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Santo Spirito, con la pioggia il lungomare si trasforma in latrina

E’ sufficiente qualche minuto di pioggia scrosciante (come è accaduto lunedì scorso) che a Santo Spirito un tratto del lungomare Cristoforo Colombo, in particolare la zona antistante il mercato coperto, ed alcune traverse adiacenti diventino una latrina a cielo aperto. Ed è così da circa vent’anni, ogni volta che piove. Infatti, con la pioggia le condotte della rete fognaria mista cittadina va in sovraccarico e nei punti più bassi della rete, quelli in prossimità del lungomare per l’appunto, la pressione fa uscire dalla sede i pesanti coperchi in ghisa dei chiusini stradale, facendo fuoriuscire sostanze solide di fogna, oltre al liquido maleodorante che, espandendosi sul manto stradale, trascina sull’asfalto anche il materiale organico che transita nelle condotte di smaltimento. Uno “spettacolo” terrificante che ad ogni acquazzone si presenta sotto gli occhi di passanti e residenti, con tutti gli inconvenienti che ne conseguono dal punto di vista igienico e sanitario. Infatti, quando accade, in zona prima ancora che alla vista l’inconveniente i cittadini lo avvertono a naso, a seguito dalla forte puzza di fogna che rapidamente si diffonde nell’aria che respirano. Poi, in pochi minuti il manto stradale delle vie interessate dal fenomeno comincia a tingersi di chiazze marroncine, composte da poltiglia semi-liquida di escrementi umani. E le immagini raccapriccianti di quanto accade ogni volta che piove sul lungomare Cristoforo Colombo di Santo Spirito e lungo alcune traverse cittadine che sfociano su di esso finiscono sistematicamente e puntualmente sulle pagine locali dei Social. Dove foto e financo filmati, effettuati con gli I-phone da residenti o semplici passanti che li pubblicano unitamente a commenti di lamentele o critiche nei confronti dell’Amministrazione comunale barese che, pur essendo a conoscenza da anni del problema, non ha ancora provveduto a risolverlo. Ma vediamo cosa ha scritto sulla propria pagina Facebook un ex presidente circoscrizionale di Palese e Santo Spirito, Francesco Leccese, a commento della ripresa filmata di come si presentava lunedì scorso piazza Roma, ossia la piazzetta antistante il Mercato coperto della ex frazione a nord del capoluogo. “Basta un po’ di pioggia ed ecco cosa appare a Santo Spirito” ha rilevato l’ex presidente del locale organo di decentramento comunale che, proseguendo, ha precisato: “Questa è la zona mercato coperto dove si distribuisce cibo. Quella massa sparsa di sostanze colorate (scusate il termine) è cacca”. “Questa – ha specificato inoltre Leccese a margine delle riprese – è solo una parte di un territorio che, con Palese, è abbandonato. Una rete fognante degli anni ’50 completamente insufficiente”. Per poi concludere: “E pensare che c’è gente che continua ancora a voler continuare ad essere solo un quartiere periferico abbandonato”. Per la cronaca, ricordiamo che Leccese è uno dei cinque ex presidenti del locale istituto di decentramento comunale (definito “Prima Circoscrizione” fino al 2014 e da allora “Municipio 5” di Bari) che dal 1999 al 2019 si sono susseguiti alla guida della mini Assemblea territoriale di Palese e Santo Spirito, interna all’Amministrazione barese, e che insieme a 4 suoi successori (Leonardo Damiani, Ferdinando Rodio, Erio Di Liso e Giovanni Moretti) è stato tra i protagonisti di formale richiesta di un distacco amministrativo da Bari delle due ex frazioni a nord del capoluogo e per la loro costituzione in Comune autonomo. Una richiesta – come è noto – tutt’oggi non ancora assecondata dalla “Politica” regionale e che comunque nella comunità di Palese e Santo Spirito resta attuale alla luce delle tante lamentele e, da sempre, malcontenti nei confronti dell’Amministrazione. Infatti, i liquami che durante gli acquazzoni fuoriesco dai tombini – a detta di molti cittadini del posto – è solo uno dei tanti e gravi problemi che denotano lo stato di trascuratezza ed abbandono che Bari riserva a questa comunità periferica di oltre 30mila abitanti. “Problema causato – ha esclamato qualche bene informato – dal fatto che il Comune di Bari da decenni a Santo Spirito si è limitato ad incassare gli oneri urbanistici per nuovi insediamenti edilizi (addirittura interi nuovi quartieri!), senza mai preoccuparsi di investire quelle risorse per l’adeguamento della rete fognaria!” Ma su Facebook a sommergere di critiche l’Amministrazione barese, per ciò che accade a Santo Spirito quando piove, non sono solo i santospiritesi “doc”, ossia coloro che sono nativi del posto, ma vi è anche qualche attuale residente che però tempo fa si è trasferito da Bari, come N. A. che sulla pagina “Solo News Municipio 5” ha scritto: “Scene come questa le ho viste in alcune foto scattate da mio padre in Nigeria quasi vent’anni fa, dove nei quartieri periferici di Lagos c’era #lammerdaper strada”. E lo stesso N.A. ha inoltre rilevato: “accade puntualmente ad ogni acquazzone nella #citta#metropolitana#europeadi Bari, e per di più in una zona turistica come il porticciolo di Santo Spirito, che turistica rischia di diventare davvero, ma per ratti e scarafaggi”. Per poi constatare che “questo è il risultato della politica #aestheticfatta di tifoserie, post emotivi, propaganda ,rendering e tanto Instagram”. Sulla stessa lunghezza d’onda di N.A. anche la ex consigliera pentastellata del Municipio 5, Francesca Maiorano, dimessasi lo scorso 19 agosto, sia dal Movimento che dal ruolo istituzionale a cui era stata eletta alle amministrative del 2019, per protesta contro l’inutilità dei Municipi di decentramento baresi e che, sulla sua pagina di Facebook nel commentare la notizia dell’ennesima invasione delle vie si Santo Spirito da liquami di fogna, ha rilevato: “Il Sindaco dei Sindaci d’Italia, Antonio Decaro, è così che fa vivere i suoi cittadini residenti nel Municipio 5 di Bari”. Infatti, continuando, la ex pentastellata palesina ha inoltre rilevato: “gli escrementi che fuoriescono dai tombini, poiché l’impianto fognario è vecchio più di 50 anni, non hanno mai fatto notizia a livello nazionale, eppure succede da sempre e puntualmente i cittadini ne danno notizia sui social e qualche volta anche attraverso la stampa locale”. Per poi chiedersi: “Come mai questo scudo mediatico su Decaro da parte di tv e stampa nazionale?” ed ammettere: “Il Municipio 5 di Bari vuole diventare Comune autonomo non per capriccio, ma per rispetto della comunità che ci vive e che paga le stesse tasse dei cittadini baresi, ma dal cui stesso Sindaco di turno non hanno mai ricevuto le stesse attenzioni, facendoci vivere letteralmente nella merda”. Ma la ex grillina del Municipio 5 è proprio sicura che da Bari la comunità di Palese e Santo Spirito (almeno a parole!) non riceve le stesse attenzioni di altre parti della Città di Bari? Infatti, almeno a livello di marketing amministrativo e politico la comunità del Municipio di decentramento delle ex frazioni a nord di Bari è al pari di quelli di altre popolose zone della città. Difatti, l’Amministrazione barese, come per altre questioni, appena si verifica un inconveniente o disservizio ha già pronta la risoluzione. E lunedì scorso a renderla nota per Santo Spirito (ma anche per problemi analoghi in altre zone cittadine!) è stato l’assessore ai LL.PP. della giunta Decaro, Giuseppe Galasso, che con un apposito comunicato ha dichiarato: “Per il territorio del Municipio V è in fase di completamento la progettazione che interessa via Fiume, a ridosso del porto di Santo Spirito, lungo la quale, in caso di forti piogge come accaduto oggi, i tombini della fognatura nera si aprono riversando tutto in strada: l’intervento riguarderà l’esecuzione di un nuovo tronco di fognatura bianca che intercetti le acque in quella zona alleggerendo così la pressione sulle tubature di fogna nera e risolvendo definitivamente la questione”. Peccato, però, – ha obbiettato qualche esperto locale diamministrazione pubblica – che l’assessore Galasso nella nota abbia dimenticato di precisare i tempi di risoluzione del problema e se le risorse economiche necessarie siano già disponibili nel Bilancio cittadino. Dettagli, questi, che ai fini del “Marketing” politico-amministrativo sicuramente non rilevano. Anche perché il “problema” della fogna nera che fuoriesce dai tombini a Santo Spirito sussiste irrisolto da circa vent’anni. E, secondo l’amministrazione Decaro, – ha apostrofato ironicamente un cittadino locale – “evidentemente non è proprio così urgente!”

 Giuseppe Palella

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