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Sarà la rivincita del pedale?

I cultori della pedalata non-assistita respirano. I furti di biciclette tradizionali sono precipitati coinvolgendo nel crollo il florido mercato del ricambio usato e di provenienza illecita (sellini, manubri, ruote, campanelli, fanalini…). A Bari il diffuso e doloroso spettacolo di carcasse depredate, ancora avvinte da robuste catene e abbandonate ad arrugginirsi davanti a pali e transenne, non è più di casa. Era ora. Ma non si pensi a ciò come al miracolo di una maturata coscienza civica oppure al declino verticale di una tendenza. La verità è che – a parte il caso dei modelli da competizione – il velocipede non lo vuole più nessuno. Il nuovo, pigrissimo amante della due-ruote senza tubo di scappamento gli preferisce i suoi ben più veloci e comodi derivati elettrici (nel conto vanno messi anche i monopattini). Lungi però dall’adombrarsene, la vecchia bicicletta se la ride sotto i baffi nell’attesa della rivincita, che potrebbe essere non lontana. La corsa alla due ruote a pedalata (sempre meno assistita), stanti i progressi in fatto di miniaturizzazione e potenziamento della batterie, comincia a sollevare  intriganti quesiti di natura giuridica : Fino a che punto una bicicletta con prestazioni da ciclomotore quanto a capacità di carico e velocità può dirsi ancora una ‘bicicletta’ e come tale, per esempio, percorrere una pista ciclabile ?  E un monopattino – che non è equiparabile ad una bicicletta – fino a che punto può circolare per strada esentando il conducente dall’obbligo del casco e di risarcire eventuali danneggiati ? (per non dire dello sconcio di questi mezzi a noleggio abbandonati sui marciapiedi, sulle strisce pedonali e davanti agli scivoli per le carrozzine) Sostengono i soliti complottisti che il Governo, fatta assaporare all’utente della strada l’ebbrezza (pressoché gratuita) dell’unico mezzo di trasporto urbano con un attivo altissimo nel calcolo costi-benefici, accarezzi un bieco disegno : Col pretesto della sicurezza sociale e dell’urgenza di arginare la crescente arroganza di una nuova classe di utenti della strada, imporre l’obbligo di immatricolazione, targa e contratto assicurativo per bici e monopattini elettrici di nuova fabbricazione (i modelli ‘vecchi’’, dichiarati fuori legge nel giro di due anni, darebbero diritto a un super bonus di rottamazione per l’acquisto di mezzi analoghi di nuova generazione). Allo stesso obbligo sarebbero sottoposti anche gli scooter elettrici. Una stangata da miliardi a danno degli illusi fra tasse di proprietà e contravvenzioni. Di fronte a questo scenario cosa immaginare se non il ritorno alla bici di tradizione ? Ma allora tornerebbero furti e furtarelli… E il cane si morde la coda.

Italo Interesse

 

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