Cronaca

Scontro treni della Ferrotramviaria, i familiari delle vittime: “Strage di Stato”

Cauta soddisfazione per i familiari delle vittime che ieri hanno assistito all’udienza preliminare del processo penale relativo al disastro ferroviario del 12 luglio 2016 tenuto presso l’aula bunker del carcere di Trani per accertare, tra le altre, le responsabilità della Regione Puglia e del Ministero dei Trasporti.”Finalmente possiamo definire questa una strage di Stato. Sono soddisfatta per questa decisione e spero che questo sia un primo passo affinché la giustizia faccia il suo corso velocemente” così Anna Aloysi, sorella di Maria Aloysi una delle 23 vittime della strage,commenta la decisione del Gup del tribunale di Trani – Angela Schiralli – di ammettere tra i responsabili civili del disastro la Società Ferrotramviaria e il Ministero dei Trasporti. Esclusa invece la Regione Puglia che in una nota aggiunge: “Questa decisione ottenuta anche per l’impegno profuso dall’avv. Vincenzo Zaccaro, riconosce alla Regione il ruolo che le è proprio, ossia quello di parte offesa in un procedimento che dovrà finalmente accertare le effettive responsabilità di quanto accaduto”. Con questa ordinanza quindi il Giudice ha accolto la richiesta di esclusione dell’ente (peraltro già costituito come parte civile), e rigettato, invece, le richieste di esclusione dal processo come responsabili civili (cioè soggetti tenuti eventualmente al risarcimento dei danni) avanzate dai difensori di Ferrotramviaria e Ministero dei Trasporti. In particolare, per Ferrotramviaria gli avvocati si erano opposti alla citazione sostenendo l’esclusione come responsabile civile per l’ente imputato. Il Gup ha, invece, affermato “l’ammissibilità in sede penale dell’azione civile indiretta – tramite lo strumento della citazione del responsabile civile – contro l’ente coinvolto in un procedimento ai sensi del decreto legislativo 231/2001(responsabilità amministrativa da reato per le società e gli enti)”. Ha inoltre respinto la richiesta di nullità degli atti di citazione nei confronti del Ministero, che dunque sarà responsabile civile insieme a Ferrotramviaria. Riguardo alla Regione, invece, il Gup ha accolto a richiesta di estromissione come responsabile civile “perchè – spiega nell’ordinanza – la posizione di parte civile della Regione Puglia e’inconciliabile con quella di responsabile civile” e, inoltre, l’ente “non potrebbe rispondere civilmente per un fatto illecito altrui atteso che (per quanto e’ dato evincere) nessun imputato e’ dipendente o funzionario della Regione Puglia”. Durante l’udienza la Procura di Trani ha prodotto, formalmente, i 37 documenti relativi a indagini supplettive sul Ministero dei Trasporti e suoi funzionari, annunciati dai pm in apertura di udienza preliminare il 16 luglio scorso. L’udienza e’ stata aggiornata al 25 ottobre, quando si entrerà nel vivo con le discussioni di accusa, parti civili e responsabili civili. La parola passerà alle difese degli imputati nelle successive udienze già calendarizzate (6, 8, 13 e15 novembre).Nell’udienza preliminare davanti al Gup del Tribunale di Trani sono imputate 18 persone fisiche e una societa’, la Ferrotramviaria. Si tratta di dipendenti, dirigenti e vertici della Ferrotramviaria, ma anche responsabili del Ministero dei Trasporti e dell’Ustif di Puglia, Basilicata e Calabria. I reati – contestati a vario titolo – dai pm Alessandro Pesce e Marcello Catalano sono quelli di disastro ferroviario, omicidio colposo e lesioni gravi colpose, omissione dolosa di cautele,violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro e falso. Ferrotramviaria Spa e’ imputata come persona giuridica e risponde dell’illecito amministrativo dipendente dai reati commessi da vertici e dirigenti. Parti civili nel procedimento, solo nei confronti dei 18 imputati (persone fisiche), sono la Regione Puglia, i Comuni di Corato, Andria e Ruvo di Puglia e le associazioni Acu e Anmil, oltre ai parenti delle vittime e ai passeggeri sopravvissuti. Non e’ stata ammessa la costituzione di alcuna parte civile, invece, nei confronti della Ferrotranviaria.

Maria Giovanna Depalma

 

 


Pubblicato il 19 Ottobre 2018

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