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“Si faccia anche un bollettino dei decessi da tumore o infarto”

Con il Covid è venuto meno il principio della prevenzione al cancro e si faccia anche un bollettino di decessi da tumore o infarto. Lo dice in questa intervista concessa al Quotidiano dal presidente Lilt, il celebre e noto oncologo, professor Schittulli.

Professor Schittulli: la pandemia Covid che effetti ha avuto, se li ha avuti, sulla cura e prevenzione del cancro?

“Enormi, lo scriva e infausti. In tanti casi è saltato il criterio della prevenzione che nella cura del cancro è basilare, penso a quello al seno. Uno screening tempestivo e puntuale riesce a guarire. Qui è accaduto, al contrario, che molte persone, specie donne, per paura di contrarre il Covid non sono andate in ospedale. Hanno rinviato e sappiamo quanto letale sia questo ritardo. Come le dicevo, è saltato il principio della prevenzione e ne pagheremo il conto in quantità di vite. In campo oncologico una diagnosi tardiva è letale. Per non parlare delle ricadute economiche enormi”.

Si può recuperare il tempo perduto?

“Credo che la sola maniera sia autorizzare le strutture private e convenzionate ad eseguire gratuitamente per i pazienti lo screening. Però questo screening deve essere fatto in modo qualitativamente ineccepibile, cioè con un controllo rigoso del pubblico. In poche parole se sgarri, ti chiudo e subito. Solo così possiamo azzerare o ridurre le liste di attesa”.

Insomma, si è creato un nocivo panico da Covid?

“Certo, l’informazione ha sollevato un panico ingiustificato, ne parlano 24 ore su 24 e direi che è troppo, un terrorismo informativo assurdo”.

Che cosa intende dire?

“Le do alcune cifre: perché allora non si fa un bollettino giornaliero dei casi di cancro? In Italia ogni giorno muoiono 500 persone e nessuno ne parla o nessuno dice che esiste un’emergenza tumore, ci sono 380.000 casi giornalieri di tumore, però si parla unicamente di Covid. Alla stregua della gravità delle patologie bisognerebbe allora fare il bollettino delle morti da infarto o malattie metaboliche ed invece si discute solo di Covid. Eppure durante il lockdown sono rimasti aperti soltanto tabaccai e generi alimentari. In questo modo la gente ha mangiato, aumentando di peso, e fumato con quello che ne segue per i polmoni”.

La Puglia in questo momento non ha un assessore alla sanità, se lo può permettere?

“Neanche al turismo se è per questo. Lo lascio giudicare ai pugliesi”.

Bruno Volpe

 

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