Cultura e Spettacoli

Scherzi di Carnevale

 

Tutti contenti, o quasi, a Putignano per la vittoria, in verità attesa, del carro allegorico di Deni Bianco e dell’associazione Carteinregola. Una scelta vincente quella di restare nel tema del concorso (dedicato quest’anno ai sette vizi capitali) tirando in mezzo Taranto e l’Ilva. Ma questa 621esima edizione del Carnevale di Putignano verrà ricordata anche per il reiterarsi di un malvezzo che risale al 2011. Quale sgradita sorpresa avantieri per quanti in auto avevano raggiunto Putignano per la sfilata del martedì grasso mancandovi da cinque anni. La sorpresa è giunta alla periferia della città, dove pattuglie di agenti di Polizia Municipale, facendo eccezione per i residenti, convogliavano il traffico dei ‘forestieri’ verso parcheggi periferici. Fin qui nulla di che indignarsi. Non solo ragioni logistiche ma anche di sicurezza giustificavano la scelta. E siccome i tempi sono quelli che sono, è stato prudente disporre un servizio di vigilanza per quelle vetture. Un servizio affidato a giovani disoccupati. Giusto, pertanto, mettere mano alla tasca. Ma, come diceva Orazio (Satire I, vv 106-107) “est modus in rebus. Sunt certi denique fines, quos ultra citraque nequit consistere rectum” (v’è una misura nelle cose, vi sono determinati confini al di là e al di qua dei quali non può esservi il giusto). Ovvero : è ragionevole chiedere 10 (dieci) euro per una sosta di qualche ora? Di fatto, è come pretendere un biglietto di dieci euro per fare ingresso in un luogo aperto a tutti (le vie di un Comune) e assistere ad uno spettacolo che, fino a prova contraria, è pubblico. Senza contare che lasciare l’auto in periferia significa raggiungere a piedi il Corso (e per chi posteggia vicino al Campo Sportivo significa percorrere a piedi un vertiginoso viadotto il cui marciapiede non supera i settanta centimetri). Certo, una manifestazione culturale come il più antico carnevale costa quello che costa, ma ci sono i contributi pubblici, i ricavi degli sponsor, i diritti televisivi… e forse che nel suo piccolo il ‘forestiero’ non contribuisce alla causa consumando nei bar, nei ristoranti, nelle botteghe degli artigiani? Non era il caso di infierire. Un cifra ragionevole avrebbe rafforzato l’immagine di una città laboriosa e capace di gestire un maxi evento. Dieci euro non si trovano a terra, specie in tempi come questi. L’avidità è un aspetto del più variegato tra i vizi capitali : l’avarizia. L’edizione 2015 non era dedicata ai sette visi capitali?… Con l’avarizia, che è peccato mortale, si va all’inferno. Chissà quanta gente ieri ha mandato all’inferno gli organizzatori. A meno che non fosse tutto uno scherzo (a Carnevale…). E invece alcun biglietto da dieci euro è stato restituito, così come accaduto nel 2014 e anche due, tre, quattro anni fa. Perseverare è diabolico.

Italo Interesse

 

 


Pubblicato il 20 Febbraio 2015

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