Salvini a Bari tra comizi e proteste
Il vice premier e ministro dell’Interno, nonché leader della Lega, Matteo Salvini, già venuto a Bari a settembre scorso in visita alla Fiera del Levante aveva promesso di ritornare spesso nel capoluogo pugliese e ieri è ritornato nuovamente, per un comizio di sostegno all’aspirante candidato sindaco della Lega, Fabio Romito, che domenica prossima si misurerà alle primarie del centrodestra con il civico Pasquale Di Rella (sostenuto anche da Forza Italia) e con Filippo Melchiorre di Fratelli d’Italia. Prima dell’appuntamento comiziale in piazza Alberto Sordi (a fianco al Teatro Petruzzelli) il leader della Lega, accompagnato dal Prefetto, dal Questore e dalle altre massime Autorità locali di Pubblica Sicurezza, si è recato al quartiere Japigia, dove ha visitato un bene confiscato nel 2016 alla mafia, annunciando che a breve sarà messo in vendita. Si tratta di una villa alla periferia sud di Bari, in via Gentile 87, sottratto ad un pregiudicato barese ritenuto vicino al clan Parisi. “Io sono qua per ringraziare il lavoro delle Forze dell’ordine, dello Stato a tutti i livelli” – ha affermato Salvini che, continuando ha reso noto di aver finanziato, con il governo Conte, 35 Comuni pugliesi che avranno telecamere di videosorveglianza. “L’inizio del 2019 – ha commentato il vice premier – per Bari e provincia è assolutamente positivo: ci sono 1000 reati in provincia di Bari e 500 reati in meno in città. E sono arrivati e arriveranno in forza alla questura di Bari 100 poliziotti in più, 44 dal piano potenziamento 2018-2019 e altri 56 a pieno organico”.“Quindi – ha detto ancora Salvini – sono contento di quello che hanno fatto le istituzioni fino ad oggi e ci metto il mio piccolo contributo per fare ancora di più”. Infatti, per il ministro, la villa confiscata di Japigia “è una testimonianza delle decine di beni confiscati alle mafie e restituite ai cittadini” anche se “ne rimangono alcuni da sgomberare”. “Daremo i numeri esatti al Comune di Bari che evidentemente – ha sottolineato in fine Salvini – i numeri li gioca al lotto”, esclamando: “Qua si parla di cose serie, quando si parla di lotta alla mafia”. Salvini – come è noto – è tornato a Bari nelle stesse ore in cui, a Palazzo Madama, la Giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato è stata chiamata a decidere su caso che lo riguarda per la nave Diciotti. E questo tema non poteva certo mancare nel suo discorso barese. Infatti, il Capo politico del Viminale ha affermato: “Per me prima viene la difesa dei confini e la sicurezza della mia gente, quindi lavoravo tranquillo ieri e lavoro tranquillo oggi. Ero e sono pronto a qualsiasi tipo di giudizio”, sottolineando: “Siamo una squadra. Al governo c’è una squadra, non ci sono dei singoli, quindi ringrazio per la fiducia alla squadra”. Nei punti toccati da Salvini al comizio alche un altro tema di stretta attualità: l’arresto dei genitori dell’ex premier Matteo Renzi del Pd, su cui ha sostanzialmente ribadito ciò che aveva già anticipato il giorno stesso delle notizia sul suo profilo Facebook: “Io gioisco quando vengono arrestati i terroristi, i delinquenti, i mafiosi e gli spacciatori. Quando vengono arrestati due settantenni genitori di un avversario politico, magari qualcuno è in giro per festeggiare ma io proprio no”.A proposito, poi, dell’accusa di vilipendio all’ordine giudiziario mossagli dalla Procura di Torino,Salvini ha affermato: “Processo più, processo meno, faccio il ministro e lo faccio con orgoglio. Sono assolutamente tranquillo e orgoglioso dei risultati che stiamo raggiungendo quindi non ho paura di niente e di nessuno”. Altro annuncio del vice premier al comizio è stato quello della legge per le telecamere negli asili. Infatti, ha dichiarato Salvini: “Lavorerò per avere entro l’estate la legge” che rende obbligatorie “le telecamere negli asili” perché “anche io divento una bestia quando leggo quegli articoli sui giornali”, di chi “se la prende con bambini e disabili”, sottolineando che ci sono a disposizione “134 milioni di euro”, e che le telecamere saranno uno strumento anche di tutela per insegnati e operatori delle strutture. Su un altro tema caldo all’ordine del giorno del dibattito politico, ossia l’autonomia differenziata, il Vice premier ha detto: “Autonomia significa spendere meno, spendere meglio e avere dei responsabili se qualcosa non funziona”. E, continuando, ha commentato: “In aeroporto ho trovato dei ragazzi che prendevano l’aereo per andarsi ad assicurare un futuro. Un sistema centralizzato non risponde all’esigenza della Puglia e del Sud. Se le scuole, le strade, gli ospedali, la situazione di oggi a qualcuno va bene così, a me no, io non mi rassegno a migliaia di pugliesi che devono prendere l’aereo o il treno per lavorare, per studiare, per andare a farsi curare altrove. Io quando vedo le formiche e le blatte nei letti degli ospedali di Napoli mi arrabbio come una bestia perché non si può arrivare nel 2019 a questo livello”. “Qualche governatore di sinistra – ha rilevato Salvini – è preoccupato
e fa bene. Perché i cittadini li stanno mandando a casa tutti”. Quindi, per il leader della Lega, “l’autonomia fa solo bene a un Sud che è stato usato, derubato, ignorato da politici del sud che non hanno mai risposto delle loro chiacchiere”. “Io – ha aggiunto Salvini – chiedo ai cittadini pugliesi, campani e calabresi che devono prendere l’aereo per andare a farsi curare da un’altra parte, a lavorare e studiare da un’altra parte, se sono contenti”, rilevando che “l’autonomia fa bene e chi sbaglia paga”. “E in Puglia – ha affermato inoltre il ministro – più di uno a sinistra dovrebbe pagare”. Quanto alla preoccupazione per una iniqua distribuzione delle risorse, Salvini ha detto: “Nessuno ci rimette una lira”. Ma la precisazione era sicuramente riferita all’euro. Parlando, poi, di fatti prettamente locali, in particolare del Comune, di cui si rinnoverà il sindaco e l’Assemblea a fine maggio e motivo per cui il leader della Lega ha tenuto il comizio ieri a Bari, alvini ha affermato: “Il sindaco di Bari è molto impegnato a bisticciare con il ministro dell’Interno e a occuparsi di immigrati, vediamo se i baresi saranno contenti oppure no”. “Io – ha aggiunto Salvini – vengo qui a sostenere un ragazzo giovane, competente, che conosce la città, che è in Consiglio comunale e non ha padrini e padroni, non è figlio di vecchie logiche e vecchi accordi. E quindi la Lega mette a disposizione dei baresi un’opportunità, poi in democrazia scelgono i cittadini”. “Il sindaco di Bari – ha sottolineato il ministro – lo scelgono i baresi, ovviamente, ma mi sembra che ci siano diversi problemi, dal commercio alle tariffe urbane, i trasporti pubblici, le case popolari”. Quanto alla Regione Puglia, ha concluso Salvini, “diciamo che, dopo anni e anni di sinistra, se ci fosse voglia di cambiamento e di futuro io ne sarei contento”. Il commento di Salvini a chi nelle stesse ore della sua presenza a Bari sfilava nelle vie cittadine per protestare contro di lui è stato lapidario: “Un abbraccio, una carezza e pane e nutella”. Alla fine del comizio, una cena all’Hotel Palace con alcuni simpatizzanti, imprenditori e truppe leghiste locali, ma con conto spesa rigorosamente alla “romana”. Domani arriva Giorgia Meloni di Fdi sempre per le primarie del centrodestra barese di domenica prossima.
Giuseppe Palella
Pubblicato il 20 Febbraio 2019



