Cultura e Spettacoli

Senza animali è ancora circo?

Il Circo Orfei è in città. Vi resterà sino al venti di questo mese. Una volta l’evento avrebbe fatto scalpore, oggi c’è meno attenzione intorno alla più antica e gloriosa forma di spettacolo itinerante. Colpa della crisi, dell’invadenza del piccolo schermo, delle innumerevoli possibilità offerte dalla Rete e, dicono i circensi, anche del clima ostile messo in piedi dagli animalisti. A quest’ultimo proposito abbiamo chiesto l’opinione a  Daniele Orfei, figlio di Miranda Orfei (più altrimenti nota come Moira Orfei) e primo responsabile del grande spettacolo in cartellone nella spianata che si allarga accanto alla Pineta di San Francesco. – Signor Daniele, perché non è d’accordo con gli animalisti? – “Perché non sono d’accordo con chi è estremista. Non vedo la ragione per dare ascolto a pochissimi di privare il circo di leoni, cavalli, colombe e quant’altro, ovvero ciò che la stragrande, ma silenziosa, maggioranza del pubblico pretende”. – Eppure l’esperienza de Cirque du Soleil dimostra che il Circo senza animali tira ugualmente… – “Già, ma nessuno viene a parlare dei mega  sovvenzionamenti dello Stato canadese e poi dei grandi sponsor di cui gode Circle du Soleil. Vedi se in Italia noi circensi godiamo degli stessi benefici. E poi il circo è soprattutto tradizione. Senza gli animali il circo non è circo”. – Resta però il problema del presunto maltrattamento a danno di elefanti, struzzi, bisonti… – “Guardi, quello degli animali strappati al loro ambiente e forzati ad un regime di vita innaturale è un falso problema. Ogni animale da spettacolo non può che nascere nel circo, il che avvenendo da decine di generazioni conferma che essi vivono in un ambiente sano”. – Ciò li rende più facilmente addestrabili? – “E’ così. Parliamo di creature in nessun modo reinseribili nell’originale habitat e che nel circo chiudono un’esistenza assai più lunga e incomparabilmente meno faticosa di quella che avrebbero potuto condurre nella jungla o nella savana”. – Lei parla di vita non stressante, può dimostrarlo? – “Lo hanno dimostrato tutti i veterinari che hanno effettuato prelievi di sangue sui nostri animali al termine degli spettacoli : mai riscontrato un valore alterato”. – Ma gli animalisti… – “…vengono coi megafoni all’ingresso per invitare il pubblico a disertare lo spettacolo, ci attaccano in Rete, fanno pressione sui media… e fanno pure qualche dispettuccio”.  – In conclusione, alla luce di tutto questo, come vede il futuro del circo? – “Lo vedo incerto. I costi continuano a lievitare, non si va in scena ogni sera e gli animali mangiano tutti i giorni… Se si chiude baracca, così come i nostri animali non sono reinseribili in natura, noi circensi non possiamo prestarci ad altro lavoro”.

Italo Interesse

 


Pubblicato il 9 Gennaio 2014

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