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Sfiorata l’ennesima tragedia ferroviaria a uno dei passaggi a livello di Palese

“Per fortuna! Sì, per fortuna…” hanno immediatamente commentato sui social alcuni cittadini di Palese che nella tarda mattinata di lunedì hanno assistito da dietro le sbarre alla sfiorata ennesima tragedia ferroviaria ad uno dei tre passaggi a livello di Rfi, quello di viale Gino Priolo, che interessa il centro abitato della ex frazione a nord di Bari. Infatti, l’utente di una delle pagine di Facebook dedicate alla comunità del V Municipio di decentramento amministrativo di Bari, quello di Palese e Santo Spirito per l’appunto, ha descritto il fatto insieme a tanto di foto, riferendo: “Un bambino è rimasto incastrato con la bicicletta mentre sopraggiungeva il Freccia rossa”.  Ma per fortuna questa volta “non è accaduto nulla di grave”, come ha postato un altro utente a commento della notizia. Infatti, tranne tanta paura da parte sia del minore scampato all’incidente che di coloro che hanno assistito al fatto ed al solerte macchinista del “Freccia rossa” che ha azionato la frenata rapida e che è rimasto comunque sconvolto, avendo per qualche attimo temuto il peggio. Fortunatamente, però, questa volta, a parte i disagi ai cittadini per i passaggi a livello rimasti chiusi continuativamente più del solito e quelli dovuti ai rallentamenti e quindi ai ritardi nel transito degli altri convogli, non è successo nulla di grave su quei maledetti binari, che da oltre un secolo spaccano in due il centro abitato di Palese. Ma, come si ricorderà, in passato non è stato sempre così, perché le cronache ci raccontano di numerosi incidenti, in prossimità dei locali pp.ll., quasi sempre mortali e dovuti soprattutto all’impazienza di pedoni o ciclisti, per i lunghi tempi di attesa dietro le sbarre abbassate di una ferrovia che passa a raso ed a cui da oltre mezzo secolo (ossia da quando il passaggio di convogli giornalieri è progressivamente aumentato) non si è mai posto rimedio con la costruzione di sottopassi carrabili ed idonei sovrappassi o sottopassi pedonali. Insomma, come ha commentato sotto lo stesso post un altro utente: “Ogni giorno si sfiorano le tragedie a Palese e adesso che iniziano le scuole sarà peggio” .Tale problema è infatti atavico, come pure ataviche sono le prese in giro a questa comunità da parte di politici ed amministratori che nel corso degli ultimi decenni si sono succeduti alla guida del Comune di Bari. Però, di questi, la presa in giro avvenuta nell’ultimo quindicennio è stata – come è ormai noto – davvero clamorosa. Infatti, come si ricorderà, la Regione Puglia nel 2006 presentò uno studio di fattibilità, commissionato alla società di ingegneria “Progefer”, con cui si doveva dare poi avvio ad un progetto di interramento dei binari nella tratta che attraversa Palese e Santo Spirito (circa 4,2 km complessivi) e quindi anche all’eliminazione dei sette pp.ll. delle ex FF.SS. presenti sul territorio di dette ex frazioni periferiche del capoluogo. Poi, nel 2010, a seguito di una riduzione statale nei finanziamenti per il nodo ferroviario di Bari, ecco che paradossalmente il Comune del capoluogo, all’epoca guidato Michele Emiliano, insieme alla Regione Puglia, a guida Nichi Vendola, (ossia della stessa Amministrazione che aveva commissionato lo studio di fattibilità risultato favorevole per l’interramento dei binari), decisero di dare priorità alla parte sud del nodo ferroviario di Bari, pur non esistendo per detta parte alcuna urgenza, né tantomeno i rischi e pericoli che i binari ed i pp.ll. creano alle comunità di Palese e Santo Spirito. E, quindi, anteponendo la risoluzione di problemi meno gravi (però più propriamente baresi – quartieri Madonnella e Japigia), causati dai binari di Rfi a quelli determinati a Palese e Santo Spirito. Risoluzione che – come è anche noto dalle recenti cronache locali –  è già in via di realizzazione e di cui l’attuale Primo cittadino barese, Antonio Decaro, ha ridato notizia la scorsa settimana, a seguito della venuta sul cantiere del ministro alle Infrastrutture, Paola De Micheli. Mistero della politica? Mica tanto. A Bari ci sono aree da liberare quanto prima dai binari, perché d’interesse dei “palazzinari”, mentre a Palese e Santo Spirito il problema riguarda solo la sicurezza di una comunità periferica. E, quindi, secondo tale logica Palese e Santo Spirito possono e devono attendere per chissà quanto tempo ancora, per vedere finalmente ricucito il tessuto urbano con l’eliminazione dei pp.ll. e l’interramento dei binari di Rfi. Difatti, in vista dell’istituzione dell’alta capacità ferroviaria sulla Bari-Napoli, e quindi sulla tratta che interessa anche Palese e Santo Spirito, il sindaco Decaro e la Regione Puglia hanno assicurato per un futuro non molto lontano la soppressione dei pp.ll. con i muri e la permeabilità urbana interna con qualche opera “sostitutiva” dei pp.ll. – a detta di molti  tecnici non di parte – “alquanto arrangiata” per il contesto urbano locale. Ed è forse per questo che il sindaco Decaro, per “ammorbare” una comunità sia pur bistrattata, ma assai generosa nei confronti dell’Amministrazione barese sotto l’aspetto tributario (Imu, Tarsu, Tosap, oneri urbanistici, ecc.), oltre che finora anche in termini di consensi elettorali, ecco che ha prospettato un ipotetico aggiramento dell’abitato dei binari di Rfi in un futuro non certo prossimo e con un progetto di costosissima realizzazione e forse pure di dubbia concreta fattibilità. Al punto che la scorsa settimana, proprio in occasione della visita a Bari del ministro De Micheli, il Primo cittadino barese si è verosimilmente dimenticato di quale sia l’effettivo stato dell’arte con il Ministero e con Rfi per i binari ed i pp.ll. della parte nord di Bari ed ha reso noto che “accanto alla variante a sud del nodo ferroviario, ora in corso di esecuzione, a seguire partirà anche il cantiere per la variante a nord: sono stati stanziati 20 milioni di euro per la progettazione delle attività preliminari con l’obiettivo di liberare dai binari e dai passaggi a livello i quartieri di Palese e Santo Spirito”. Per poi concludere: “così non solo i due quartieri costieri saranno collegati tra loro ma i treni in transito su Bari potranno finalmente viaggiare a una velocità commerciale maggiore sfruttando la linea dell’alta capacità tra Bari, Napoli e Roma che sta per essere completata”. Ma a Palese e Santo Spirito, per fortuna, ci sono anche cittadini che sanno bene come stanno i fatti e che “tali affermazioni da campagna elettorale sono una mistificazione della realtà” perché l’esiguo importo citato non servirà a “liberare dai binari” tali quartieri, ma solo per qualche opera sostitutiva necessaria a murare gli attuali sette pp.ll. Infatti, sempre sotto il post di Facebook che dava la notizia dell’ennesima sfiorata tragedia sui binari a Palese, c’è anche chi ha scritto: “Chi risarcirà i palesini dei 15 anni persi inseguendo un progetto fattibile ma definanziato perché la politica non ci ha più creduto?” Ed a seguire qualche altro utente ha risposto: “Telefonate a Decaro!” Infatti, a detta esclamazione si è aggiunto un altro più realistico commento: “Hanno altri interessi a sud di Bari non pensano a Palese vogliono solo mettere dei muri Emiliano e Decaro”. Ed in maniera altrettanto realistica un altro utente, non sappiamo se ironicamente o per mera amarezza, ha seccamente replicato: “Mi dispiace”. Ma ciò non è sicuramente sufficiente ad alleviare i rischi ed i pericoli che una comunità di oltre 30mila abitanti subisce quotidianamente, a causa dei binari e dei pp.ll. di Rfi che qui ancora esistono e che non avrebbero dovuto esserci più già da tempo. O, quantomeno, che sarebbero stati invece già in via di prossima rimozione (al pari di quelli ancora esistenti a Japigia e Madonella!), se Palese e Santo Spirito fossero state dal 2010 politicamente ed amministrativamente indipendenti da Bari, al pari del vicino storico Comune di Modugno, dove – come è noto – il problema dei binari e dei pp.ll. di Rfi nel centro abitato non esiste più da qualche mese.

 

Giuseppe Palella

 

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