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Sempre più diviso il mondo agricolo pugliese, nella Capitale con due proteste distinte

Le rappresentanze del mondo agricolo pugliese non riescono ad essere unite neppure nell’enorme “dolore” che il comparto sta patendo nella nostra regione, a seguito sia delle calamità naturali che dei ritardi istituzionali nell’avvio del nuovo Psr (Piano di sviluppo rurale) e delle provvidenze di sostegno alle aziende agricole colpite dalla gelata, prima, e dalla siccità, dopo, dello scorso anno. Infatti, da una parte ci sono le associazioni sindacali agricole che hanno dato vita al movimento dei ‘gilet arancioni’ e che interloquiscono con i rappresentanti istituzionali dopo aver organizzato autonome manifestazioni di protesta e dall’altra c’è la Coldiretti-Puglia che, per le stesse problematiche, fa altrettanto. Una divisione d’azione che risulta davvero incomprensibile per gli operatori del comparto agricolo, ma ancor di più agli occhi dell’opinione pubblica che non riesce davvero a comprendere il perché di uno sparpagliamento di forze e, quindi, di indebolimento nelle azioni di rivendicazioni sindacali e politiche della categoria. L’ultima dimostrazione di un fronte sindacale spaccato nel settore primario pugliese è data dalla convocazione a Roma di due distinte manifestazioni di protesta per identiche problematiche ad appena due giorni di distanza una dall’altra. Infatti, martedì 14 febbraio scenderanno in piazza nella Capitale i ‘gilet arancioni’, mentre ‘Coldiretti’ ha indetto un’analoga protesta per il giorno 12 precedente. Iniziativa, quest’ultima, che però ha verosimilmente irritato i rappresentanti dei ‘gilet arancioni’ che, con una  nota titolata: “I dirigenti Coldiretti, dividendo il mondo agricolo, sono complici dei mancati interventi a favore dell’olivicoltura italiana”, attraverso il loro portavoce, Onofrio Spagnoletti Zeuli, hanno così commentato: “Coldiretti ha perso l’ennesima occasione per rafforzare il mondo agricolo, affrettandosi nelle ultime ore ad organizzare un sit in a Roma due giorni prima della grande manifestazione degli agricoltori del 14 febbraio, convocata da almeno venti giorni”.“Ci saremmo tolti anche i gilet – ha sottolineato Spagnoletti Zeuli – pur di marciare compatti”, avendogli dato tale disponibilità “anche nei colloqui cordiali privati di questi giorni, ma alcuni di loro, i soliti funzionari, hanno preferito rimarcare questa divisione”. “Una divisione che – ha evidenziato anche il portavoce dei ‘gilet arancioni’ – gli agricoltori continuano a non capire” e che sicuramente“danneggia tutti” perché fa perdere credibilità l’intero comparto rurale sia “agli occhi del Governo” che “degli stessi parlamentari di maggioranza e opposizione”.“Una divisione che – sempre secondo Spagnoletti Zeuli – ha accecato i dirigenti Coldiretti, tanto da portarli ad annunciare, ad esempio, di essere pronta a raccogliere domande per un bando da 1 milione di Euro che la Regione Puglia non ha mai emanato, o a dare il via libera ad un ‘Piano Xylella’ che non aveva un solo intervento a favore delle aziende e dei frantoi colpiti dal batterio”.Quindi, ha rilevato lo stesso Spagnoletti  Zeuli, “una divisione che non ha portato a nessun risultato concreto” e che “dimostra, una volta di più, come i dirigenti di Coldiretti siano tra i maggiori responsabili di questa situazione, per aver dato fiato a tutti quei parlamentari e ad alcuni esponenti istituzionali regionali e nazionali che cercavano e cercano un alibi per non affrontare i problemi dell’olivicoltura italiana”. Però, le diatribe tra le associazioni rappresentative del comparto, come pure le polemiche che sorgono intorno alle “beghe” sindacali di “bottega”, sicuramente interessano poco o nulla agli agricoltori pugliesi danneggiati dalle calamità naturali o dai ritardi ed inefficienze delle Istituzioni preposte a porvi rimedio, perché ciò ad essi interessa sono esclusivamente i “fatti”. Ma nel settore agricolo – come è noto –  con i “fatti” si è ancora a zero, ma con le polemiche si è, forse, già al massimo. E ciò a prescindere se le polemiche o le chiacchiere siano ad opera dei rappresentati istituzionali o di quelli sindacali della categoria, perché ciò che conta davvero per imprenditori e lavoratori della terra è sicuramente il risultato concreto conseguito. E proprio quest’ultimo è ciò che ancora non si vede per gli operatori agricoli pugliesi, in particolare olivicoli. Per cui l’auspicio del mondo agricolo locale è che, pur lottando divisi, le Organizzazioni riescano comunque ad ottenere il risultato atteso. Diversamente “iena ridens” e la categoria dovrebbe sicuramente ripensare alle proprie azioni di lotta, ma anche a chi le guida.

 

Giuseppe Palella

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