Cultura e Spettacoli

San Nicola: oltre Bari c’è anche Rimini

Reliquie di San Nicola, oltre che Bari, sono venerate a Rimini, Volos e Saint-Nicolas- du-port

Le reliquie di San Nicola venerate nella Basilica barese sarebbero solo una parte delle ossa del Vescovo di Myra. Alla celebre impresa dei marinai baresi del 1097 fece seguito un’analoga spedizione veneziana tra il 1099 e il 1100. Nella circostanza, ai marinai della Serenissima venne indicato dai monaci-custodi il sepolcro ormai vuoto dal quale i baresi avevano prelevato le ossa. Tuttavia qualcuno tra la ciurma veneziana ricordava di aver visto celebrare le funzioni più importanti in quel tempio non sull’altare maggiore ma in un ambiente secondario, probabilmente una cappelletta. Fu in tale ambiente che venne rinvenuta una grande quantità di frammenti ossei: si trattava delle reliquie ‘minori’ di San Nicola che i marinai baresi avevano tralasciato nella concitazione dell’avventuroso ‘blitz’. Prelevati, quei frammenti vennero trasportati nell’abbazia del Lido consacrata a San Niccolò, che da quel giorno fu proclamato protettore della flotta della Serenissima. A distanza di quasi un millennio, si avvertì la necessità di stabilire se le reliquie veneziane fossero un falso o meno. A seguito di due ricognizioni effettuate nel 1954 a Bari e nel 1992 a Venezia, il prof. Luigi Martino, docente di anatomia umana e normale all’Università di Bari, concluse che a Bari sono venerati i frammenti ossei di maggiori dimensioni, e a Venezia quelli più minuti (circa la metà dello scheletro), e che questi ultimi sono “complementari con le ossa conservate a Bari.” Anche Rimini e la greca Volos vantano reliquie nicolaiane: Nel gennaio 2003 la diocesi di Rimini, fece dono di un frammento dell’omero sinistro di San Nicola alla diocesi greco-ortodossa di Dimitriade (la greca Volos). Secondo la tradizione, l’omero di San Nicola giunse a Rimini in modo piuttosto rocambolesco nella seconda metà del XII secolo. Protagonista della vicenda sarebbe stato un vescovo tedesco, che aveva trafugato la reliquia a Bari. Nel 1177 papa Alessandro III, provenendo da Venezia, volle fermarsi a Rimini per sincerarsi dell’autencità della reliquia, che volle sottoporre alla prova del fuoco: “le fiamme non la bruciarono, anzi, emanarono un profumo intenso”. San Nicola fu proclamato co-patrono di Rimini nel 1633. Il primo indizio sull’autenticità della tradizione è l’assenza, fra le reliquie baresi, proprio dell’omero sinistro. La prova definitiva che si tratta della parte mancante a quanto dello scheletro si venera a Bari, è giunta da due ricognizioni anatomiche: quella effettuata dal Prof.  Luigi Martino come già detto e l’altra effettuata dal Prof. Fiorenzo Facchini in occasione della donazione del 2003. La reliquia riminese è custodita nella nuova chiesa di San Nicolò al Porto (inaugurata nel 1955), all’interno della Sala Celestina dai Padri Celestini. Un’altra reliquia di San Nicola (una falange della mano destra) sarebbe conservata a Saint-Nicolas-de-port, in Lorena dal 1093. A trasportarla da Bari dicono le cronache fu monsieur Aubert di Varangéville, all’epoca signore del villaggio di Port, poi ribattezzato Saint-Nicolas-de-port in onore del Santo. La falange è custodita nella locale, grandiosa Basilica, una tra le più grandi espressioni al mondo dell’architettura gotica.

Italo Interesse


Pubblicato il 9 Maggio 2024

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