Cultura e Spettacoli

Sì, sono un minatore

Procede con successo ‘Natale nelle grotte’, rassegna a cura di Eugenio Finardi. Il prossimo appuntamento, domenica 3 gennaio, in cartellone è con Simone Cristicchi che presenta ‘Viaggi e storie di un fabbricante di canzoni’ (dopo Cristicchi sarà la volta, venerdì 8 gennaio, di Stefano Bollani con ‘Arrivano gli alieni’). Abbiamo chiesto all’artista romano di parlarci di questo suo nuovo lavoro: “E’ uno spettacolo messo in scena solo in forma di studio, di fatto è pressoché inedito. La sua forma è quella a me ora più congeniale : il musical civile. In ‘Viaggi e storie di un fabbricate di canzoni’ non mi limito a cantare, porto anche la mia esperienza di attore e di scrittore. E’ un modo per farmi conoscere in tutte le sfaccettature.” – A questo punto della sua carriera, quindi, è un po’ come fare il punto della situazione. – “Certamente. Possiamo paragonare questo spettacolo alla valigia di un viaggiatore al ritorno da un tour di una decina d’anni. Quando si va ad aprirla ne escono di cose”. – Ha scelto un luogo davvero singolare per disfare il bagaglio… – “Ho tenuto centinaia di concerti nei posti meno usuali, questa è la prima volta che mi esibisco in una grotta. Conoscevo le meraviglie di Castellana come turista. Vi torno con doppio piacere perché trovo sia questo un luogo magico, pieno di sacralità”. – Tale sacralità ha condizionate alcune scelte? – “La natura è rappresentata nella grave di Castellana come in nessun’altra parte al mondo. Per questo ho inserito nello spettacolo un monologo su Gesù, ‘A volte ritorno’, che è anche una riflessione sulla natura e su ciò che l’uomo ha fatto a suo danno”. – Quale effetto le fa allora il pensare che sino alla sua scoperta la grave di Castellana era solo una discarica? – “Se guardo indietro ai miei ultimi vent’anni, cioè a tutta la mia carriera, mi accorgo di essermi comportato come un minatore, perché ho scavato tra la memoria delle persone, mi sono aggirato tra i gli emarginati… Alla fine mi sono ritrovato carico del materiale con cui do vita ai miei spettacoli”. – Lei si è spesso occupato dei reietti : gente conosciuta nei centri d’igiene mentale, reduci di guerra… Non ha pensato ad uno spettacolo sulla tragedia dei migranti? – “Nel mio ultimo spettacolo, ‘Magazzino 18’, racconto il dramma dell’esodo degli italiani dall’Istria nel secondo dopoguerra, che è poi lo stesso dramma da sradicamento di milioni di migranti in fuga dal sud del mondo a causa di guerre e carestie. Comunque non escludo in futuro di soffermarmi in modo più diretto su quest’altra tragedia dei giorni nostri”.

Italo Interesse

 


Pubblicato il 31 Dicembre 2015

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