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Si dimette Santorsola, imminente il rimpasto di giunta

Il rimpasto di giunta alla Regione Puglia ora dovrebbe essere una “questione” di giorni. Anzi, forse, di ore. Infatti, dopo l’uscita di scena della scorsa settimana dell’assessore ai Trasporti ed Infrastrutture, Giovanni Giannni (Pd), dimessosi improvvisamente a seguito di un’inchiesta giudiziaria della Procura di Bari che lo ha visto coinvolto con un’informativa di garanzia ed alcune perquisizioni negli Uffici dell’Assessorato a via Gentile e da ultimo (ndr – ieri, per chi legge martedì) dell’abbandono della delega all’Ambiente da parte dell’assessore all’Ambiente, Domenico Santorsola (Noi a sinistra per la Puglia), il cui nome in uscita dalla giunta circolava da tempo unitamente a quello dell’assessore tecnico all’Urbanistica, Annamaria Curcuruto, la nomina da parte del governatore Michele Emiliano (Pd) dei rimpiazzi nell’esecutivo pugliese si rende indifferibile. Secondo i “si dice”, che circolano da tempo nei corridoi del Palazzo di via Capruzzi, ma anche in quelli della sede della Regione Puglia del lungomare Nazario Sauro, le “new entry” nella giunta Emiliano dovrebbero essere molto probabilmente i consiglieri Alfonso Pisicchio della civica “Emiliano per la Puglia” e Filippo Caraccio del Pd, che sempre secondo le stesse voci dovrebbero sostituire i già menzionati assessori in uscita. Ora, però, con l’imprevedibile uscita di Giannini potrebbe essere cambiato qualcosa nei programmi del governatore, che potrebbe aver cambiato idea sull’uscita di Curcuruto, che – secondo le ultime indiscrezioni – dovrebbe rimanere al proprio posto, forse non con le stesse deleghe ma con altre, mentre non così evidentemente per Santorsola che, messo verosimilmente al corrente dell’intenzione del governatore di rimuoverlo dall’incarico, ha preferito “scendere” volontariamente dal cavallo anziché cadere, perché disarcionato. Infatti, con una rituale lettera “pro forma”, Santorsola ha rimesso nelle mani di Emiliano le deleghe assessorili ricevute a suo tempo e – secondo quanto reso noto con un comunicato dallo stesso governatore pugliese – l’ormai ex assessore all’Ambiente con la stessa missiva “ha ribadito l’intenzione di mantenere il rapporto di leale collaborazione con la presidenza e di proseguire il suo compito istituzionale dedicandosi ancor più intensamente a rappresentare le istanze del territorio di appartenenza”, ossia la provincia di Andria-Barletta-Trani (Bat). Però, ciò che è strano in questa circostanza per un amministratore pubblico che si dimette dall’incarico è che non fornisce alcuna motivazione per la sua uscita di scena, lasciando in tal modo intendere che le dimissioni sono evidentemente frutto di una volontà non spontanea, ma condizionata. Un condizionamento che è ancor più chiaro dalle parole di commento di Emiliano alle dimissioni, quando lo stesso afferma: “apprezzo la sensibilità (ndr – del consigliere Santorsola) nel cogliere le dinamiche politiche in corso”. Insomma, i nuovi equilibri creatisi all’interno della maggioranza di centrosinistra della Regione Puglia e gli impegni assunti da Emiliano con alcuni suoi supporter interni ed esterni al Pd, durante la campagna delle primarie per la scalata alla segreteria nazionale del partito, unitamente alle impreviste ed indifferibili dimissioni di Giannini stanno costringendo il governatore pugliese ad un rimpasto anticipato di giunta benché più volte annunciato, ma anche più volte rinviato. Ed ora, infatti, le recenti (obbligate!) dimissioni dell’assessore Santorsola dovrebbero essere il segno evidente che il tanto annunciato rimpasto di giunta alla Regione Puglia è in dirittura d’arrivo. Quali le sorprese al traguardo? Probabilmente un rimescolamento di deleghe tra alcuni assessori, tra cui dovrebbe figurare Curcuruto, oltre a quello di un terzo nome in entrata, il decimo per la giunta Emiliano, che da quando si è insediata nel luglio del 2015 è rimasta con un assessore in meno perché la delega alla Sanità è stata trattenuta dal Presidente. Terzo nome che – come è noto – per ragioni di equilibrio nella rappresentanza territoriale dovrebbe essere espressione della provincia Ionica, non avendo quest’ultima nell’attuale esecutivo Emiliano alcun esponente né da esterno, né come interno al consiglio regionale e, quindi, tra gli eletti di maggioranza della provincia di Taranto. Ma il vero enigma dell’imminente prevedibile rimpasto di giunta alla Regione è se Emiliano darà spazio nell’esecutivo ad un esponente di area renziana oppure no. Infatti, attraverso l’apertura o meno della giunta regionale all’ingresso di un “renziano” si potrà intuire se i rapporti del governatore pugliese, leader della minoranza di “Fronte democratico” interna al Pd, con il segretario nazione del suo partito, Matteo Renzi per l’appunto, sono ancora in una fase di attesa oppure ci sono già alcuni punti fermi su una possibile intesa in vista della definizione delle candidature pugliesi del Pd a Camera e Senato, per le politiche del prossimo anno. Ma questo, vista la volubilità e, quindi, l’imprevedibilità sia di Emiliano che di Renzi, è forse prematuro da accertare. Invece, è certo che Emiliano, che già deteneva in capo a se la delega alla Sanità, da giovedì scorso anche quella dei Trasporti ed Infrastrutture e da ieri quella all’Ambiente, ora davvero non potrebbe tergiversare oltre per il rimpasto di giunta. A meno che non ritenga di essere in Regione “Uno e Trino”. E, quindi, poter dire alla sua maggioranza per molto tempo ancora: “Ci penso a tutto mi!”.

 

Giuseppe Palella

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