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Scoppia la guerra dei buoni pasto al Policlinico

Potrebbe sfociare in un’assemblea davanti a tutti i dipendenti del Policlinico Consorziale, il caso dei buoni pasto distribuiti solo ad alcuni, denunciato dal sindacato autonomo barese Gruppo Indipendente Liberta’- GIL Sanità. Martedì prossimo, dunque, 9 settembre nell’aula Balestrazzi – reparto Ospedalieri – l’incontro aperto a tutti i lavoratori  sarà interamente dedicato al “caso” mensa, come fa sapere il segretario ed ex consigliere municipale Gil Gino Cipriani, deciso a illustrare tutte le per adesso presunte irregolarità  perpetrate nei confronti degli ignari dipendenti “…che hanno sottoscritto una transazione illegittima”, per cui sorge spontanea la domanda e cioè come mai la transazione è stata confezionata solo per alcuni dipendenti e non per tutti? Ma cominciamo dal principio: Cipriani, con propria nota del 30 giugno scorso, prima di quello che lui stesso definisce , aveva richiesto la convocazione della Rappresentanze Sindacali al fine di intraprendere una linea unitaria perchè il beneficio economico fosse esteso a tutti i dipendenti, così come nel 2007, quando ci volle una sentenza per sancire il diritto alla mensa nel Policlinico di Bari. E proprio grazie a  Luigi Cipriani il beneficio fu esteso a tutti i lavoratori, persino agli iscritti di quei sindacati che non avevano fatto niente di niente per il riconoscimento del buono pasto. <> Cipriani ora è come un fiume in piena, nel momento in cui questo diritto viene daccapo posto in discussione e attraverso il proprio legale di fiducia, ha diffidato l’Amministrazione di Piazza Giulio Cesare a estendere, con urgenza, il beneficio al personale al gran completo, pronto ad adire le vie giudiziarie per vedersi riconosciuto un diritto che non può essere ignorato all’infinito. In ballo la volontà dell’azienda sanitaria guidata da Vitangelo Dattoli di riconoscere in favore di alcuni dipendenti una somma pari a € 2,80 per ogni giornata di servizio, dall’aprile del 1996 al maggio del 2001, per la mancata fruizione del servizio mensa. Il riconoscimento di questo emolumento soltanto ad alcuni dipendenti, secondo l’avv. Fabio Cardanobile si rivelerebbe <>. Insomma, la condotta dell’Amministrazione potrebbe rivelarsi illegittima, anzi, provocare <<…grave elusione e violazione dei diritti>> in quanto trattamento economico fondamentale ed accessorio dei pubblici dipendenti è inderogabilmente rimesso alla Contrattazione Collettiva e non certo all’arbitraria valutazione dell’Amministrazione datoriale. Tanto più se essa, si legge infine nella missiva vergata dal legale nominato da Cipriani, abbia ritenuto di riconoscerla non già indistintamente a tutti i dipendenti, bensì solo ad alcuni di essi. La battaglia dei buoni pasto al Policlinico è ricominciata….

 

 

Francesco De Martino 

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