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Senza stipendio all’Arpal: Cassano s’impegna, ma i sindacati non si fidano

Ancora sulla graticola i quasi duecento lavoratori a tempo determinato assunti dall’Agenzia delle Politiche Attive del Lavoro (Arpal/Puglia) l’inverno dell’anno scorso, rimasti senza stipendio da quasi tre mesi. E malumori e rabbia di tanti lavoratori che praticamente lavorano da tanto tempo ‘a gratis’ per la pubblica amministrazione sono rimasti tali anche dopo l’incontro di lunedì scorso, 24 gennaio, quando al tavolo con sindacati, burocrati e parti sociali c’era pure il direttore generale Arpal Massimo Cassano in persona. Il quale, dopo aver chiamato in causa gli uffici ministeriali del Lavoro per i ritardi nella corresponsione di quegli emolumenti – trattandosi vieppiù di fondi tratti dal bilancio della Comunità Europea – ha comunque assunto l’impegno di sciogliere ogni riserva e risolvere tutto nel breve termine di qualche giorno. Sta diventando una battaglia contro il tempo, dunque, la vertenza che i sindacati stanno conducendo decisamente uniti e che, forse, può comprendere meglio chi è monoreddito ed ha bocche da sfamare e bollette da pagare con scadenze che non si possono facilmente posticipare. Al tavolo dell’altro giorno, dunque, piuttosto scettici su impegni e risultati immediati soprattutto i rappresentanti dei lavoratori ancora a bocca asciutta i quali, ben conoscendo le pastoie della burocrazia in casi come questo, ma soprattutto le difficoltà -come detto – in cui si dibattono da metà novembre lavoratori che, dopo aver preso servizio nei centri dell’impiego pugliesi, speravano sgorgasse qualcosa di più concreto dal tavolo di lunedì. Magari un’anticipazione stipendiale direttamente da parte dell’Agenzia. E invece, niente da fare; bisognerà  aspettare che iter e procedure amministrativo/finanziarie facciano per intero il loro corso in ministeri e uffici Ue, lasciando in ‘stand-by’ istruttori e specialisti del mercato del lavoro che avevano accettato quell’incarico all’Arpal/Puglia proprio perchè speravano in un reddito certo. Almeno per la durata dei loro contratti di ventiquattro mesi. Insomma, c’è chi aveva accettato la nomina dopo aver superato il concorso, felice e soddisfatto di lavorare in un ente pubblico e ora, invece, si ritrova ancora più deluso e indebitato di prima. Costretti, magari, a spendere un mucchio di quattrini per viaggiare fino alla nuova sede dell’Agenzia senza sapere, da quando hanno preso servizio l’anno scorso -e cioè a novembre 2021 – quando si vedrà per la prima volta la tanto sospirata busta paga. I sindacati confederali e autonomi, Csa/Regioni Autonomie Locali di Carlo Cirasola in prima battuta, hanno garantito che marcheranno strettissimo funzionari, impiegati e dirigenti dell’Agenzia per le Politiche Attive del Lavoro della Regione, per essere sicuri che entro la fine della settimana – così come ha promesso al tavolo dell’ultimo confronto il diggì Arpal/Puglia Cassano – si sblocchino finalmente gli ingranaggi di burocrazia  regionale, ministeriale e comunitaria. Insomma, gran brutto ‘moloch’ l’ha definito qualche dipendente ancora senza stipendio da metà novembre scorso… (fradema)

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