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Scorci pugliesi per treni in miniatura

 

Quanti sono i fermodellisti in Italia? Comparando i dati delle varie associazioni di settore e prendendo a modello l’appassionato il cui diorama occupi uno spazio di almeno quattro metri quadri, i fermodellisti in Italia non sono più di mille ; una trentina in Puglia. L’esiguità del numero si spiega col fatto che l’hobby in questione ha costi elevati e che da una quarantina d’anni a questa parte non incontra più il favore dei bambini (perché è quella l’età alla quale ci si ‘ammala’ di questa passione). Ciò spiega come il fermodellista medio abbia più di cinquant’anni e sia per forza di cose un solitario, non trovando nemmeno in famiglia attenzione o incoraggiamento. Ci vuol pazienza, il piacere di un diorama curato nel dettaglio non è cosa che si può partecipare a chi è insensibile al mondo delle miniature. Fermodellismo non è svago passivo. Al contrario, è passione che cresce, emergendo ogni giorno il desiderio di aggiungere cose, migliorarne altre, ampliare l’insieme. L’ideale per fuggire il pensiero della vecchiaia e delle tasse, della pensione misera, dei vicini molesti e dei famigliari ingrati e insensibili. Ma un nuovo pensiero negativo sta emergendo. Ed è  così temibile da annuvolare  la gioia di veder scorrere micro convogli all’interno di riproduzioni ambientali pressoché perfette : A chi lasciare un domani tanto patrimonio? A volte una sola motrice può raggiungere i mille euro e mettendo assieme vagoni, binari, scambi ed altri elementi di ricostruzione si può arrivare a plastici del valore di centomila euro. Allora, a chi, a figli e nipoti? C’è da non dormire la notte al pensiero di collezioni svendute allo sciacallo di turno, smembrate o lasciate a morire (lo stesso problema si pone per i collezionisti di vinile e libri antichi). La soluzione meno indolore è donare tutto a qualche museo del fermodellismo (il più grande d’Italia è a Bussana Vecchia, nel sanremese : 350 metri lineari di binari…). L’ansia del futuro, allora, sollecita il fermodellista ad aggrapparsi disperatamente alla propria passione. Nascono così capolavori. Gli scorci ferroviari più riprodotti sono alcuni celebri valichi alpini. Alcune di queste riproduzioni sono state realizzate anche in Puglia. Spiace solo che nessuno dei nostri appassionati abbia pensato a riprodurre qualche angolo di casa nostra. Ad esempio esistono alcune tratte delle Ferrovie del Gargano, delle Appulo lucane e delle Sud-Est che per suggestioni paesaggistiche nulla hanno da invidiare ai percorsi ferroviari delle Alpi. Che i treni facciano spettacolo solo in montagna è pregiudizio da sfatare. Amare la nostra terra vuol dire anche riservarle attenzioni di questo genere.

Italo Interesse

 

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