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Sgarbi: “Sono delle bufale che con la cultura poco hanno a che vedere”

Irascibile, inconfondibile, unico nel suo stile.  Amato o destestato, ma ha il pregio della sincerità nel mondo dei sepolcri imbiancati, detesta il politichese, pur essendo politico, a modo suo. Parliamo del noto critico d’ arte Vittorio Sgarbi che della cultura ha fatto una ragione di vita. Lo abbiamo intervistato perchè Bari è candidata a capitale italiana della Cultura 2022.

Sgarbi, lei mette al centro della sua azione (col celebre capre) la divulgazione della cultura. Se Bari si aggiudicassse il titolo che cosa sarebbe per il capoluogo pugliese?

“Intanto bisogna vedere se vince, e lo auguro. In genere non ho molta simpatia per questo genere di riconoscimenti. Anzi sono delle bufale che con la cultura poco hanno a che vedere, forse delle mancette economiche e politiche. E’ un premio di consolazione dopo la parentesi di Matera Capitale Europea che fu un successo”.

Cosa non la convince?

“ Il criterio per le nomination. Che senso ha mettere in competizione città grandi con paesi modesti o piccoli, Bari e Pieve di Cadore, per esempio? Mi pare evidente che la grande città la spunta .Poi ci vedo lo zampino politico”.

Cioè?

“Fateci caso, ma ultimamente le città che si sono aggiudicate il titolo, sono quasi tutte con sindaci di sinistra o del Pd. Bari, con Decaro sindaco di quello stesso partito e presidente Anci non dovrebbe avere problemi rispetto a Taranto e L’Aquila che meriterebbe forse maggiormente sia per i monumenti che per il suo recente passato, ma ha meno strutture di Bari”.

Appunto, Bari se la vede in Puglia con Taranto…

“Bari è politicamente più attrezzata e si farà preferire, vedrete. Torno a dire che è il criterio di scelta sbagliato e in tutto questo la cultura non ha molto a che fare.  Inoltre, le città che hanno vinto il titolo dal punto di vista strettamente culturale non sono cresciute molto”.

Arte contemporanea in Italia, come va?

“ Vi rivelo che ho in testa una iniziativa, ho pensato ad organizzare una biennale di arte contemoranea Anci e ne parlerò con Decaro. L’ arte contemporanea è bella e importante, in Italia vive un buon momento ed è sbagliato pensare di ricorrere ad essa quando ci sono pochi soldi per una mostra. Stimo gli artisti veramente indipendenti, quelli con la schiena dritta, coloro che vivono delle proprie capacità senza sussidi statali che è retaggio dell’Unione Sovietica.  Oggi accanto a tanti bravi artisti giovani, ne troviamo altri  raccomandati, il vecchio problema delle consorterie. Spesso senza spinte da noi non si va avanti, non sempre il merito paga. E tanti artisti, accade con altri mestieri, trovano successo fuori Italia, assurdo”.

Fumetto, le piace?

“Lo amo. E’ una forma elevata e raffinata di arte che si palese nel disegno. Chi lo fa bene è doppiamente artista e va elogiato”.

Rossella Cea

 

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