importante per la squadra, delle motivazioni, al di là della scelta tecnica, dovranno necessariamente esserci state.

Se Pucino non dovesse rientrare nei piani tecnici neanche per la prossima sfida contro il Venezia, sarà evidente come le parole diramate attraverso i social dal capitano possano essere interpretate come un addio alla piazza barese che lo ha accolto per ben 5 stagioni: “In queste ore sono uscite tante parole e ricostruzioni su vicende passate. Ci tengo però a dire una cosa con sincerità: in questo momento non è il tempo delle polemiche, né delle spiegazioni. La cosa più importante per me è una sola: dare tutto per questa maglia e contribuire a raggiungere l’obiettivo della permanenza in Serie B con il Bari. Per rispetto dei miei compagni, della società, dello staff e soprattutto dei tifosi, preferisco restare in silenzio e concentrarmi solo sul campo. Parlare adesso non aiuterebbe né me, né la squadra. Grazie a chi continua a sostenerci ogni giorno. Forza Bari”.

Intanto, per la gara contro il Venezia, tornerà disponibile Michele Cerofolini, bloccato da un medicinale che gli impediva di scendere in campo contro il Monza. Sarà squalificato per un turno Medhi Dorval, già diffidato, che ha rimediato un giallo per simulazione sul finire della gara contro i brianzoli. Resteranno in diffida Federico Artioli, Matthias Braunoder, Andrea Cistana, Lorenzo Dickmann, Giulio Maggiore, Dimitrios Nikolaou e Raffaele Pucino. Su sponda Venezia, invece, il Giudice Sportivo ha reso noto che Joel Marcel Schingtienne, espulso nel precedente turno contro l’Entella, sconterà il turno di squalifica contro il Bari. (ph.T.Lapedota)

Tess Lapedota


Pubblicato il 15 Aprile 2026

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