Cronaca

Serpenti per strada, per casa. Mai per caso

Complice la crisi, l’antropizzazione avanza a stento e le campagne sono in abbandono. Ne guadagna la natura che guadagna terreno attraverso il riformarsi della macchia e l’espandersi dei boschi. Il ripopolamento faunistico, allora, incontra particolare successo. Un successo che a volte rasenta l’invadenza. Si pensi al caso dei cinghiali liberati nel Parco dell’Alta Murgia e che ora scorazzano minacciosi per le campagne del nord  barese (sono stati avvistati persino a Lama Balice, alla periferia del capoluogo). Proliferano anche i serpenti, basti vedere quanti ne giacciono sull’asfalto schiacciati dagli pneumatici. Un fenomeno in crescita per due motivi: appartengono tutti a specie protette e gli amanti di queste creature, quando troppo cresciute, preferiscono sbarazzarsene liberandole nella campagna più vicina senza sottilizzare sull’opportunità di un habitat invece che di un altro. Ci sono infine i serpenti che scappano (anche dallo scarico del water). Ciò spiega la facilità con cui non solo cacciatori ed escursionisti, ma pure l’uomo di città può imbattersi in questi rettili. Ad agosto scorso un’innocua biscia ha scatenato il terrore nel Parco Giotto di Arezzo, mentre un Natrix – un’altra inoffensiva biscia d’acqua – ha spaventato un’anziana di Labico, vicino Colleferro, che se l’è ritrovato nel piatto doccia  (abbiamo già detto dell’originale modo in cui le serpi passano da un appartamento all’altro…). Ancora lo scorso anno, a ottobre, a Caldogno nel vicentino, lungo il muro perimetrale di una scuola elementare un grosso rettile, anche questa volta non pericoloso, veniva trovato intorno alle 13 mentre, arrotolato, si lasciava scaldare dal sole… Abbandoniamo il troppo lungo elenco nazionale per passare a quello regionale. Anche da noi i serpenti scorazzano. A marzo dello scorso anno, a Lecce, intorno alle 13, lungo il muro antistante un bar in viale Università un serpente corallo strisciava indisturbato (l’immagine riprodotta è un fotogramma del video girato da un avventore – attenzione: il Micrurus Fulvius appartiene alla razza dei serpenti velenosi). Mercoledì 3 giugno 2015 un serpente ha viaggiato da Corato a Bari incastrato nella portiera di un auto. Tre giorni fa un Cervone, animale affatto letale tuttavia dalle dimensioni ragguardevoli arrivando anche a m. 2,40 m. lunghezza, ha messo in apprensione i condomini di uno stabile di Molfetta prima di essere catturato (e poi liberato in aperta campagna) da Volontari del Centro di Recupero Tartarughe Marine… Tutto questo sta risvegliando in campeggiatori e altri curiosi della natura la psicosi dell’aspide. Si ritorna perciò a parlare di una celebre leggenda metropolitana che nel 1994 diede il titolo ad un fortunato libro di Paolo Toselli: ‘La famosa invasione delle vipere volanti’ (Sonzogno). La bufala in questione parlava di vipere liberate nei boschi italiani con l’uso di elicotteri o di piccoli aerei da ambientalisti-estremisti disposti a ricorrere anche a quest’arma per contrastare la distruzione della natura portata dall’uomo…

Italo Interesse

 


Pubblicato il 11 Giugno 2015

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio