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Serve un carcere più grande e moderno

La città di Bari ha necessità d’un istituto penitenziario più moderno e capiente e questa non è una novità. Il carcere che a Bari non tutti conoscono come “Francesco Rucci” di certo non è più adeguato dal punto di vista strutturale, non è sufficiente ad ospitare l’alto numero di detenuti, è ubicato in una zona centrale della città che risulta poco funzionale alle effettive esigenze di funzionamento della casa circondariale e la sua presenza in città comporta problemi di viabilità e di sicurezza. E adesso portavoce del’esigenza di una struttura nuova s’è fatto portavoce il Segretario della Commissione Affari sociali della Camera dei Deputati, l’On. Marcello Gemmato, con un’interrogazione presentata direttamente al Governo. Problema ancora più evidente, quello del nuovo carcere nella Città di Bari, anche alla luce delle dichiarazioni del Capo del Dipartimento Penitenziario (DAP) che recentemente ha individuato proprio nella città di Bari una delle aree adeguate ad ospitare la nuova struttura. Proprio per questo, Gemmato ha sottoposto la problematica all’attenzione del Governo, tramite un’interrogazione al Ministro della giustizia, chiedendo non solo se ritenga opportuna una “…celere edificazione di un nuovo penitenziario a Bari”, ma anche di riferire in merito alle tempistiche di attuazione di un eventuale progetto di costruzione. Come detto, il “Francesco Rucci” presenta problemi strutturali, anche perché risale ai primi anni del ‘900, e risulta fatiscente e non adeguato a garantire standard sostenibili di vivibilità per i detenuti e di operatività per gli agenti di polizia. Il problema del sovraffollamento del carcere barese, invece, è evidenziato dal relativo indice di affollamento che risulta in linea con il trend nazionale e regionale, anch’essi rappresentativi di emergenze da affrontare in quasi tutte le città. E non basta. Secondo dati ISTAT, infatti, la regione con il maggiore sovraffollamento è il Molise (157 detenuti per 100 posti letto regolamentari), immediatamente seguita dalla Puglia, Friuli-Venezia Giulia e Lombardia, con valori compresi tra 144 e 135.  Relativamente al carcere barese i dati, aggiornati al 31 gennaio 2019, indicano il sovraffollamento della struttura determinato da una presenza di ben 440 detenuti su una disponibilità di posti letto regolamentari di 299 unità. <<È evidente che un intervento del Governo risulti ormai improcrastinabile>>, taglia corto il lamentare barese. La costruzione di un nuovo carcere in una zona più periferica della città determinerebbe concreti benefici in ordine alla maggiore sostenibilità dell’indice di affollamento, alle condizioni di vivibilità dei detenuti e di operatività del personale di polizia penitenziaria, alla sicurezza, alla viabilità nonché al miglioramento della funzionalità dell’istituto. Una nuova struttura, con spazi più ampi, migliorerebbe anche la gestione dei detenuti sotto il profilo sanitario. Le cure potrebbero essere effettuate quasi esclusivamente all’interno del penitenziario prevedendo l’aumento degli spazi dedicati al SAI – centro clinico gestito dalla Asl – (che attualmente è già presente nel carcere di Bari anche se con servizi più ridotti) riducendo quindi il trasporto e la presenza di detenuti verso i nosocomi e gli ambulatori della città.

 

Antonio De Luigi

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