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Servono più controlli: vaccini anche a chi non ne ha ancora diritto?

Ora che il Covid-19 ha rialzato prepotentemente la testa anche in Puglia, la tensione di tutti, politici e amministratori a livello decisionale, è protesa alla somministrazione dei vaccini. Soprattutto a organizzare al meglio la distribuzione delle dosi tra le categorie maggiormente esposte al contagio, in maniera graduale e imparziale. L’ intersindacale medici Cgil/Medici – SIMeT – SMI – SNAMI/Puglia ha perciò chiesto al Presidente Emiliano e, appunto, ad autorità politiche e amministrative responsabili della sanità pugliese, la convocazione di un tavolo di confronto per poter coinvolgere la medicina territoriale nell’espletamento delle vaccinazioni Anticovid, alla luce dell’introduzione dei nuovi vaccini la cui gestione è compatibile con le attività della medicina generale, alla stregua delle vaccinazioni antiinfluenzali. Così si sono espressi ieri in una nota congiunta di SIMET, SMI, SNAMI, Fp Cgil Medici e Dirigenti SSN della Puglia, ritenendo che il coinvolgimento della medicina territoriale sia “”…l’arma per assicurare il raggiungimento dell’obbiettivo di sottoporre il maggior numero possibile di cittadini pugliesi, in tempi rapidi, al vaccino anticovid così una nota congiunta di SIMET, SMI, SNAMI, Fp Cgil Medici e Dirigenti SSN della Puglia””. Intanto i consiglieri regionali di Forza Italia Gatta, Lacatena e Mazzotta hanno posto dei punti fermi, a tal proposito, ond evitare ingiustizie e patemi. “Dai social network alla stampa, si fa sempre più pressante il sospetto che le dosi, razionate, di vaccino anti-Covid siano state somministrate anche a persone che non fanno parte delle categorie indicate dal Piano Strategico nazionale per la vaccinazione. Se ciò fosse confermato, sarebbe gravissimo e difficile da spiegare ai tanti pugliesi che attendono il vaccino per riprendere la conduzione di una vita “normale”. Su questo, perciò, è stato proprie ieri depositato un’interrogazione <<urgente>> diretta a Emiliano e all’assessore alla Salute Lopalco. Il Piano nazionale, come si sa, prevede che data la disponibilità attuale di dosi, ci siano delle categorie di persone che hanno priorità in questa prima fase della campagna vaccinale. Si tratta degli operatori sanitari e sociosanitari e gli ospiti delle Rsa. Purtroppo circolano foto pubblicate da persone non rientranti in queste categorie proprio mentre si sottopongono a vaccinazione. Ora, nell’interrogazione è stato richiesto innanzitutto se Emiliano e Lopalco ne siano a conoscenza, ma anche chi siano i responsabili in Regione del controllo e monitoraggio della campagna: hanno verificato e controllato o hanno compiuto degli errori? In quest’ultimo caso, che provvedimenti la Giunta intende assumere nei loro confronti? Sono domande legittime a cui attendiamo una risposta celere e puntuale, assieme a tutti i cittadini senza “santi in paradiso” che hanno da aspettare parecchio prima della tanto attesa somministrazione”. Anche il Capogruppo della Lega in Consiglio Regionale Davide Bellomo, ha presentato un’interrogazione ‘urgente’ per chiedere di fare chiarezza sulle procedure utilizzate per la somministrazione del vaccino e per comprendere quante, tra le dosi rimaste disponibili, siano state sottratte a chi era in lista d’attesa con diritto di priorità. “Oltre ai medici, infermieri, personale sanitario, residenti e personale dei presidi residenziali per anziani, persone in età avanzata o con patologie croniche – ha dichiarato Bellomo – in Puglia hanno ricevuto la dose di vaccino anti-Covid anche “gli amici degli amici”. Arrivano sempre più numerose le segnalazioni di cittadini pugliesi, non beneficiari in questa prima fase, alle quali, tuttavia, è stata somministrata la prima dose vaccinale. Eppure – continua Bellomo – dovrebbe trattarsi di un banale conto matematico giornaliero seguito da serietà e trasparenza; invece, questa falla nel sistema gestionale delle somministrazioni delle dosi dimostra come non ci sia un controllo serio dall’alto sul corretto impiego di una risorsa così importante. Sarebbe opportuno che le ASL – conclude Bellomo – rendessero pubblico il cronoprogramma di massima delle vaccinazioni. Non possiamo tollerare che persone scelte per caso, anche se in buona fede, da parte di volenterosi operatori sanitari ricevano il vaccino prima di determinate categorie. Molti cittadini, tra cui parecchi a rischio per età e patologie pregresse, attendono solo una chiamata, ed è inconcepibile che non venga sfruttato ogni singolo secondo a disposizione per giungere al più presto alla copertura quantomeno delle persone più fragili”.

 

Antonio De Luigi

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