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Settimane decisive per il futuro dell’olivicoltura pugliese

Le prossime tre settimane saranno decisive per l’olivicoltura pugliese. Infatti, entro la fine anno il governo Draghi dovrà consegnare alla Ue il piano nazionale di distribuzione delle risorse della nuova Pac (Piano agricolo comunitario) tra nord e sud del Paese, per cui Confagricoltura-Puglia, temendo che ad essere penalizzata dai nuovi criteri di ripartizione delle risorse comunitarie possa essere proprio il nostro comparto agricolo regionale, in particolare quello olivicolo, ha organizzato a Bari un incontro con parlamentari locali e capigruppo in Consiglio regionale, al fine di mettere in guardia dai rischi di una Pac che premia alcune zone del paese a discapito di chi rappresenta, invece, più superficie agricola, più aziende agricole e ha maggiore impatto sociale nell’utilizzo di manodopera, come è nel caso del comparto olivicolo pugliese.All’incontro hanno partecipato inoltre, in presenza e in videoconferenza, il presidente nazionale di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, e l’assessore all’agricoltura della Regione Puglia, Donato Pentassuglia. “Il problema della Pac – ha affermato il presidente di Confagricoltura-Puglia, Luca Lazzàro –  riguarda l’intera economia pugliese, sia quella agricola che quella turistica, la presenza all’incontro di solo alcune componenti politiche, anche se le abbiamo invitate tutte, desta preoccupazione in chi auspica una soluzione a vantaggio del territorio”, spiegando che “la ripartizione degli aiuti accoppiati in Italia sul primo pilastro, è uno dei passaggi più discutibili già fatti, in quanto premiano una parte precisa del nostro Paese, mettendo l’olivicoltura in un angolo buio e irriguardoso”. “Già la situazione attuale di questa ripartizione – ha poi esclamato Lazzàro – grida allo scandalo”. Perciò, ora “è il momento di recuperare a favore dei settori simbolo dell’agricoltura italiana e che sostengono l’occupazione. E l’olivicoltura è sicuramente uno di questi”. Ma l’olivo – secondo Confagricoltura – ha anche un importantissimo ruolo ambientale. Perciò, ha dichiarato ancora Lazzàro: “La quantità di CO2 (ndr . anidride carbonica) che gli oliveti sottraggono all’ambiente dovrebbe bastare da sola a convincere dell’utilità di tutelare questa coltivazione secolare e assolutamente ecocompatibile”. Quindi, anche per questo occorre evitare che i provvedimenti di aiuto al reddito previsti dalla Ue al comparto olivicolo diventino così bassi da rendere tale coltivazione economicamente insostenibile. Perciò, la proposta di Confagricoltura è “l’immediata adozione di un eco-schema olivicolo”, avvertendo che “se non ci saranno scelte decise e concrete a livello nazionale sulla nuova Pac per il comparto olivicolo, in Puglia tenderà a scomparire il paesaggio pieno di ulivi e sarà sostituito dalle colture estensive o, peggio, da terreni incolti”.Informazioni, queste, che Confagricoltura ha consegnato ai parlamentari presenti all’incontro, in modo che possano difendere l’agricoltura pugliese nelle prossime decisive settimane per la Pac. “Il sistema olivicolo pugliese – ha concluso Lazzàro – dovrebbe rigettare in toto le proposte che sono illogiche, anacronistiche e fuori contesto e rischiano di essere seriamente la ghigliottina della nostra olivicoltura”, facendo presente che i parlamentari sono ancora in tempo per lavorare, sia a livello comunitario che a livello nazionale, per cambiare le storture di questa Pac che penalizza non solo la nostra agricoltura, ma anche il sistema turistico che beneficia della bellezza e della tipicità del territorio”.  All’incontro barese promosso da Confagricoltura-Puglia non era presente alcun rappresentante del M5S, che – come è noto – nel governo Draghi ha a capo del Dicastero alle Politiche agricole e forestali un proprio esponente, il ministro Stefano Patuanelli. Mentre una nutrita partecipazione all’incontro barese di Confagricoltura è stata assicurata dal partito pugliese di Silvio Berlusconi, Forza Italia, con la presenza del responsabile regionale, l’on. Mauro D’Attis, il sottosegretario alla Giustizia, l’on Francesco Paolo Sisto, il sen Michele Boccardi ed il capogruppo in Consiglio regionale, Stefano Lacatena, oltre al sen. Dario Damiani (vice di D’Attis) in collegamento video, perchè impegnato a Roma in Commissione bilancio. “La nostra olivicoltura – ha dichiarato D’Attis – è un valore per la produzione agricola nazionale e non è concepibile discriminare i segmenti tipici del sud in favore di quelli del nord”, auspicando che la battaglia politica per incassare un eco-schema ad hoc e gli aiuti accoppiati “sia condivisa anche dai colleghi parlamentari pugliesi delle altre forze di governo con spirito di squadra in difesa del territorio pugliese”.  E, dopo aver ringraziato i vertici di Confagricoltura per aver sollevato il problema e stigmatizzato l’assenza dei rappresentanti del M5S all’incontro, D’Attis ha concluso con l’invito a tutti a confrontarsi ed “essere uniti per dare una risposta concreta al territorio”. Invece, il sottosegretario Sisto intervento ha dichiarato: “Oggi -ha dichiarato il sottosegretario ho parlato con il collega Battistoni (ndr – sottosegretario forzista al Dicastero di Patuanelli) che è a conoscenza della situazione e dell’urgenza di intervenire entro il 31 dicembre per la Pac”. “Perciò, – ha proseguito il sottosegretario barese alla Giustizia – mercoledì 15 dicembre alle ore 15.00 abbiamo organizzato a Roma un incontro con il sottosegretario Battistoni, la nostra delegazione e l’assessore regionale Pentassuglia, per affrontare la questione”. “La strada da percorrere – ha concluso Sisto – per noi è chiara”. Ovvero, “bisogna agire per il ‘sistema Italia’, tutelando le eccellenze dei vari territori e per la Puglia non si può prescindere dall’olivicoltura”. Mentre il sen. Boccardi ha rilevato che in Puglia “l’olivicoltura si inserisce nelle eccellenze enogastronomiche che concorrono a pieno titolo, ormai, a costruire la nostra offerta turistica”. Quindi, per il neo ripescato senatore forzista pugliese, “depotenziare le aziende del settore significa depauperare non solo l’agricoltura, ma anche tutto il turismo che da essa viene generato”. In fine, il capogruppo di Fi alla Regione, Lacatena, ha affermato: “L’assessore regionale Pentassuglia sta lavorando bene per la Puglia ed è per questo che noi siamo pronti non solo a sostenerlo in questa battaglia per la Pac, ma anche a collaborare con lui per la redazione del Piano di sviluppo rurale, altro grande appuntamento per la politica agricola regionale”. Sull’argomento si registra anche un intervento del presidente della IV Commissione consiliare permanente (Commercio, Artigianato, Turismo e Industria Alberghiera).della Regione, Francesco Paolicelli del Pd, che ha affermato che “nelle scorse settimane sono stati ascoltati nella Commissione regionale che presiedo l’assessore Pentassuglia e le associazioni agricole, quindi l’allerta sul tema è massima”, poiché “non vogliamo e non possiamo permetterci che l’intero comparto faccia dei passi indietro. Ben consapevoli di quanto sia redditizio per l’economia di tutta la regione, oltre ad essere uno dei settori che crea occupazione grazie anche all’impulso delle nuove tecnologie”. Insomma, ancora una volta il comparto agricolo pugliese, in particolare quello olivicolo, è sotto attacco. Solo che questa volta a causare ulteriori difficoltà al settore potrebbe non essere la Xylella Fastidiosa, le gelate, la siccità o la concorrenza commerciale sleale dovuta alle importazioni selvagge, bensì la nuova “Pac” europea. Ossia proprio quel “Piano” che la Ue varaperiodicamente, per armonizzare la gestione comune dell’Agricoltura europea e, più in particolare, per valorizzare le specificità produttive nazionali ed evitarne il tracollo, a causa delle sperequazioni che non di rado si creano in un contesto di mercato europeo e globale.

 

Giuseppe Palella

 

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