Santo Spirito, nuovo lungomare ma con vecchi problemi
La pioggia delle ultime ore ha praticamente allagato alcune traverse che da via Napoli conducono alla nuova zona pedonale

A Santo Spirito un nuovo lungomare, ma con vecchi problemi. Infatti, la pioggia delle ultime ore nella ex frazione ha praticamente allagato alcune delle traverse che da via Napoli conducono al tratto di lungomare Cristoforo Colombo che il Comune di Bari ha stravolto con un progetto di restyling dello studio dell’urbanista spagnolo Oriol Bohigas, i cui lavori non sono ancora del tutto terminati. Sono bastati pochi minuti di pioggia che su interi tratti di dette vie, soprattutto in prossimità dell’innesto con il nuovo lungomare, si sono formate pozzanghere d’acqua che non riusciva a defluire verso la parte più bassa e cioè sulla careggiata stradale del lungomare, poiché il piano di calpestio, in corrispondenza dell’immissione sul lungomare, è stato rialzato a livello di marciapiede, perché reso pedonale. In altri termini, la parte stradale delle traverse che si immettono sul lungomare Cristoforo Colombo antistante il porto di Santo Spirito, nella parte finale, per potersi raccordare con la nuova superficie di pedonalizzazione, vanno in contropendenza per cui si creano delle conche da cui l’acqua piovana non riesce a defluire, formando pozzanghere profonde mediamente dai 10 a 15 centimetri, che rendono impraticabile ai pedoni l’accesso agli immobili che si affacciano sul tratto di strada interessato dall’allagamento. Insomma un’opera, quella della nuova parziale pedonalizzazione del lungomare effettuata verosimilmente senza valutare nei dettagli le conseguenze del rialzo del piano di calpestio anche in corrispondenza di dette traverse, visto che già una pioggerella estiva di pochi minuti ha causato problemi enormi a chi risiede o ha un esercizio commerciale su queste vie, in prossimità della nuova area pedonale realizzata sul lungomare di Santo Spirito. “È assurdo che si facciano lavori di nuova pavimentazione e viabilità senza considerare le conseguenze!” – ha esclamato un residente, evidenziando che quelle traverse di via Napoli sono tutte con pendenza verso la zona porto e che è quindi a tutti noto cosa accade, ogni volta che piove, su strade urbane che da un punto più alto si estendono verso il basso. “E qui invece nel punto più basso si è addirittura creato un rialzo, costituendo una sorta di mini-invaso lì dove avrebbe dovuto esserci una prosecuzione della pendenza, come era in precedenza, e senza neppure la realizzazione di griglie di raccolta per i deflusso dell’acqua in condotte sottostanti il piano di calpestio”. Un problema analogo a quello innanzi descritto o, forse, anche peggiore si è verificato sul lungomare di Palese, che risulta in alcuni punti allagarsi ogni volta che piove. peggiorato. Infatti, ieri pomeriggio, subito dopo la pioggia alcuni tratti della carreggiata del lungomare Ugo Lorusso di Palese erano come un fiume, mentre alcuni tratti della contestatissima pista ciclabile, realizzata da appena qualche mese, erano impossibili da percorrere, oltre che pericolosi. A Palese e Santo Spirito sono in molti a ritenere che di opere necessarie e urgenti da fare ve ne sono eccome, ma la ex amministrazione Decaro ha voluto fare il restyling di un tratto di lungomare a Santo Spirito e la pista ciclabile su quello di Palese, come se fossero le cose più utili da fare, quando in realtà le priorità della comunità del V Municipio barese sono ben altre. Ma quelle messe in cantiere evidentemente, a giudizio dei politici che le hanno volute, erano considerate più adatte a dare visibilità all’amministrazione barese, oltre che forse più facili da propagandare. I risultati? Per i cittadini quelli innanzi descritti, che sono forse solo l’inizio di una serie di altri problemi e disagi facilmente prevedibili per questa comunità. Per i politici, invece, sicuramente un’esposizione mediatica per un ritorno elettorale già incassato. E, visti i primi risultati negativi di tali interventi, c’è anche chi si auspica che sia stato solo quello il vantaggio soggettivo di chi ha voluto (e in maniera fors’anche sbagliata!) tali opere.
Giuseppe Palella
Pubblicato il 5 Agosto 2025



