Auto e MotoSport

“Sì, può interessarci anche la Formula 1”

Intervista esclusiva. Parla Alfredo Altavilla, il manager tarantino Special Advisor per l'Europa di BYD

Dal 29 agosto 2024 Alfredo Altavilla, top manager nato a Taranto, è Special Advisor per l’Europa di BYD, il principale produttore mondiale di veicoli a nuova energia. La sua vasta esperienza di settore – un passato di grande spessore in Fiat poi FCA – e la visione strategica hanno contribuito alla sua nomina da parte del colosso cinese in rapida espansione. Il mercato automotive sta attraversando un periodo di forte turbolenza con tutto quel che ne consegue a livello di sviluppo industriale e occupazione.

Lei a più riprese ha espresso considerazioni molto critiche nei confronti dei decisori europei reclamando regole certe e precise per il settore automotive. Cosa dice ad aprile 2026?

“La mia posizione è oggi ancora più dura. Purtroppo quello che continua a succedere è la riscrittura di regole che hanno pochissima attinenza con i patti industriali e questo non consente ai costruttori di pianificare investimenti. L’automobile è un settore ad altissima intensità di capitale e per poter investire così tanti soldi occorrono regole chiare, trasparenti e durature nel tempo e questo purtroppo non sta accadendo penalizzando i Costruttori che non hanno certezze nell’investire e penalizzando purtroppo soprattutto i consumatori che vedono salire i prezzi delle auto che diventano sempre più un lusso per pochi. Non è questo quello che il mercato dell’auto dovrebbe essere.”

Nessuno spiraglio all’orizzonte?

“Siamo in un momento molto importante perché poche settimane fa è stato presentato dalla Commissione Europea l’Industrial Accelerator Act (la proposta di legge che mira ad aumentare la domanda di tecnologie e prodotti europei a basse emissioni di carbonio, ndr) che adesso passa al vaglio dei parlamenti degli stati membri ed è passibile, io lo spero, di importanti miglioramenti e cambiamenti. Questo sarà un passaggio critico per tutta l’industria dell’automobile europea che purtroppo sta pagando un conto altissimo in termini di perdita di posti di lavoro proprio per questa incapacità del legislatore di Bruxelles di scrivere regolare chiare e condivise.”

Per voi qual è la regolamentazione ideale per dare slancio all’auto elettrica?

“Per noi la regola di fondo dovrebbe essere: al 2035 le tecnologie disponibili non possono essere limitate solo sull’elettrico ma devono includere anche l’ibrido ricaricabile. Questo consentirebbe ai clienti di avere una scelta anche su vetture che hanno una parte della loro trazione guidata dai motori tradizionali a benzina, conseguentemente con costi inferiori alle vetture a batteria; in secondo luogo è necessario svecchiare il parco automobilistico europeo e per farlo è necessario ci siano dei programmi di incentivazione a livello europeo e non nazionale e che inoltre siano stabili nel tempo e non limitati a pochi mesi. In terzo luogo, è necessario avere regole molto chiare per la produzione in Europa in termini di contenuto locale minimo, in maniera tale che ci si possa dedicare ad una crescita dell’industria della componentistica che è importantissima per la salute di tutto il settore”.

I risultati complessivi delle vendite auto del primo bimestre in Italia paiono positivi ma da noi sembra che l’elettrico fatichi a decollare con decisione. Quale potrebbe essere la leva per invogliare in questo senso gli automobilisti italiani?

“Mi piacerebbe dirle che il vero segreto sono le nostre automobili! Noi stiamo puntando molto sull’elettrico e moltissimo sull’ibrido. La ATTO 2 DM-i, l’ultima ibrida che abbiamo presentato, va a inserirsi nel segmento più importante del mercato italiano, che vale il 24%, e ha un’offerta estremamente competitiva con una tecnologia che garantisce 1000 chilometri di autonomia complessiva, 120 di autonomia in elettrico, e consumi di benzina da 20 chilometri al litro. La disponibilità di auto così forse potrà aiutare il mercato automobilistico italiano a risollevarsi un po’ più rapidamente”.

BYD ha recentemente avviato un hub strategico di distribuzione a Gioia Tauro. Sono prevedibili altri investimenti al Sud ed è pensabile, se il mercato sarà per voi premiante, la realizzazione di un sito produttivo?

“Con regole certe e chiare l’Italia potrebbe avere le carte in regola per candidarsi a essere sede del secondo investimento produttivo di BYD. Nella mia vita precedente ho gestito stabilimenti automobilistici nel Sud Italia molto competitivi perché la mano d’opera che abbiamo qui è estremamente qualificata. Noi abbiamo le migliori intenzioni, poi ci devono pensare anche Bruxelles e la politica a metterci nelle condizioni di farlo.”

Si è diffusa la notizia di un concreto interesse circa il varo di un Team di Formula 1? Può confermare?

“Quello che posso dire è che BYD è interessata al motorsport, non limitatamente alla Formula 1. Stiamo guardando tutti i vari ambiti, tra cui la F1, dove potrebbe essere possibile utilizzare la nostra tecnologia. Non vogliamo fare un’operazione puramente di marketing ma individuare le condizioni per dimostrare anche nel motorsport che la nostra tecnologia è vincente anche nel motorsport. Qualora trovassimo dei regolamenti a noi confacenti, che sia la F1 o l’Endurance o altra categoria, allora potremmo considerare questa possibilità”.

Adriano Cisario


Pubblicato il 2 Aprile 2026

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