Cultura e Spettacoli

Sferragliava e rendeva. Poi la filovia…

In passato chiamato tranvai, italianizzazione del termine inglese tramway, il tram sta incontrando un inaspettato rilancio. Dove i tracciati in rotaia sono sopravvissuti all’avvento prima della filovia, poi del bus, il tram è tornato in auge. Un ritorno che fa lieti ecologisti e viaggiatori (la qualità delle vetture è ora la stessa dei bus). Un ritorno che però non potrà interessare Bari, dove la linea tranvia venne smantellata a guerra finita. Tutto era cominciato il 13 luglio 1910, con l’ingresso in servizio delle due prime linee gestite dalla Società Elettrica Barese. Nel 1919 il servizio venne municipalizzato e affidato alla TEM (Tranvie Elettriche Municipali). Infine, nel 1938, l’azienda venne rilevata dalla SAER. Complessivamente le linee arrivarono ad essere cinque. Dalla Stazione FS partivano due linee : la 1 arrivava al porto, la 2 alla stazione della strada ferrata Bari-Barletta, situata in via Napoli. La linea 3 partiva dal Municipio e, passando per Piazza Sant’Antonio, raggiungeva Villa Romanazzi, dove si congiungeva col raccordo della tratta ferroviaria per Taranto. Da Piazza Sant’Antonio, poi, partiva la linea 4, che arrivava a Carbonara e Ceglie. Per ultima venne istituita la linea 5, con cui da Piazza Massari si raggiungeva il Lido San Francesco ; ciò avvenne nel 1932, dopo la valorizzazione immobiliare della preesistente zona umida compresa tra la foce del Lamasinata e il quartiere fieristico. Oltre ai servizi regolari non mancavano collegamenti speciali come le corse Petruzzelli-Cimitero (il 2 novembre), Stazione-Fiera (in occasione della Campionaria e tutte le domeniche che il Bari giocava in casa). La tranvia di Bari era a scartamento ridotto (1000 mm) ed era elettrificata alla tensione continua di 550 volt.  Fino a un ventina d’anni fa, di fronte all’autosilo di via Devitofrancesco, accanto alla sede dei Vigili del Fuoco, erano ancora i piedi i ruderi del Ricovero delle vetture. L’avventura del tram a Bari fu breve. Come detto in apertura, si concluse nel primo dopoguerra, quando la SAER ebbe completata la riconversione delle linee tranviarie in filoviarie. Riconversione cui la società aveva dato il via con l’istituzione già nel 1938 delle prime due linee filoviarie (la Circolare Destra e la Circolare Sinistra). L’ultima linea ad essere chiusa fu la Bari-Carbonara-Ceglie. Paradossalmente ciò avvenne proprio nel momento in cui questa tratta, che era un po’ la Cenerentola di tutto il sistema tranviario barese, aveva cominciato a funzionare decentemente. Ciò era stato reso possibile dal fatto che il progressivo smantellamento delle altre linee aveva dirottato verso la Bari-Carbonara-Ceglie vetture e motrici in esubero. Alcuni raddoppi di binari, infine, avevano reso il servizio più celere e aumentato il numero delle corse. Ugualmente, nel 1952, il servizio filobus venne allargato anche alla tratta Bari- Carbonara-Ceglie e il tram da noi andò definitivamente in pensione.

Italo Interesse

 


Pubblicato il 20 Gennaio 2018

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