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“Scusate, a che punto è la gestione del piano rifiuti?”

Dopo fanfare, squilli di tromba e promesse, è calato il silenzio tombale. E’ infatti trascorso quasi un anno da quando il presidente della Regione Puglia Emiliano, il commissario straordinario dell’Ager Grandaliano, il direttore del dipartimento Ecologia Barbara Valenzano e la consigliera del presidente per l’attuazione del programma Titti De Simone hanno presentato il documento di proposta del nuovo Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani. Il piano inquadra la gestione dei rifiuti urbani e del loro trattamenti e quella dei fanghi di depurazione, con l’obiettivo della chiusura del ciclo. Prevede l’aggiornamento dei criteri localizzativi degli impianti di gestione dei rifiuti, comprende l’aggiornamento dei criteri localizzativi degli impianti di gestione dei rifiuti. Gli obiettivi? Riduzione del 5% della produzione di Rifiuti Urbani per unità di PIL al 2020 rispetto al 2010, la riduzione del 10% della produzione pro capite di rifiuti urbani al 2025 rispetto al 2015, riduzione del 30% della produzione di rifiuti alimentari rispetto al 2015 nel 2025. Le azioni saranno: incentivi ai comuni per la tariffazione puntuale, agevolazioni di carattere fiscale e tariffaria per gli operatori economici, accordi di programma con associazioni di categoria e con la Grande Distribuzione Organizzata, incentivi alla produzione di beni e servizi con marchio Ecolabel e alle imprese dotate di registrazione Emas e certificazioni ISO 14001, estensione ai marchi di prodotto pugliesi esistenti dell’impronta ambientale. Entro il 2020, sempre secondo gli impegni di Emiliano e compagni, si raggiungerà la percentuale minima del 65% di raccolta differenziata, con l’organizzazione dei sistemi di raccolta in maniera tale da consentire la distinzione tra le utenze domestiche e quelle non domestiche. Saranno organizzati i sistemi di raccolta per minimizzare la presenza di frazioni estranee nella raccolta differenziata. Obiettivi anche l’incremento del riuso, riciclaggio e recupero di materia, con la realizzazione di impianti pubblici per il trattamento e per il recupero ai fini della chiusura del ciclo di gestione, degli imballaggi e l’introduzione dell’obbligo di avvio a recupero dei materiali riciclabili come metalli e plastiche da rifiuti urbani indifferenziati. Le azioni saranno: mantenimento dell’autosufficienza a livello regionale senza ricorrere alla realizzazione di nuovi siti di smaltimento in discarica, Adeguamento degli impianti di TMB, Adeguamento degli impianti di produzione di CSS Introduzione previsione normativa inerente l’inquadramento dell’utilizzo della frazione organica stabilizzata in operazioni di recupero R10, Definizione di tariffe regolate e prestabilite per il ricorso allo smaltimento in discarica autorizzati per il conferimento di rifiuti derivanti dal trattamento dei rifiuti urbani, aggiornamento dei titoli autorizzativi e introduzione di divieti di conferimento in discarica per specifici CER di rifiuti recuperabili. La gestione dei fanghi da depurazione e il piano di bonifica dei siti inquinati completano la proposta di Piano. Per il presidente Emiliano, a giugno dell’anno scorso, “…la bozza del Piano dei rifiuti della Puglia che abbiamo presentato oggi è rivoluzionaria rispetto al passato perché centralizza tutta la strategia sugli impianti pubblici. Ovviamente sapevamo della forte opposizione da parte di alcuni grandi imprenditori su questo piano, forse speravano che non avessimo la forza e il coraggio di presentarlo. Ovviamente se c’è una cosa che certamente non ci manca è il coraggio e lo abbiamo dimostrato. Voglio però dire che questo piano non ha intenzione di distruggere le aziende private che si occupano dei rifiuti in Puglia: vogliamo solo precisare che la strategia la fa la Regione Puglia con i Comuni e che poi i privati debbono obbedire agli interessi generali della popolazione. E quindi i privati sono benvenuti, ma l’epoca in cui erano loro a costruire la strategia di gestione dei rifiuti è finita. Ed è finita credo anche in modo utile per loro perché in questa maniera il mercato sarà più equilibrato, con maggiore concorrenza della filiera del riciclo industriale. Qui servono adesso imprese che dopo la raccolta differenziata, utilizzino i materiali differenziati e ne facciano oggetto di produzione industriale: l’organico per il compost, i reflui da parte dell’acquedotto dovranno essere riutilizzati in agricoltura e tutti gli altri materiali che devono essere differenziati devono essere poi venduti, valorizzandoli ad aziende private che li devono utilizzare in processi industriali”. “Questo è il compito della legge successiva – ha spiegato ancora Emiliano – che stiamo studiando, quella sull’economia circolare, che tende a prevenire la produzione di rifiuti e ad utilizzare in maniera economicamente apprezzabile tutto ciò che si differenzia da parte dei cittadini. Ora, però, è giunto il momento di conoscere “lo stato di avanzamento del piano regionale dei rifiuti, con riferimento alla progettazione “impiantistica” per liberare una volta per tutte la Puglia dal business dei rifiuti connesso al sistema delle discariche. È, in estrema sintesi, il contenuto della richiesta di audizione con cui Francesca Franzoso, consigliere regionale di Forza Italia, ieri ha chiesto al presidente della  Commissione Ambiente, Mauro Vizzino, di ascoltare Gianfranco Grandaliano, commissario Ager – l’agenzia regionale per la gestione dei rifiuti. “L’agenzia – ha chiarito la Franzoso – nata quasi tre anni fa con delibera della Giunta Emiliano, ha come missione quella di progettare ed attuare il piano degli impianti di trattamento dei rifiuti. Ora vogliamo  fare il punto sul lavoro del commissario e della sua struttura e conoscere  tempi  e modalità di realizzazione delle opere. La Puglia deve uscire quanto prima dalla dipendenza di cave, discariche e  dotarsi di un sistema moderno, controllato e trasparente di strutture di smaltimento”.

 

Francesco De Martino

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