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Sancita una “pausa” tra i due principali contendenti

La corsa verso la candidatura a presidente della Regione per la coalizione di centrosinistra è appena  iniziata, ma c’è già un ‘fiume’ di veleni che scorre tra i tre candidati (Michele Emiliano e Guglielmo Minervini del Pd e Dario Stefano di Sel) che si sono già fatti avanti per partecipare alle primarie del 30 novembre prossimo. Un ‘fiume’ che per l’ex Primo cittadino di Bari ha due diramazioni, una verso il concorrente di partito, Minervini, e l’altra verso Stefano, pupillo del governatore pugliese Nichi Vendola. Mentre per entrambi gli altri aspiranti alla candidatura a governatore l’alveo dei veleni finora ha avuto un’unica diramazione: quella verso Emiliano. L’interscambio di accuse e di polemiche tra Stefano ed Emiliano e tra quest’ultimo e Minervini è cominciato in maniera soft già prima delle ferie d’Agosto. E da allora è stato un increscendo di provocazioni tra i tre concorrenti delle primarie ed in cui si è imbattuto con il segretario pugliese del Pd anche un quarto esponente politico, il governatore Vendola che, come è noto, questa volta alle primarie non sarà della partita, ma solo spettatore interessato. I palcoscenici dell’interscambio di ‘veleni’ tra i suddetti personaggi  non sono di volta in volta dei diretto faccia a faccia, ma i rispettivi blog personali di Twitter o Facebook o, al più, i margini di qualche conferenza stampa, che diventano anche occasione per rilasciare dichiarazioni non a tema dell’incontro. La scorsa settimana l’ennesima diatriba tra Emiliano e Stefano si è consumata, sempre sui social network, da parte del segretario pugliese del Pd che sul suo blog ha postato  un video del 2009 in cui Stefano teneva un comizio al fianco di Adriana Poli Bortone, nota esponente pugliese di centrodestra, all’epoca candidatasi a capo di una coalizione centrista (“Io sud” ed Udc) per la guida della Provincia di Lecce. E ciò, evidentemente, al sol fine di indebolire e screditare la candidatura di Stefano a possibile guida della coalizione di centrosinistra alle regionali del 2015. Peccato, però, che il senatore pugliese di Sel, a sua volta, si sia limitato solo a difendersi dalle accuse di Emiliano per il ‘cursus politico’ non sempre coerente nel centrosinistra e non abbia pure ricordato al segretario pugliese del Pd alcuni passi dell’intervento che lo stesso fecce il 14 febbraio del 2009 a Bari, nel teatro Kursaal Santalucia, in occasione della manifestazione regionale di presentazione del Movimento politico “Io sud”, dove proprio lo stesso Emiliano fu uno degli ospiti che tenne a battesimo la neonata formazione della Poli Bortone. E postando, magari, sugli stessi social network il video di quella manifestazione. Questa settimana, invece, il fiume di veleni per le primarie del centrosinistra sta scorrendo unicamente all’interno del Pd. E, quindi, tra Emiliano e Minervini. Un fiume che spesso è carico di ‘veleni’ sicuramente ‘nocivi’ alla politica, ma soprattutto a chi, tra i protagonisti, tenta di inquinare la partita delle primarie, come è accaduto lunedì scorso, dopo l’Assemblea regionale del Pd che avrebbe dovuto dare il via libera per le primarie ad entrambe le candidature, invece così non è stato, perché qualcuno aveva fatto in modo che quella di Emiliano fosse, per così dire, normale, mentre quella di Minervini dovesse essere una ‘deroga’. O, forse, addirittura una concessione della maggioranza che sostiene la segreteria e, quindi, di colui che alle primarie è pure diretto concorrente dell’Assessore alla Trasparenza della giunta Vendola. Però, in quest’ultimo scontro, il ‘veleno’  anziché nuocere alla vittima designata avrebbe evidentemente potuto nuocere all’avvelenatore che, non essendo riuscito a darla a bere al rivale per le primarie, ha avvertito il pericolo ed ha subito tentato di addolcire la partita con una lettera aperta al ‘nemico’ delle primarie, ma amico di partito. Insomma, una mascalzonata non riuscita all’interno del Pd o, forse (come preferibilmente la definirebbe Minervini) il tentativo di uno sgambetto, che ora è sfociato in uno scambio pubblico di missive tra i due rivali. “Caro Guglielmo – esordisce Emiliano in apertura alla sua lettera a Minervini – voglio innanzitutto dirti che ti voglio bene e che ho un gran desiderio di lavorare con te per la nostra Regione con l’aiuto di tutti i pugliesi e, in particolare, di coloro che si riconoscono nel centrosinistra e nel partito di cui entrambi facciamo parte, il Pd”. E di contro l’ex sindaco di Molfetta nella  missiva di risposta al segretario regionale del suo partito, nonché competitor per le primarie, sorpeso ne ricalca il fair play: “Michele caro,ma che ti prende? Sono due giorni che mi rincorri con appelli e richieste di cui fatico a comprenderne in senso. Per il bene che ti voglio, sono io a farti un appello, solo uno. Ogni tanto lascia riposare il tuo telefonino e il tuo twitter. E soprattutto prova a vivere senza preoccupazioni sul mio conto”. E, continuando, entrambi nelle rispettive missive giustifica all’altro il proprio comportamento, per tentare di mitigare il clima di tensione che tra i due, e soprattutto nel Pd pugliese, si è creato sulla vicenda interna per le primarie. Ma probabilmente ai pugliesi, ed agli elettori del centrosinistra ed in particolare del Pd, interessa poco o nulla dei ‘veleni’ e dei ‘tatticismi’ che si possono scambiare Emiliano e Minervini per le primarie. Infatti, sarebbero verosimilmente più interessati a conoscere quali sono i loro propositi e programmi per la Puglia nel caso uno dei due, alle prossime regionali, fosse eletto governatore. E ciò, preferibilmente, non solo tramite i social network o monologhi senza contradditorio, ma soprattutto attraverso confronti diretti, con o senza ‘veleni’.

Giuseppe Palella

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