Cronaca

“Siamo un settore bersagliato, non so quanti di noi potranno ancora resistere”

 

“Siamo un settore bersagliato, non so quanti di noi potranno ancora resistere”: Roberto Maggialetti, noto imprenditore nel settore discoteche e titolare a Bisceglie della famosa Divinae Follie analizza in questa intervista al Quotidiano il momento molto delicato del settore.

Maggialetti, come va?

“Male. Pare che gli untori del contagio siamo sempre e solo noi. Vi è un accanimento contro il nostro settore senza precedenti, eppure i contagi sono schizzati alle stelle quando eravamo chiusi, segno che non siamo noi la causa. Innegabilmente siamo quelli maggiormente bersagliati, lo scriva. Non so alla fine della fiera quanti di noi saranno in grado di resistere e riaprire, con evidenti ricadute sull’occupazione”.

Che cosa chiedete al governo?

“Prima di tutto di lavorare, non vogliamo sussidi caritatevoli, ma lavoro. Poi ristori veri e sicuri, sin qui abbiamo visto poco e niente. Mettano mani al portafogli come si deve corrispondendo i fitti, le utenze i costi reali che, pur chiusi, corrono ugualmente. Noi già venivamo fuori da un periodo molto critico, ma a Natale e Capodanno, tempo nel quale si lavora, ci hanno chiuso senza darci un congruo anticipo. Tanti avevano già stipulato contratti con i fornitori e con gli artisti e questi costi li devono pagare. Non si rendono conto che chiudere una discoteca non è come abbassare o alzare la serranda di un box”.

Voi avete fatto di tutto per evitare i contagi…

“Certo. E aggiungo che le chiusure di Capodanno e Natale hanno aumentato l’abusivismo e le feste a nero. Mentre noi garantiamo al contrario la tracciabilità e il rigore nelle discoteche. Pensi che il nostro settore in autotutela tempo fa aveva chiuso dimostrando serietà”.

Voi stoppati e trenino di ballo al Petruzzelli: che cosa pensa?

“Una pagliacciata irrispettosa del settore, uno schiaffo”.

Secondo voi nel CTS ci sono esperti capaci di capire i problemi delle discoteche?

“No, tanto che come le dicevo, alla fine hanno favorito l’abusivismo, il libera tutti privato. Noi invochiamo lavoro e sussidi reali se vogliono farci stare chiusi, pensi che neanche la CIG è stata rinnovata”.

Bruno Volpe


Pubblicato il 21 Gennaio 2022

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