Cronaca

Sempre meno medici generici, tra cessazioni e prepensionamenti

Sta diventando un vero e proprio cancro che fa sentire ancor più gli effetti nefasti a ogni medico di famiglia che, per raggiunti limiti di età -…e anche oltre – va in pensione, lasciando i suoi assistiti orfani; spesso senza la possibilità di scegliere un sostituto nel territorio. Sta accadendo a Palese/Santo Spirito dove ha raggiunto l’età della quiescenza un medico di famiglia settantenne e a ruota lo seguirà un’altra sua collega dal mese prossimo, con la prospettiva che tra non molto l’ex frazione barese rimarrà sguarnita quasi completamente. Insomma, la carenza di personale medico in Puglia e a Bari in particolare è un problema per adesso senza soluzioni. L’Ordine dei medici del dottor Anelli continua a premere forte il campanello d’allarme, ma dall’assessore alla Salute della Regione Palese e dal Direttore del Dipartimento/Salute Montanaro non arrivano piani d’azione e fondi concreti, per rintuzzare l’emergenza. La carenza medici sta per raggiungere la fase acuta dopo la pandemia, anche perchè a peggiorare il problema dei camnici bianchi che si ritiranoi per raggiunti limiti d’età -come detto – c’è quello che molti vorrebbero andarsene in pensione anzitempo. Insomma, torna a essere una mina vagante che potrebbe esplodere da un giorno all’altro, la carenza di camici bianchi di base in Puglia. Uno studio della federazione dei medici (Fimmg/Puglia), infatti, in passato ha già evidenziato come l’ondata di pensionamenti dei medici di famiglia nei prossimi due anni avrebbe messo a rischio la sopravvivenza di molte associazioni della medicina generale. Con potenziali ripercussioni sull’assistenza di 1 milione e 600mila assistiti: notizia che non è notizia, visto che se ne parla da mesi su giornali e mass-media, ma senza che nessuno intervenga di fatto. Oltre alle parole, niente. Eppure le proiezioni di pensionamento dei medici di famiglia già da tempo prevedavano una vera ondata di cessazioni, già largamente preventivata e che da tempo vede ordini e associazioni di categoria impegnarsi affinché la parte pubblica metta in atto provvedimenti utili a garantire un adeguato turnover e un’efficace assistenza al cittadino. Tuttavia il pensionamento di un alto numero di camici bianchi nell’assistenza primaria in un intervallo di tempo così ridotto è un problema che non si limita alla mera sostituzione di singole unità di personale medico. Si tratta in realtà di un fattore che rischia di minare l’intera organizzazione dell’assistenza sul territorio, con l’attività del medico di famiglia – che lavora da solo – non più in grado di garantire i servizi di base ai cittadini. I quali, giova ribadirlo, chiedono studi aperti per un numero maggiore di ore nella giornata, ma anche maggiore disponibilità di personale infermieristico e collaboratori di studio e minori tempi di attesa in studio e garanzia della partecipazione del proprio medico di fiducia ai progetti di salute regionali. In attesa dei provvedimenti concreti per rintuzzare la carenza di medici di famiglia causata da cessazioni e prepensionamenti, a Palese/Santo Spirito c’è il rischio che gli assistiti più anziani debbano recarsi al San Paolo, per una ricetta o farsi visitare dal proprio medico di base….

Francesco De Martino


Pubblicato il 28 Maggio 2022

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