Cronaca

“Scegliere persone responsabili e competenti in grado di dirci che cosa davvero faranno in Europa”

Monsignor Ciccio Savino, vescovo di Cassano allo Jonio e Vice Presidente della Cei

“Scegliere persone responsabili e competenti in grado di dirci che cosa davvero faranno in Europa”: lo dice in questa intervista che ci ha concesso Monsignor Ciccio Savino, bitontino, vescovo di Cassano allo Jonio e Vice Presidente della Cei.

Eccellenza Savino, si avvicina il voto europeo e locale per alcuni grandi centri come Bari. Che cosa chiedere ai candidati?

“Ovviamente i vescovi, come la Chiesa, non danno indicazioni di partito e non è nostro compito. Diciamo solo che vogliamo, come del resto tutti, candidati responsabili, competenti nel loro campo, in grado di dirci prima che cosa faranno una volta eletti. I problemi sul tappeto sono molti”.

Uno in particolare…

“Penso al mai veramente risolto tema immigrazione, dove regnano solo annunci e spesso passa l’idea errata che gli immigrati sono un problema e non una risorsa come invece ha detto correttamente il Presidente della Banca di Italia in riferimento alla immigrazione regolare. Vogliamo una Europa accogliente e solidale sulla base delle sue origini, abbiamo bisogno di uomini che vadano in Europa per servizio e non per servirsi dell’Europa”.

Che politica abbiamo oggi?

“Spiace dirlo, ma è slegata dai reali bisogni della gente, spesso i politici vivono su un mondo tutto loro, si fanno vedere sotto le elezioni e spariscono dopo. Questo genera naturale disaffezione da parte dei cittadini che si allontanano e non vanno a votare. Constatiamo una frattura tra quello che dicono in campagna elettorale e quello che fanno o non fanno. Così cresce il fenomeno astensionismo, la gente è stanca”.

Possiamo dire che sia ancora un’Europa fedele alle sue origini cristiane?

“Non mi considero un integralista, tuttavia la mia idea è che la visione cristiana in Europa da tutti i punti di vista è molto appannata. In più questa Europa troppo burocratica a volte non mi convince”

Puntualmente sotto le elezioni arriva l’idea dei condoni…

“Non polemizzo direttamente con chi lo ha proposto, sapete chi è. Ma il condono, specie se tirato fuori in campagna elettorale, è un classico. Si parla alla pancia del Paese e ricordo che il condono è uno schiaffo a chi ha pagato regolarmente le tasse o rispettato le norme di edilizia, premia i furbetti ed è profondamente diseducativo. E’ la classica trovata elettorale per lucrare voti. Poi si lascia cadere dopo le votazioni”.

Veniamo alle comunali dove ci sta la “sua” Bari anche, città che vive una campagna elettorale particolare e molto calda per le note vicende…

“Il voto cittadino o amministrativo è ben diverso da quello politico e si basa spesso su ragioni di conoscenza personale, amicizia, parentela più che su visioni prettamente politiche. Anche nel voto locale penso occorra dare spazio alle persone oneste, serie, competenti e responsabili indipendentemente dallo schieramento. In quanto a quello accaduto a Bari penso che si debba guardare ed esaminare con spirito critico, senza badare al tamtam mediatico che si è fatto, guardando realisticamente a quanto si è realizzato in dieci anni. Al cittadino barese, come a tutti, dico: nell’ esercizio del voto sii davvero libero, valuta con freddezza e ragione quello che è accaduto e scegli candidati seri e onesti”.

Il governatore della Campania De Luca insulta pesantemente la Meloni: normale?

“No. De Luca ha sbagliato perché non si offende nessuno e neanche il governatore è libero di violare la legge e le buone maniere. Però permettetemi di dire che ha sbagliato anche la Meloni a Caivano a cadere nello stesso comportamento. E’ il segno chiaro del degrado della politica a livello di contenuti, etico e verbale”.

Bruno Volpe

 


Pubblicato il 5 Giugno 2024

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