Cultura e Spettacoli

Sfilò davanti a Bari la regina dei mari

Ricorre oggi il 94° anniversario del varo del Rex avvenuto nei cantieri di Sestri Ponente alla presenza del Re e della Regina Elena, che fu la madrina della cerimonia

Il Nastro Azzurro è stato il riconoscimento attribuito alla nave passeggeri che deteneva il record di velocità media di attraversamento dell’Oceano Atlantico in regolare servizio commerciale e senza scali di nessun tipo. L’unica nave italiana a fregiarsi del Nastro Azzurro fu il transatlantico Rex della Italia Flotte Riunite, che nel 1933, partendo da Gibilterra, impiegò 4 giorni, 12 ore e 53 minuti per raggiungere il faro di Ambrose, situato all’imboccatura del porto di New York, a una velocità media di 28,92 nodi. Fa piacere ricordarlo oggi, 94° anniversario del varo del Rex avvenuto nei cantieri di Sestri Ponente alla presenza del Re e della Regina Elena, che fu la madrina della cerimonia. La conquista del nastro azzurro avvenne tra l’11 e il 16 agosto 1933, con una velocità media di traversata di 28,92 nodi ; il precedente record apparteneva al transatlantico tedesco Bremen. Il primato del Rex resistette due anni ; a strappargli il Nastro Azzurro fu il francese ‘Normandie’. Per il lusso sfrenato, il Rex divenne un mito soprattutto fra la povera gente. In una scena di ‘Chidde dì’, un testo di Vito Maurogiovanni che debuttò al Purgatorio nel 1975, tre popolani baresi in precario equilibrio su uno scoglio, attendono di scorgere all’orizzonte il transito del Rex, il mitico transatlantico italiano degli anni trenta. L’attesa è oggetto di frizzi, lazzi, sogni ad occhi aperti, considerazioni amene e accenni malinconici. Poi, ecco la mitica nave e la malinconia di questi ‘vinti’ si scioglie in una gioia stupita, un po’ infantile… La scena presenta una singolare analogia con quella di un celebre film di Fellini, ‘Amarcord’. Nella scena in questione alcuni riminesi si ritrovano, a notte, stretti dentro barche lontane dalla riva per assistere al passaggio del Rex,… Particolare curioso, le scene descritte da Fellini e da Maurogivanni non appartengono alla realtà. Salvo che nel suo ultimo viaggio verso Trieste, il Rex non attraversò mai l’Adriatico. La sua rotta fu sempre e soltanto Genova-New York. Nel 1940, dopo solo nove anni di attività, in previsione dell’entrata in guerra dell’Italia, la prestigiosa unità rimase all’ancora nel porto di Genova. Ma dopo il bombardamento della città da parte della marina francese (14 giugno 1940) il Rex venne trasferito a Trieste e fu quella l’unica occasione in cui il transatlantico attraversò l’Adriatico. Il transito, che avvenne all’altezza di Bari intorno al 17 giugno, non fu certo in pompa magna date le circostanze : luci spente, niente gran pavese, neanche un passeggero. Un colosso da 296 m. di lunghezza e 50mila tonnellate che, nonostante l’abbagliante bellezza della linea, sfila in silenzio, con mestizia, quasi furtivamente… A seguito dell’armistizio del 1943 il Rex cadde in mano ai tedeschi, che spostarono la nave nella più sicura baia di Capodistria. I due rimorchiatori che la trainavano, tuttavia, si avvicinarono troppo alla costa e ne provocarono l’incaglio tra Isola d’Istria e Capodistria (oggi in Slovenia). A seguito di una segnalazione dei partigiani jugoslavi, squadroni della RAF attaccarono la nave, affondandola. Al termine del conflitto la nave rimase nelle acque territoriali jugoslave; una volta deciso che un eventuale recupero sarebbe stato troppo oneroso, il Rex venne demolito sul posto tra il 1947 e il 1958.

Italo Interesse


Pubblicato il 1 Agosto 2025

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