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Se il reperto non porta bene…

Ha destato sensazione il gesto dell’ignoto che la settimana scorsa ha restituito per posta cose rubate nel 2005 nel corso di una visita al sito archeologico di Pompei. I reperti (due tessere di mosaico, un pezzo di ceramica e due pezzi di anfora) erano all’interno di un pacco che proveniva dal Canada e che conteneva anche una lettera. Sconcertante il contenuto della missiva : Il ‘pentito’ giustificava il gesto con la necessità di liberarsi delle iella che gli era piombata in famiglia dal momento in cui aveva portato a casa quelle anticaglie… Un fatto senza precedenti e che dovrebbe far riflettere le migliaia e migliaia di persone che in Italia, illegalmente, custodiscono avanzi dell’era greco-romana. Di questi ‘appassionati’ ce n’è una morra anche in Puglia. Appassionati da poco. Nelle vetrinette di casa loro, infatti, difficilmente si possono ammirare pezzi integri e ben conservati. Come nel caso di Pompei si tratta di avanzi insignificanti che qualche volta è possibile trovare ammonticchiati in qualche angolo di un sito archeologico giacché per essi non avanza più posto nemmeno nei magazzini dei Musei, dove peraltro pezzi di valore superiore ‘dormono’ per mancanza di spazi espositivi. Gli stessi ‘scarti’, poi, possono essere di provenienza furtiva : I tombaroli non hanno competenze, usano pala e piccone e vanno per le spicce, per cui devastano molto e rinvengono poco. Quando una volta al sicuro fanno l’inventario del bottino, si accorgono che una metà dello stesso non ha mercato. Quelle schegge, allora, evolvono in ‘omaggi’ ad amici, parenti e conoscenti. Il che spiega la facilità con cui anche l’uomo della strada può vantarsi di avere in casa vestigia del passato. Vestigia che per lo più provengono da sepolture… Gli occultisti raccomandano di non turbare mai il sonno dei defunti. Per chi ci crede, alcuni trapassati – a differenza di altri – possono restare ‘attaccati’ al loro sepolcro anche per migliaia d’anni. In caso di profanazione reagiscono negativamente, scaricando ‘vibrazioni’ malevole. Per chi ci crede, ripetiamo. E comunque è un fatto che molte tragedie abbiano avuto luogo in abitazioni erette su suoli in passato adibiti a cimiteri. Senza dimenticare la storia di Tutankhamon, ovvero la (presunta) maledizione che avrebbe colpito mortalmente tutti coloro che parteciparono alla spedizione di ricerca diretta nel 1\922 dall’archeologo Howard Carter e che portò alla scoperta della tomba del celebre faraone. Sono cose queste, però, che non fanno paura agli scavatori clandestini, i quali continuano a colpire. A marzo dello scorso anno in un giardino di via Manzari a Ceglie del Campo sono venute alla luce alcune sepolture. A parte uno dei sepolcri, tutti gli altri si presentavano totalmente spogli. Attenzione…

Italo Interesse

 

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