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Santo Spirito, traffico ancora più in tilt e proteste dei residenti

Non è la prima volta che accade e, verosimilmente, non sarà neppure l’ultima che l’Amministrazione comunale barese mettendo mano alla viabilità interna di Santo Spirito anziché migliorare la circolazione stradale della ex frazione la peggiora. Infatti, da quando a fine luglio dello scorso anno il Comune di Bari ha deciso di stravolgere a Santo Spirito l’esistente assetto viario e di parcheggio del tratto di lungomare Cristoforo Colombo antistante il bacino portuale, la vivibilità del quartiere è stata sconvolta e chi da Bari ha preso l’iniziativa di modificare sensi di marcia e modalità di parcheggio, a distanza di quasi un anno dai cambiamenti, non riesce a trovare ancora un equilibrio che soddisfi i residenti. Tant’è che la scorsa settimana l’Ufficio Traffico del Comune a Santo Spirito è intervenuto nuovamente con ulteriori modifiche ai sensi di marcia di altre vie interne, per tentare di rimediare agli stravolgimenti in negativo apportati lo scorso anno che, soprattutto nel periodo estivo, sono oggettivo motivo di difficoltà per chi nella ex frazione vive o viene in villeggiatura. Oltre che a coloro che in zona operano, avendo un esercizio commerciale proprio nella zona toccata dalle modiche alla viabilità. Difatti, dopo le modifiche dello scorso anno sul lungomare ed in tutte le traverse del borgo antico della ex frazione che sono collegate con questo, per tentare di decongestionare l’intensità di traffico (e, quindi, anche di smog) che nei giorni prefestivi e festivi, ma anche in certe ore di punta dei feriali si crea su via Napoli (ex SS. 16), ossia l’altra arteria di Santo Spirito che insieme al lungomare Cristoforo Colombo costituisce il secondo (ed  unico!) principale asse di scorrimento interno all’antico borgo tutt’oggi noto ancora come “la Marina di Bitonto”, l’Amministrazione barese recentemente ha messo mano anche alla segnaletica di vie che sono a monte di via Napoli e, quindi, dalla parte opposta all’originario borgo antistante il porto, con l’evidente intento di non rimaneggiare ciò che è stato fatto lo scorso anno sul lungomare Cristoforo Colombo. E, forse, anche con la speranza che così facendo si possano quantomeno attutire gli altrettanto evidenti effetti negativi causati alla vivibilità del quartiere dalle stravaganti modifiche apportate sul lungomare Cristoforo Colombo e nelle traverse attigue. Un esperimento che, almeno in questi primi giorni di attuazione, non sembra stia dando grandi risultati, visto che i nuovi sensi di marcia istituiti per snellire il traffico su via Napoli non solo ha determinato la nascita di un comitato spontaneo di cittadini, per protestare contro le nuove ed ulteriori modifiche alla viabilità interna di Santo Spirito, ma alcuni problemi di ingorgo al traffico e di eccessivi gas di scarico veicolare sono stati traslati soltanto, da un incrocio ad un altro di via Napoli o da una parte all’altra del paese. E ciò – a dire di qualche residente – è il caso delle recenti inversioni nei sensi di marcia di via Massari e di via Principessa Giovanna che, per risolvere parzialmente determinati problemi di intasamento su via Napoli, in entrambi i sensi di marcia, ne hanno provocato altri, causando altre reazioni negativi a catena nella tranquillità e vivibilità dell’antico borgo marinaro. Alcuni di questi ultimi cambiamenti – sempre a detta di qualche residente – sarebbero addirittura rischiosi per la sicurezza stradale nei pressi di alcuni incroci. Come, ad esempio, l’inversione del senso di marcia in Massari che costituisce un vero pericolo per l’incrocio di questa con corso Umberto (ossia la direttrice di ingresso od uscita da Santo Spirito per chi giunge da Bitonto), a causa della ridotta visibilità che si ha per chi, percorrendo via Massari secondo il nuovo senso di marcia, deve attraversare detto incrocio specialmente nelle ore notturne, quando la velocità di percorrenza di taluni automobilisti non è nei limiti di sicurezza. Stesso discorso si può fare via Principessa Giovanna e le vie con cui questa si interseca nel borgo antico. In definitiva, gli stravolgimenti apportati lo scorso anno dall’Amministrazione barese a Santo Spirito, sul lungomare Cristoforo Colombo, con l’abolizione del doppio senso di marcia e l’istituzione di un parcheggio a pettine a centro strada, anziché ai bordi stradali, e del senso unico nel tratto tra via Pola e via Udine, per far posto ad una parallela pista ciclabile ed ad una fascia riservata ai pedoni, altro non ha fatto che compromettere in maniera permanente la vivibilità di un comunità che con il precedente assetto viario aveva sì qualche problema da eliminare soprattutto nei giorni festivi, ma che comunque riusciva a convivere, perché non si creavano situazioni di traffico impazzito  e veleni da polveri e gas di scarico verosimilmente fuori norma, in maniera sovente come accade con l’assetto viario attuale. “Ed ancor più grave – a detta di molti residenti – è sicuramente l’insensibilità e la testardaggine dei vertici dell’Amministrazione barese e dei loro preposti locali (ndr – rappresentanti comunali e municipali) che anche difronte all’evidenza non prendono atto del fallimento delle novità introdotte lo scorso anno nella viabilità locale di Santo Spirito”. E forsanche dei rimedi introdotti recentemente, per tentare di porre una “toppa” a quei clamorosi ed evidenti errori. Infatti, nella ex frazione costiera a nord di Bari sono ormai in molti a ritenere che l’Autonomia comunale di Santo Spirito, insieme all’adiacente Palese, è l’unica vera soluzione per uscire concretamente da uno stato di “disamministrazione” permanente che detta comunità (ormai di oltre 30mila abitanti!) continua invece a subire con la gestione effettiva da Bari. Cioè da più di dieci chilometri di distanza e da chi di questo territorio conosce poco o nulla, sia in termini si storia che di quotidiana realtà, oltre che non viverne direttamente sulla propria pelle problemi e disagi. Perché non vi abita, né tantomeno trascorre qui i propri fine settimana estivi o vacanze.

 

Giuseppe Palella

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