Neppure la larga vittoria di Emiliano placa le polemiche sulle primarie
14 Gennaio 2020
D’Ursi si candida a titolare, ma la priorità è tornare a vincere
15 Gennaio 2020

Sede unica della Giustizia: finalmente il tavolo tecnico

Novità importanti sul fronte sede unica della giustizia a Bari: è stata convocata tra meno di una settimana – precisamente per il prossimo 20 gennaio alle quindici in punto nella sede del Ministero della Giustizia – il tavolo tecnico che dovrebbe finalmente dare avvio alla fase operativa per la realizzazione del Polo unico della Giustizia. La convocazione, notificata al sindaco Decaro e ai vertici degli uffici giudiziari, presidente della Corte di Appello e procuratore generale, fa seguito al protocollo d’intesa sottoscritto a luglio 2019 e col quale sono stati già stanziati 94 milioni di euro.  E intanto al Comune, proprio ieri, non mancava chi annotava che la notizia della prima riunione del tavolo tecnico è arrivata proprio nel giorno in cui, a Bari, si contavano ben seicento giorni dalla dichiarazione di inagibilità per rischio crollo dell’ex Palagiustizia di via Nazariantz. E quindi dall’inizio ‘ufficiale’ dell’emergenza per l’edilizia giudiziaria barese (un’emergenza che in realtà dura da oltre trent’anni, con aule e stanze di magistrati e cancellieri tra sedi a rischio e provvisorie)  finita prima nelle tende e poi, dopo lo sgombero di via Nazariantz, in diverse sedi provvisorie e in provincia, prima di approdare nell’ex Palazzo Telecom del rione Poggiofranco, almeno per la giustizia penale. Ma torniamo all’agognato tavolo tecnico del 20 gennaio prossimo a Roma, in via Arenula: chiarezza su risorse messe a disposizione dal Governo, ma anche su progetti e tempi di realizzazione del nuovo polo della giustizia di Bari li aveva chiesti con una missiva datata 8 agosto ’19 la Camera penale “Achille Lombardo Pijola” al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede. E proprio a fine luglio scorso il Guardasigilli aveva firmato, con il Comune di Bari e i vertici di uffici giudiziari e direzioni delle opere pubbliche, il protocollo d’intesa per la realizzazione del complesso unico che ospiti nel capoluogo gli edifici della giustizia penale e civile alle ex casermette, polo militare dismesso da tempo nella periferia a sud della città di Bari. In quella sede era’ stata ufficializzata l’esistenza di risorse finanziarie disponibili per 94,5 milioni di euro, ma senza entrare troppo nei dettagli su termini e modi della concessione dei fondi, della pubblicazione di bandi per progetti ed eventuali lavori. Vale anche la pena di ricordare che, sempre per la realizzazione del polo unico della giustizia, Invitalia ha effettuato uno studio di fattibilita’, che e’ stato consegnato al ministero, a quanto sembra non ancora validato. Non solo: non si conoscono a fondo i dettagli del progetto che dovrebbe fare seguito al protocollo, ponendo una lunga serie di interrogativi che il presidente della camera penale barese, l’avvocato Guglielmo Starace, ha cercato di sintetizzare in otto domande poste direttamente all’avvocato-ministro Bonafede. “Esiste un progetto delle opere che dovranno essere eseguite? – ha chiesto dunque la Camera penale barese – esiste un computo metrico? Esiste un cronoprogramma?”. E ancora: “Sono previste date di consegna differenziate per gli uffici penali, civili e gli altri uffici giudiziari?”. E poi un riferimento all’attuale sistemazione della procura e del tribunale penale nell’ex Telecom di via Dioguardi, nel quartiere Poggiofranco: “In base a quali criteri si puo’ definire assolutamente adeguata?”, ha chiesto l’estate dell’anno passato l’avvocato Starace, non senza una punta di vena polemica. E anche se il protocollo di fine luglio 2019 e’ stato firmato dai ministeri della Giustizia e delle Infrastrutture, Agenzia del Demanio, Citta’ metropolitana e Comune di Bari, Provveditorato interregionale delle Opere Pubbliche per la Campania, Molise, Puglia, Basilicata, Corte di Appello e Procura Generale di Bari, nessuno ha precisato che gli spazi ora occupati dalle ex caserme ‘Milano’ e ‘Capozzi’ sono destinati a verde al servizio del quartiere, nel Piano Regolatore Generale della Città di Bari. Un ostacolo che, magari, potrebbe saltar fuori nel momento meno indicato, se non opportunamente e preventivamente discusso nelle sedi urbanistiche, politiche e amministrative competenti, visto che una eventuale variante riguardante quella zona verde di quartiere sarebbe pure vietata dalle norme di legge, in materia molto rigorose. E invece, come detto, quest’aspetto finora rimane regolarmente sottofondo, se non taciuto da tutte le componenti interessate alla sede unica della giustizia a Bari nell’ex area militare ai margini di Carrassi, tra via Alberotanza, C.so De Gasperi e via Fanelli. Chissà se al tavolo tecnico tra meno di sette giorni si parlerà anche di questo, per aprire realmente il discorso sulla realizzazione della sede unica della Giustizia, a Bari…

 

Francesco De Martino

484 Visite totali, 2 visite odierne

Condividi sui Social!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

shares