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San Sebastiano, l’ultimo appiglio

Quando bussa la sventura si ricorre ai Santi. Il ‘campionario’ della Chiesa offre un vasto assortimento di protettori. Ce n’è per tutti e tutto. Si può dire non esista categoria umana in difficoltà e malattia o catastrofe naturale per le quali non sia prevista una mirata orazione di rimedio. Una partoriente è in difficoltà? C’è Sant’Anna. Ti fa male la gola? Invoca San Biagio. La casa rischia di andare a fuoco? Prega Santa Barbara… La definizione di queste ‘competenze’, tuttavia, non trova tutti d’accordo, Per esempio, nel difendere i bambini è più potente San Nicola di Myra o San Nicola da Tolentino? E in caso di avvelenamento è meglio invocare San Benedetto Abate o San Pirmino?… Il problema si fa più vasto a proposito di epidemie. I diversi siti consultati in proposito propongono ciascuno un ‘pacchetto’ di Protettori : Santa Rita, Santa Rosalia, San Rocco, San Michele Arcangelo, Sant’Antonio Abate… In tanta variegata ‘offerta’, però, un nome ricorre sempre : San Cristoforo. Si vuole che il martirio di questo Santo sia avvenuto per volontà di Diocleziano sul monte Palatino, dove arcieri trafissero il ‘dissidente’. Stando invece alla ‘Passio Sancti Sebastiani’, di Arnobio il Giovane, monaco del V secolo, e alla ‘Legenda Aurea’ di Jacopo da Varagine, Sebastiano, questo alto ufficiale dell’esercito imperiale convertitosi al cristianesimo e divenuto evangelizzatore, non morì per effetto delle frecce. Creduto morto dai suoi carnefici, Sebastiano venne abbandonato sul luogo di esecuzione perché diventasse pasto per le bestie selvatiche. Quando Santa Irene si recò sul Palatino a recuperare il corpo per dargli sepoltura, si accorse che il soldato era ancora vivo. Allora lo trasportò nella sua dimora per curarlo. Una volta sanato, Sebastiano andò a ribadire la sua fede al cospetto dell’Imperatore, che rimproverò per le esecuzioni contro i cristiani. Già indignato per quella miracolosa sopravvivenza, Diocleziano volle punire l’ardire di Sebastiano con la morte, questa volta per flagellazione. A esecuzione avvenuta il corpo del Santo venne gettato nella Cloaca Maxima. Nella sua corsa verso il Tevere la salma venne recuperata da Lucina, una matrona convertitasi, e trasportata sino alle catacombe sulla via Appia, dove fu seppellita… Torniamo al collegamento tra San Sebastiano e le epidemie, con particolare riguardo per le pestilenze : Da sempre i fedeli hanno voluto vedere nelle ferite procurate dalla frecce altrettanti bubboni pestiferi contrastati con successo dalla forza della fede… – Nell’immagine, ‘Il martirio di San Sebastiano’, una tempera su tela (257 x 142 cm) di Andrea Mantegna, databile al 1481 circa e conservata al Louvre.

Italo Interesse

 

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