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Sfuma l’incontro di mediazione sul Petruzzelli richiesto dalla famiglia proprietaria

La mediazione in sede civile proposta dalla famiglia Messeni Nemagna, proprietaria del teatro Petruzzelli (come stabilito da una recente sentenza della Corte d’Appello di Bari), e fissata per il 20 dicembre prossimo presso l’ufficio barese dell’agenzia di mediazioni legali “Aequitas”, quasi sicuramente non avverrà, poiché alcune delle controparti convocate dai difensori dei proprietari del “Petruzzelli” hanno già fatto sapere che non parteciperanno all’incontro.  Infatti, tra i primi a comunicare alla società “Aequitas” di non aderire al tentativo di mediazione, che – come è noto – comunque avrebbe comportato una spesa legata al costo di incardinamento del procedimento presso l’agenzia incaricata, è stata la Presidenza del Consiglio dei ministri, che con una lettera a firma del capo dipartimento per gli affari giuridici e legislativi della presidenza del Consiglio, Carlo Deodato, ha comunicato alla “Aequitas” che non interverrà all’incontro con un proprio rappresentante perché non si ravvisano “i presupposti per una risoluzione delle prospettate questioni controverse”. Come dire, forse, che allo stato dei fatti il governo Draghi si rimette a quanto deciso dai giudici della Corte d’Appello di Bari, che – come è ormai noto – hanno sentenziato che l’immobile del teatro barese di corso Cavour è di proprietà privata, ossia degli eredi dei costruttori, i fratelli Petruzzelli, ordinando al Comune di Bari la restituzione dello stesso ai proprietari, che però a loro volta sono stati condannati a restituire allo Stato gli oltre 43 milioni di euro dei costi della ricostruzione effettuata a seguito dell’incendio doloso del 27 ottobre 1991. In altri termini, la Presidenza del Consiglio sulla vicenda del politeama barese potrebbe aver deciso di tirsi fuori, lasciando che a risolverla siano unicamente gli enti territorio direttamente interessati alla gestione pubblica del teatro e, quindi, anche al mantenimento del possesso della struttura teatrale di corso Cavour. Se così fosse realmente, allora vorrebbe dire che lo Stato centrale è interessato a recuperare gli oltre 43 milioni di euro anticipati per la ricostruzione del teatro Petruzzelli e che sulle restanti problematiche connesse sia alla titolarità dell’immobile che del marchio aziendale devono vedersela con la famiglia titolare di tali beni i rispettivi enti territoriali aventi competenza ed interesse al riguardo. Però, stranamente, anche il Comune di Bari e la Città Metropolitana, al pari della Presidenza del Consiglio, hanno deciso di non partecipare all’incontro di mediazione sul Petruzzelli convocato, su iniziativa della famiglia proprietaria del teatro, per il 20 dicembre prossimo. Anche il rifiuto di Comune e Citta metropolitana di Bari è stato comunicato motivatamente da entrambi gli Enti in due distinte missive inviate all’organo di mediazione “Aequitas”. In ambo i casi la decisione è stata presa da Antonio Decaro, nella sua doppia veste di sindaco della città di Bari e di sindaco metropolitano. Ma all’incontro di mediazione di lunedì prossimo, oltre alla Presidenza del Consiglio, al Comune e Città metropolitana di Bari, sono stati convocati anche il Ministero dei Beni Culturali, la Fondazione lirico sinfonica Petruzzelli e la Regione Puglia. Al momento, però, non sono state ancora rese note le decisioni di questi ultimi “soggetti” invitati al tentativo conciliatorio. Anche se non è difficile immaginare che la Fondazione lirico sinfonica Petruzzelli potrebbe declinare l’invito, considerato che il suo presidente pro-tempore è lo stesso che è alla guida di Comune e Città metropolitana, cioè Decaro. Non è comunque detto che la Fondazione, per tale motivo, possa parimenti sottrarsi all’incontro, poiché potrebbe partecipare con un proprio rappresentate diverso dal presidente, in quanto la stessa è interessata anch’essa direttamente dal contenzioso con la famiglia Messeni Nemagna a seguito della seconda sentenza della Corte d’Appello di Bari, che ha dichiarato invalido il protocollo d’intesa del 2002, nel quale era previsto, tra i patti, la concessione quarantennale del marchio aziendale “Petruzzelli” a detta Fondazione. Condizione, quest’ultima, che, essendo venuta meno insieme all’intero protocollo d’intesa, sarà prossimamente verosimilmente un’altra fonte di contenzioso con la famiglia proprietaria del politeama e del marchio commerciale ad esso collegato. In ogni caso, per il giorno successivo al fissato incontro di mediazione (che, alla luce dei fatti accennati, appare estremamente improbabile si svolga), ossia martedì 21 dicembre, a Palazzo di Città sono attesi alcuni rappresentanti della famiglia Messeni Nemagna insieme ad i loro legali, per essere ascoltati sulle loro proposte transattive dalla commissione comunale alla Trasparenza, come da questa deciso durante una seduta della scorsa settimana. Una decisione che – come abbiamo già riferito in altro nostro servizio pubblicato martedì scorso – è stata adottata grazie al voto favorevole di due consiglieri di maggioranza (Nicola Amoruso del Pd e Livio Sisto della civica “Decaro sindaco”), che al riguardo hanno fatto propria la proposta di audizione della famiglia proprietaria del “Petruzzelli” sostenuta dai rappresentanti dell’opposizione di centrodestra e pentastellata. Ora, però, si tratterà di verificare se martedì prossimo la stessa commissione alla Trasparenza avrà il numero di presenze necessario a potersi insediare. I Messeni Nemagna ed i loro legali quasi sicuramente ci saranno. Non sappiamo, invece, se sarà lo stesso per i componenti di detta commissione.

 

Giuseppe Palella

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