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“San Nicola? Grande e autorevole testimone della santità di Dio”

“San Nicola? Grande ed autorevole testimone della santità di Dio”: lo dice in questa intervista il domenicano padre Giovanni Distante, Priore e Rettore della Pontificia Basilica di San Nicola. Oggi, come noto, si celebra la memoria liturgica del santo di Myra ( auguri a coloro che si chiamano Nicola) . Per un bizzarro scherzo della sorte e del calendario, San Nicola si celebra quattro volte durante l’anno. Infatti oggi ne ricordiamo la memoria liturgica, il 9 maggio la ricorrenza della traslazione delle ossa a Bari e il tutto si moltiplica per due. Infatti, identiche ricorrenze sono previste sia pur con tredici giorni di ritardo rispetto al calendario gregoriano, da quello giuliano, ovvero il calendario che seguono gli ortodossi russi ed ucraini.

Padre Distante, oggi celebriamo la memoria di Nicola… quale il messaggio maggiormente significativo?

“Nicola intanto è il santo della pace e dell’unità, e questa non è una banalità. Egli ci indica concretamente i sentieri difficili, tuttavia possibili, della concordia e dell’unità, e lo fa nel modo migliore e allo stesso più semplice: ascoltando e mettendo in pratica la Parola di Dio. In sintesi è colui che mette nella pratica le Beatitudini”.

Insomma, dobbiamo ascoltare quello che Nicola ci dice…

” Più che ascoltare, che è anche corretto, abbiamo il dovere di comportarci da cristiani e non solo dirci cristiani. Dobbiamo dare testimonianza di concordia, di serenità, di buona condotta nelle cose e circostanze reali della vita, saper trasmettere negli altri la serenità e la felicità. In questo ci è di ausilio Papa Francesco il quale tante volte ha parlato di cristiani gioiosi. Un cristiano realizzato e maturo sa trasmettere l’allegria della fede a chi gli è vicino, nel suo ambiente di lavoro, in famiglia, al lavoro, in poche parole nella società. Ecco perchè possiamo definire senza dubbio Nicola esempio della santità di Dio”.

In un tempo maltrattato da guerre e conflitti Nicola ci impone unità e concordia, il dire no a guerre e violenze…

“Nicola ci dice che un cristiano deve compiere gesti seri e coraggiosi, e non esiste oggi nulla di maggiormente impegnativo che la pace contro la logica perversa della guerra. In realtà il conflitto tra Russia ed Ucraina non è stato voluto dai popoli russo e ucraino, tanto meno dai cristiani, ma da assurde logiche di potere e di comando che alla fine maltrattano gli innocenti e i popoli i quali ne pagano le conseguenze insieme al mondo intero”.

Qual è il legame tra Bari e Nicola?

“Intimo, radicato e viscerale sin dal 9 maggio 1087 quando qui arrivarono le sue ossa e non è un caso che esista un inno, carissimo ai cristiani ma anche agli ortodossi, di Felice Bari legato a Nicola. I baresi si affidano filialmente alla sua intercessione e protezione, riconoscono che grazie a lui Bari è diventata capitale dell’ unità dei cristiani. La devozione dei concittadini è stata ed è sempre grandissima e lo abbiamo visto anche al tempo del Covid quando, pur non potendo visitare la Basilica, i cittadini lo hanno festeggiato caldamente e devotamente nelle loro case e in privato. Penso che sia importante continuare a difendere e ricordare la nostra tradizione”.

Bruno Volpe


Pubblicato il 6 Dicembre 2022

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