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Servono più uomini e mezzi, ma anche un nuovo contratto. E un assessore vero…

Giuseppe Lomonte è sindacalista della Cisl/Funzione Pubblica all’interno della Polizia Locale di Bari e conosce bene i problemi del Corpo. Allora Lomonte, il Comandante Michele Palumbo nelle sue interviste afferma che gli agenti di Polizia Locale rappresentano un baluardo della legalità. Bene, ma non si potrebbe fare di più per la loro tutela?

<<La Polizia Locale rappresenta quotidianamente sul territorio un baluardo, certo, e il Comandante fa bene a evidenziarlo, ma crediamo serva maggiore incisività nel rimarcarlo. E’ del tutto evidente che donne e uomini della Polizia Locale sono sempre in “prima linea” per ogni tipo di servizio: viabilità, vigilanza, rilievi dei sinistri stradali, servizi annonari, operazioni di polizia giudiziaria e sono solo alcuni dei servizi. E’ praticamente impossibile immaginare una Città senza i suoi “angeli custodi”. Spesso, molto spesso, l’operatore interviene, ma con pochi mezzi a disposizione: chi ci tutela? Le Istituzioni continuano a non riconoscere l’operato della nostra categoria: operiamo come tutte le altre forze di polizia, ma abbiamo ancora un contratto impiegatizio per colpa di un ordinamento del 1986 superato, che andrebbe aggiornato. Il nostro lavoro su strada è usurante e pericoloso. Non ci riconoscono alcuna prerogativa o tutela. Il Corpo di Bari è dotato di un organico esiguo, i carichi di lavoro pesanti, per di più non equamente distribuiti e lo stress aumenta. Serve personale e nuovi ingressi, in misura cospicua. Viviamo da sempre “l’ambiguità”  di essere poliziotti, ma senza riconoscimenti, tra la colpevole dimenticanza della politica nazionale e locale. E gli ultimi episodi di violenze ai nostri danni sembrano già dimenticati. Negli ultimi due mesi sono stati ben tre gli eventi gravi: l’investimento di un collega, una ufficiale schiaffeggiata mentre era intenta a verbalizzare e, da ultimo, il pestaggio di due operatori del settore Annona al mercato ortofrutticolo. Per mero caso non è scattata la tragedia. La politica locale, ma anche l’opinione pubblica, ha già dimenticato, però per noi resta tutto impresso, in maniera indelebile. Come Cisl/FP da sempre ribadiamo che i servizi andrebbero meglio organizzati, la professionalità maggiormente considerata. Parliamo di organizzazione ma anche di tutele, di riconoscimenti e soprattutto di formazione assidua e ripetuta. Non è più possibile rappresentare in ogni dove delle sagome da bersaglio>>.

Bene, oltre alla sicurezza, quali sono i nodi urgenti da sciogliere?

<<La Sicurezza prima di tutto. Come Sindacato abbiamo lanciato uno slogan: con la ‘Sicurezza non si Scherza!’ Non si tratta di un gioco di parole, bensì mettere in rilievo che servono fatti. Per rendere al meglio il Corpo ha bisogno di agire con le dovute sicurezze. A un intervento particolare, per esempio, si dovrebbero predisporre preventivamente un numero adatto di pattuglie; mandare allo sbaraglio è un grave errore: come possiamo garantire sicurezza ai cittadini, se non la garantiamo a noi stessi? Sul parco veicolare, su manutenzione ed efficienza dei mezzi di servizio tutto lascia a desiderare: scarsi i mezzi a disposizione, mentre per non compromettere il servizio servirebbe subito una programmazione di acquisti. La manutenzione dei veicoli va meglio organizzata, spesso risulta scarsamente efficiente, tanto da consentire l’utilizzo di  autovetture e motocicli non idonei. Sulla questione delle uniformi di servizio risulta tardiva l’approvvigionamento delle forniture. Come Cisl abbiamo sempre sostenuto che un ricambio sistematico e periodico delle divise sarebbe necessario, per evitare un aspetto indecoroso degli operatori. Sulla formazione del personale si predica molto, ma si investe poco e ci si crede meno. Nulla viene speso per specifici corsi di difesa personale e per la gestione di situazioni critiche. Non è sufficiente, ad esempio, svolgere un tirocinio di formazione solo al momento dell’assunzione, è necessaria continuità nell’addestramento e  nella gestione delle criticità operative degli eventi. Insomma, gli operatori dovrebbero seguire un percorso di crescita professionale iniziando dalle fondamenta, per poi ampliare le conoscenze strada facendo. Occorre una visione ben precisa. All’interno del Corpo di P.L. di Bari  abbiamo figure preparate, spesso  inutilizzate, o peggio demotivate. La motivazione ovunque è un fattore vincente, una risorsa che invece qui si tende a sottovalutare. Non è un caso che nell’ultimo periodo, ma non solo, vi è una corsa ad andar via dalla Ripartizione della Municipale barese. I malumori, se trascurati, rischiano di sfociare in un malessere generale. Si dovrebbe fare ammenda e invertire la tendenza. Il personale deve vivere bene nell’ambiente in cui lavora, per rendere al meglio e raggiungere gli obiettivi>>.

Il mese prossimo scade il mandato del dottor Palumbo, dirigente assai diverso dal compianto Marzulli: come migliorare il suo apporto?

 

<<Tutti i comandanti che si sono avvicendati hanno apportato la propria esperienza e professionalità. In tante cose si può far meglio. Di sicuro un buon metodo di lavoro può essere maggiore coinvolgimento delle parti sindacali, specie nelle questioni di peso, trovando soluzioni condivise. In questo periodo di difficoltà generalizzata la Polizia Locale, si sappia, non è immune dal contagio Covid. Insicurezze, pericoli, rischi e stati d’animo diversi coinvolgono gli operatori, persone spesso anche con problemi familiari, da gestire. Siamo da anni senza l’attiva e specifica presenza di un assessore di riferimento. Abbiamo già detto in ogni sede che questa situazione rappresenta un unicum. A un Corpo così grande, a una Città complicata come Bari manca un chiaro e costante riferimento politico, soprattutto nei momenti topici. Servirebbe subito un rappresentante politico più vicino. Nei giorni delle aggressioni non abbiamo letto frasi di condanna per gesti così vili, ma solo parole di circostanza. Non c’è stato, a nostro avviso, una netta difesa della categoria, nonostante il costante apporto alla Città. Siamo convinti che un assessore alla Polizia Locale presente e impegnato non si sarebbe risparmiato, ponendo iniziative per una tutela concreta. Insomma, serve un referente politico che abbia a cuore le sorti del nostro Corpo>>.

Francesco De Martino

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