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Scuola: finalmente porte aperte alle mense “biologiche”

Passo decisivo in avanti per l’introduzione del ‘bio’ nelle mense scolastiche pugliesi: 204mila euro per le scuole pugliesi, difatti, che hanno scelto menù biologici per le proprie mense. Fondi che arriveranno grazie all’intesa sul decreto del Ministero delle Politiche agricole, di concerto con il Ministero dell’Istruzione, sul riparto del Fondo per le mense scolastiche biologiche per quest’anno. Sono stati messi a disposizione complessivamente 5 milioni di euro: 4.300.000  suddivisi tra le scuole per i pasti distribuiti nell’ultimo anno scolastico e 700mila euro dati alle Regioni per iniziative di informazione e di educazione alimentare in materia di agricoltura biologica. Ma torniamo ai 204mila euro per la Puglia, così ripartiti: oltre 151mila per oltre 819mila beneficiari per quello che riguarda i pasti distribuiti e circa 53mila euro destinati alle iniziative di educazione scolastica per una popolazione di oltre 586mila studenti. Risulttai più che soddisfacenti per chi ha condotto la battaglia a vantaggio dei cibi naturali nelle mense scolastiche. “Ringraziamo – dichiarano i consiglieri del Movimento5Stelle/Puglia – il sottosegretario alle Politiche Agricole Giuseppe L’Abbate e la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina per questi fondi destinati agli istituti che hanno scelto per gli studenti prodotti bio di qualità. Lo scorso anno sono stati complessivamente 23 milioni i pasti preparati con alimenti biologici, per questo riteniamo importante sostenere famiglie e imprese. Siamo orgogliosi che siano state anche stanziate risorse per iniziative di formazione sull’agricoltura biologica, perché l’educazione alimentare deve partire dalla scuola ”. Non è molto tempo che si tifa ‘bio’ nelle nostre scuole quando si serve a tavola: è stato il dm n. 14.771 del 18 dicembre 2017 a incentivare le mense bio: ruolo strategico sotto vari aspetti, non solo come percorso di educazione alimentare, ma anche come sbocco commerciale sempre più rilevante per i produttori dei mercati locali. A sostegno delle mense biologiche, da un paio di anni, c’è un fondo gestito dal Ministero delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo (Mipaaf), pari a 44 milioni di euro fino al 2021. Ora la Puglia sogna di seguire a ruota altre regioni come l’Emilia-Romagna, leader nel settore ‘bio’ a scuola: la prima mensa scolastica biologica italiana è nata infatti nel 1986 a Cesena, comune di oltre 90mila abitanti, grazie alla collaborazione del Settore Pubblica Istruzione del Comune col Servizio Materno-Infantile dell’Asl. Nel giro di pochi anni tutte le mense del comune romagnolo sono entrati a regime biologico, finendo sul terreno del contenimento dei costi con tabelle dietetiche e menù formulati secondo dieta mediterranea, che dovrebbe presto diventare la regola nella nostra regione. Infine è bene sapere che la mensa scolastica, per ottenere la qualificazione biologica, deve rispettare percentuali minime di utilizzo e di peso per singola tipologia di prodotto, con riferimento alle materie prime di origine biologica: frutta, ortaggi, legumi, prodotti trasformati di origine vegetale (esclusi i succhi di frutta), pane e prodotti da forno, pasta, riso, farine, cereali e derivati, olio extravergine d’oliva. Buon appetito agli studenti che hanno scelto cibi naturali, a tavola dopo la campanella della refezione….

 

Francesco De Martino

 

 

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