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Siamo pugliesi e tanto basta

L’articolo 131 della Costituzione nell’elencare le regioni italiane parla di : ‘Puglia’. In precedenza si usava dire : ‘le Puglie’…. Espressione macro-geografica, ‘Puglia’ nasce dalla volontà di assegnare più marcata identità territoriale e amministrativa ad una serie di aree (le ‘Puglie’, appunto) a sempre troppo piccole per essere elevate a Regione. Nessuna regione è così lunga come la nostra. Nei ben 425 km che separano Marina di Chieuti da Santa Maria di Leuca si attraversano territori caratterizzati da vicissitudini storiche e da caratteristiche ambientali così differenti da aver dato vita nei secoli a tradizioni più lontane di quanto le distanze geografiche potrebbero giustificare. A tali territori corrispondono le cosiddette sub-regioni o regioni storico-geografiche, le quali da noi (e c’era da aspettarselo) sono più numerose che in qualunque altra regione d’Italia. Sarebbero ben quattordici. L’uso del condizionale è dovuto al fatto che alcune di queste aree presentano confini talmente mal definiti o estensioni territoriali così limitate da mettere in discussione l’essere state classificate come sub-regioni. Non è certamente questo il caso del Tavoliere, la cui piana separa nettamente le uniche due zone montuose di casa nostra : Gargano e Sub-Appennino Dauno. Ma appena superato l’Ofanto, ecco i primi problemi : Se l’Alta Murgia si sviluppa in direzione appenninica, mentre la Cimosa Litoranea o Terra di Bari consiste in una striscia lunga, bassa e stretta che costeggia l’Adriatico, quali confini assegnare all’area intermedia che viene chiamata Pre-Murgia o Bassa Murgia…? In direzione sud-ovest le cose si complicano perché l’altopiano murgiano per il fatto di un’accentuata natura carsica, prende il nome di Valle d’Itria o Valle dei trulli grosso modo concentrandosi nel comprensorio Alberobello-Locorotondo-Cisternino-Martina Franca. Più facile invece è individuare l’Anfiteatro Tarantino, detto pure Terra delle Gravine o Arco Ionico Tarantino : occupa la breve pianura che si affaccia sull’ Ionio e che da Taranto si spinge sino ai confini della Lucania. Resta infine il tacco dello stivale, ovvero il Salento, questo ‘contenitore’ di altre sub-regioni separato dal resto del territorio pugliese dalla Soglia Messapica (o Murgia Salentina o Alto Salento), una depressione carsica che dallo Ionio va all’Adriatico, all’incirca seguendo il corso del Canale Reale. Superata tale depressione, il Salento si frange in Terra d’Arneo, Capo di Leuca, Grecìa Salentina, Serre Salentine, Tavoliere Salentino, Valle della Cupa… In conclusione, non ha senso da noi – come invece alcuni fanno – rivendicare ‘indipendenze’ fumose e campanilistiche. Davvero vogliamo credere, per esempio, che la Terra di Bari e il Sub-Appennino Dauno, perché ‘Puglie’, non sono Puglia? In entrambi i casi siamo ‘pugliesi’ e tanto basta. Quale noia il provincialismo.

Italo Interesse

 

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