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Sanità in coma: ‘118’ senza fondi e servizi sospesi senza preavviso alle Rsa

La Regione sbaglia i conti per i pronto soccorso e Asl/Bari ferma i trattamenti ai minori con disturbi

Sempre più in prima linea il gruppo regionale dei “Fratelli d’Italia” con il presidente Paolo Pagliaro, la vice Tonia Spina e Renato Perrini, Basile, Caroli, De Leonardis, Ferri, Gatta, Scianaro e Vietri che ieri hanno presentato interrogazione urgente sulla sanità, che mette a disposizione fondi anche cospicui, ma tenendo fuori il personale del <<118>> dalla distribuzione di quelle risorse per la rete emergenza-urgenza in Puglia. Uno stanziamento regionale in Puglia, dunque, di ben 44 milioni di euro per i reparti di Pronto soccorso che, però, esclude il personale/118, parte integrante e fondamentale del sistema dell’emergenza sanitaria.

“Il sistema dell’emergenza-urgenza non può essere considerato a compartimenti stagni, poiché è una rete che inizia sul territorio e prosegue all’interno degli ospedali. L’esclusione degli operatori del 118 – rileva il primo firmatario dell’interrogazione Perrini – rischia di generare una disparità ingiustificata tra professionisti che svolgono funzioni complementari, sono esposti a condizioni di lavoro ugualmente gravose e sostengono livelli di responsabilità sovrapponibili”. E tenuto conto che la rete dell’emergenza-urgenza si regge su un equilibrio delicato tra assistenza territoriale e ospedaliera, trattare i due comparti in modo differente non solo appare iniquo, ma finisce senza dubbio per demotivare una categoria di lavoratori già sottoposta a un enorme stress operativo. L’interrogazione, insomma, tende a chiarire le motivazioni alla base dell’esclusione del servizio 118 dallo stanziamento previsto, sollecitando un “immediato reintegro delle risorse per includere anche il personale dell’emergenza territoriale, garantendo così una distribuzione equa e coerente dei fondi”.

Ma per i fratelli d’Italia pugliesi è anche necessario conoscere quali iniziative si intende adottare all’interno dell’assessorato retto da Pentassuglia per assicurare un “trattamento inclusivo” all’interno dell’intero sistema e se sia previsto un confronto urgente con le rappresentanze istituzionali e territoriali per affrontare la questione in maniera condivisa e risolutiva. Per essere ancora più chiari, non possono esistere “operatori di serie A e operatori di serie B”, quando si parla di salvare vite umane, da cui discende che all’ente Regione serve rimediare senza indugio, ponendo rapidamente rimedio a quello che appare come “…un vero e proprio schiaffo a chi lavora ogni giorno in prima linea sulle nostre ambulanze”.

E sempre dai banchi dei fratelli d’Italia, il consigliere ed ex sindaco di Locorotondo Tommaso Scatigna ha chiesto di audire l’assessore Pentassuglia e il dirigente Manzionna sulla sospensione di alcuni servizi a beneficio di categorie assai bisognose. “Alla luce di segnalazioni pervenute da vari utenti, l’Azienda Sanitaria Locale di Bari sarebbe l’unica in Puglia a decidere di sospendere unilateralmente i finanziamenti alle ‘strutture semiresidenziali terapeutiche dedicate al trattamento extraospedaliero dei disturbi psichiatrici gravi in preadolescenza e adolescenza’ (Regolamento Regionale 14/2014).

Gli utenti di questo servizio -continua Scatigna – e cioè minori autistici o con disturbi comportamentali hanno bisogno di questi centri, che sono di grandissimo aiuto nel percorso riabilitativo/abilitativo, oltre che di enorme sollievo per le famiglie. A ciò si unisce il rischio di perdita di lavoro di tutti gli operatori del servizio”. A quanto pare, la decisione di sospendere questi importanti servizi non sarebbe nemmeno discussa con esercenti e utenti: famiglie e bambini si trovano così senza assistenza.

Per questo motivo il consigliere di Minoranza alla Regione Puglia ha chiesto urgentemente lumi in seno alla Commissione Sanità e all’assessore alla Sanità Donato Pentassuglia, che saranno ascoltati in commissione a via Gentile col direttore del Dipartimento di Medicina dell’Età Evolutiva dell’Asl/Bari Mariano Manzionna. Tutto per comprendere il più rapidamente possibile le ragioni della sospensione e come s’intende intervenire per garantire continuità dei servizi resi a minori bisognosi e loro famiglie.

 Antonio De Luigi


Pubblicato il 16 Aprile 2026

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