Cronaca

Sempre più caotica la situazione del centrodestra in Puglia

La situazione del centrodestra pugliese in vista delle regionali di fine maggio è sempre più caotica. E nonostante gli appelli che esponenti locali di altre forze del centrodestra, ed in particola quelli del Ncd, stanno rivolgendo continuamente a Forza Italia affinché lo scontro in atto tra il leader nazionale del partito, Silvio Berlusconi, e la sua ex protesi pugliese, Raffaele Fitto, possa quanto prima addivenire almeno ad una tregua armata, la situazione nel centrodestra pugliese non cambia. Anzi, il quadro politico complessivo della coalizione diventa sempre caotico, tanto che il candidato stesso alla presidenza della Regione, Francesco Schittulli, comincia a mostrare qualche dubbio e chiede chiarezza. “Non sono un professionista della politica e ho deciso di mettere in gioco la mia storia, la mia esperienza, le mie idee, la mia passione, perché desidero restituire alla mia terra, alla Puglia, quello che merita: un progetto di buon governo ambizioso, dopo anni di mala gestione e di caos della sinistra” – ha dichiarato in una recente nota l’ex presidente della Provincia di Bari, che in risposta all’ultimatum lanciatogli sabato scorso in conferenza stampa dal coordinatore pugliese di Forza Italia, Luigi Vitali, ha pure precisato: “Condizione essenziale e’ che il centrodestra sia unito e competitivo”. Schittulli ha inoltre fatto presente:  “Ovviamente, non mi riguarda il quadro politico nazionale, e il confronto che, legittimamente, ciascuno conduce a Roma. E su questo, con rispetto verso tutti, non esprimo giudizi. Non tocca a me”. Però, ha puntualizzato l’oncologo barese “tocca a me esprimere un giudizio su ciò per cui mi sono reso disponibile a candidarmi”. E, continuando ha affermato: “Ho diritto di sapere subito se qualcuno, cosa che sarebbe inspiegabile, gioca a perdere. Per questo, come ho più volte detto, ribadisco che mi sembra assolutamente ragionevole che le liste di Forza Italia siano le più forti e le più competitive”. “È dunque indispensabile – ha sottolineato il candidato presidente del centrodestra –  che in quelle liste di Forza Italia ci siano i candidati e i protagonisti con Raffaele Fitto delle battaglie di tutti questi anni del centrodestra in Puglia . Ogni eventuale scelta di esclusione avrebbe il sapore di un indebolimento e di una mossa autolesionistica”. Ed anche lui ha poi chiuso con un ultimatum, che la dice tutta su quale sia l’effettiva situazione pugliese all’interno di Fi e delle ripercussioni sul candidato presidente. “Chiedo dunque di avere immediatamente certezze – ha  concluso Schittulli – per svolgere le mie doverose valutazioni. Basta tatticismi. Il tempo sta scadendo. E non mi si diano risposte enigmatiche, o rinvii a tempi indefiniti. Non c’è più tempo per lo scaricabarile”. Infatti, è fuor di dubbio che la guerra pugliese tra ‘fittiani’ e ‘berlusconiani’, per  ricandidare nelle liste di Fi tutti i consiglieri regionali uscenti vicini all’eurodeputato forzista di Maglie (Le), sta comunque logorando il candidato presidente del centrodestra, che anziché concentrarsi nella sfida con il rivale di centrosinistra, è continuamente alle prese con un equilibrismo da salvaguardare tra chi pensa di utilizzarlo come figura di pressione per imporre determinate condizioni alla formazione delle liste di Fi e chi invece, dall’altro lato, crede di poterlo tenere dalla propria parte, utilizzandolo come ostaggio per costringere Fitto a portare tutti i candidati a lui vicino fuori dalle liste di Fi, in una lista civica che sia poi indicativa dell’effettivo seguito elettorale dell’ex governatore forzista in Puglia. Insomma, la guerra che si sta combattendo all’interno di Fi pugliese sulla pelle di Schittulli ha in realtà come obiettivo quello di misurare la consistenza delle ‘truppe fittiane’ senza lo schermo della sigla del partito di Berlusconi. Una guerra che l’ex protesi pugliese di Berlusconi evidentemente non ha alcuna intenzione di combattere, perché teme probabilmente di perdere già in partenza, ma che invece avrebbe dovuto forse combattere da capo condottiero, portando tutte le sue truppe nella lista civica a supporto della propria candidatura a governatore, costringendo così Berlusconi a supportare con tutte le proprie forze le liste pugliesi di Fi per evitarne il crollo rispetto al passato, e quindi ad aprire una forte e sana competizione tra “forzisti” del candidato governatore e quelli della lista ufficiale di Berlusconi. Competizione che alla fine si sarebbe rivelata sicuramente utile a tirare la volata a tutto il centrodestra pugliese e, quindi, anche al suo candidato presidente. Fitto ha preferito invece non impegnarsi in prima persona, lasciando a Schittulli il compito di sfidare Emiliano ed illudendosi pure di poter mantenere le attuali posizioni alla Regione in caso di sconfitta del centrodestra. Ed è per questo che forse insiste con la richiesta di riconferma di tutti i suoi consiglieri uscenti in Forza Italia. Ma Berlusconi e Vitali, che il gioco di Fitto lo hanno capito da tempo, non mollano. Per cui al “ribelle” dell’ex cavaliere di Arcore che si erige a primo paladino della ricostruzione di Forza Italia non gli resta che decidersi di conseguenza. Ed anche se in ritardo, è forse ancora in tempo per dimostrare che quando il gioco si fa “duro” lui non si tira indietro. Cominciando ovviamente dalla Puglia e proprio da quel “gioco” che nel 2005 fu costretto a lasciare.       

Giuseppe Palella

 


Pubblicato il 31 Marzo 2015

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