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Scoiattolo europeo, è s.o.s.

Figli, almeno qui in occidente, non ne vuol fare più nessuno. Ci si lamenta che  costano, che una volta fatti grandi possono deludere, pesare sul bilancio famigliare…  Così, un parto diventa un evento, mentre non fa più specie che la percentuale di animali domestici sia in crescita esponenziale. E siccome il mondo cambia, ecco che cani, gatti, canarini e pesci rossi non hanno più il monopolio della fauna domestica. Ora sono di casa anche conigli, scimmiette, donnole, serpi, tarantole, scorpioni, iguane… Il posto d’onore spetta allo scoiattolo. Per quanto appartenente a una specie non più cacciabile e perciò protetta, chi ne voglia uno può acquistarlo liberamente in un negozio per animali o addirittura in alcuni centri commerciali. Attenzione però alle condizioni dell’animale ; diffidare degli esemplari dal pelo a chiazze o dalle orecchie mozzate, tutti segni che indicano stress conseguente a cattiva convivenza con altri scoiattoli in gabbie non abbastanza voluminose. Meglio perciò rivolgersi agli allevamenti specializzati (l’unica ditta presente in Puglia, la Seclì, ha sede in contrada Rischiazzi a Parabita, nel leccese). Negli allevamenti lo scoiattolo costa assai meno, cioè una trentina di euro contro i quaranta dei rivenditori, e soprattutto gode di spazi adeguati. Solo la varietà in offerta è contenuta. Negli allevamenti autorizzati si può trovare in vendita solo lo ‘sciurus vulgaris’ o scoiattolo europeo, il simpaticissimo roditore dal pelo rosso (che nel Mezzogiorno d’Italia è presente nella varietà ‘nera’). Nulla a che vedere con la Tamia siberiana o Borunduck o Scoiattolo Giapponese, che si distingue per le striature della livrea, o con quelle specie definite alloctone, cioè dannose per lo sciurus vulgaris. Esistono scoiattoli provenienti da altri habitat che, quando introdotti nell’ambiente dello scoiattolo europeo, tendono a scacciare quest’ultimo, ovvero a procurarne l’estinzione. Il più infausto rappresentante di tale categoria è lo scoiattolo grigio nordamericano al quale il nostro Ministero dell’Ambiente ha praticamente dichiarato guerra. Si parla di un piano di ‘rimozione’ (avversatissimo dalla LAV) da concentrare su un’area di circa cinquanta chilometri quadrati nel perugino. Per quanto lo scoiattolo grigio sia presente anche nel torinese, nel genovese e all’altezza di Trecate fra Piemonte e Lombardia, è in Umbria che si sta imponendo (a Perugia e dintorni ha colonizzato tutti i parchi pubblici). L’Unione Internazionale per Conservazione della Natura ha inserito questa specie tra le cento più invasive al mondo. Un giudizio troppo severo? E’ un fatto che lo scoiattolo grigio sia un flagello anche per le colture di cereali e di frutta da guscio; inoltre danneggia seriamente le foreste in quanto ha la tendenza a scortecciare gli alberi durante l’inverno rendendoli maggiormente suscettibili al freddo e agli attacchi dei parassiti. Tornando allo scoiattolo nostrano, chi voglia ammirarlo dal vivo in Puglia può utilmente passeggiare per la foresta Umbra e i boschi del Sub Appennino Dauno. Isolate presenza sono state segnalate anche a Mercadante.

Italo Interesse

 

 

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