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Si può fare, si può fare…

Quando la musica si abbina bene a un’immagine, ne guadagnano entrambe. Ma la giusta alchimia è rara. Qualche volta nasce dal caso, altre volte dall’accostamento audace : E’ il caso di Kubrick il quale abbinando le note del più noto valzer di Johann Strauss jr al volo d’un’astronave in viaggio verso la luna, fece scuola. Sulla base di tanto esempio non è fuori luogo pensare, per esempio, a uno spettacolo teatrale per bambini musicato attingendo da compositori ‘inusuali’ quali Mussida / Di Cioccio, Mike Olfield e Robert Fripp. Tutto sta a provare. Chapeau a Mario Fracassi il quale nel suo ‘La Bella Addormentata’ osa e fa centro. Sulla carta inconcepibile, nei fatti si è rivelata felice la scelta di sottolineare i momenti salienti della fiaba di Perrault prima con ‘Si può fare’ (da un album della PFM del 1980), poi con l’incipit di ‘Tubular Bells (lo stesso motivo di Olfield venne impiegato da William Friedkin in ‘L’esorcista’, celebre film del 1973), infine con Prelude: Song of the Gulls’, una composizione per complesso d’archi e oboe di Robert Fripp presente in ‘Islands’, disco inciso dai King Crimson nel 1971. Prodotto da Florian Metateatro, ‘La bella Addormentata’ ha aperto la settimana scorsa ‘Il paese delle  Meraviglie – Marameo Festival’, una rassegna di teatro per ragazzi curata da Arteria Teatro Scuola di Arti Sceniche’ ; il festival, patrocinato dal Comune di Molfetta e che si è tenuto nell’Anfiteatro di Ponente, ha avuto termine ieri con un lusinghiero bilancio di consensi e presenze. I bravi Alessio Tessitore e Flavia Valoppi, sono gli unici interpreti di uno spettacolo che trova nel trasformismo e nella versatilità i maggiori punti di forza. I richiami al teatro di strada e all’arte orientale, specie nel ricorso ai pupazzi manovrati a vista (per i personaggi di Rosa Spina e del Principe), si sposano bene con questa formula agile e fantasiosa. Pensato bene anche l’unico elemento scenico (vedi immagine) : Un fondaletto quadrato dai cui pannelli scorrevoli si affacciano ora il Re ora la Regina a raccontare le tragicomiche vicissitudini di una coppia rimasta senza figli sino all’interevento delle Buone Fate. Lo stesso fondaletto fa pure da appiglio a un intrico di fili che riproduce la ragnatela di rovi che avvolge il castello dove ‘riposa’ la Bella caduta nel sonno fatato. Il principe – che non veste d’azzurro, né cavalca alcun bianco destriero – supera l’infernale sbarramento camminando sui fili come un funambolo da brivido. L’originale trovata, che anticipa il bacio del risveglio, chiude un lavoro nel complesso piacevole e ripetutamente sottolineato da applausi. Ha collaborato al successo in veste tecnica Renato Barattucci.

 

Italo Interesse

 

 

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