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San Nicola, a cavallo tra fede e devozione popolare

La Chiesa cattolica celebra oggi la memoria di San Nicola e Bari il suo Patrono. Lo fa, il capoluogo pugliese, con il solito innegabile trasporto emotivo, a cavallo tra fede e devozione popolare. Ma che cosa significa per i baresi e per un barese, la festa decembrina di San Nicola, da non confondersi, appunto, con quella di Maggio con la quale si celebra la traslazione delle reliquie del Santo qui a Bari. Lo abbiamo chiesto a un barese doc, il noto attore Nicola Pignataro.

Pignataro, qual è il rapporto tra i baresi e il ” loro” santo?

“E’ un rapporto, o meglio una simbiosi, che nasce da dentro, atavico. Sia ben chiaro che da un punto di vista strattamente religioso, il barese non è affatto uno stinco di santo ed è un formidabile bestemmiatore. Ma se ci fate caso, bestemmia tutti, meno che San Nicola”.

Un santo amante dei forestieri, si dice..

“E’ una frase che vuole dire: lui aiuta tutti, anche chi viene da fuori, non è di questo posto e leggendo la storia cittadina, possiamo dire che risponde al vero. Il barese apprezza Nicola perchè viene da lontano, da un mondo magico e misterioso, anche se sappiamo che le sue ossa furono rubate”.

Eppure soprattutto le nuove generazioni non sembrano eccessivamente interessate all’aspetto religioso  della festa..

“Non mi meraviglio affatto, fa parte del generale clima rilassato e persino desacralizzato. Inoltre questa festa, anche per involontaria scelta del Comune, si è trasformata maggiormente in un evento commerciale con le bancarelle e gli spettacoli che in un fatto religioso”.

San Nicola amato da ortodossi russi e cattolici..

” I russi vengono qui numerosi, specialmente dopo la caduta del regime ateo comunista, ma fosse stato per loro e la loro storia, sarebbero calati molto prima. Da quanto so e vedo, il loro sentimento di stima e il loro affetto verso Nicola è più intenso di quello dei cattolici. In ogni caso, Nicola unisce nel dialogo due confessioni”.

Se dovesse chiedere a San Nicola un favore per Bari?

“Che insegni a miei concittadini, non tutti certamente, il senso civico e l’ educazione. Spesso siamo maleducati e ci portiamo addosso il retaggio dei saraceni. Siamo levantini nell’animo. Se facciamo un favore, ne aspettiamo subito uno in cambio e se lo riceviamo, ci domandiamo: ma questo che cosa vuole da me? Manca l’ idea della gratuità e del disinteresse nelle cose. Dagli spagnoli abbiamo preso poco, neppure la paella, visto che riso patate e cozze non sono assimilabili”.

Oggi la Basilica aprirà alle quattro del mattino, alle cinque la prima messa celebrata dal Priore padre Distante e dopo la tradizionale cioccolata calda, dalle sei alle 13, 00 messe ogni ora. Nel pomeriggio celebrazione solenne presieduta dal Segretario di Stato Vaticano, cardinale Pietro Parolin, e a seguire la consegna da parte del Sindaco delle chiavi cittadine al santo e processione per le vie della Città Vecchia.

Il 19 Dicembre festa di San Nicola secondo il calendario giuliano (degli ortodossi).

Bruno Volpe

 

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