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Siccità e Centurie, la Puglia stia in guardia

Con i suoi 179 chilometri quadrati la Puglia si posiziona terzultima quanto a superficie forestale. Peggio di noi stanno soltanto il Molise e la Val d’Aosta, rispettivamente con 148 e 105 Kmq (ma si tenga presente che si parla di regioni estese per meno di un quinto della nostra). E nel computo del nostro risicato patrimonio boschivo una buona fetta è rappresentata dalla Foresta Mercadante, che al 95% è artificiale. Sicché di spontaneo restano la Foresta Umbra e una manciata di riserve e aree protette sparpagliate qua e là. La modesta copertura forestale, è concausa insieme alla devastazione ambientale di altro funesto problema : la desertificazione. In Puglia le aree a rischio desertificazione sono pari al 57% del territorio. Il dato di Legambiente richiama alla mente Nostradamus. Nella cinquantaduesima quartina della terza centuria l’indovino francese parla della Puglia.: “In Campania vi sarà così lunga pioggia / e in Puglia così grande siccità”. Inutile rompersi la testa con gli altri due versi che completano la quartina : “il gallo vedrà l’aquila, l’ala mal soddisfatta / per leone messo sarà in extremis”. Allora, dobbiamo proprio preoccuparci? I detrattori del grande astrologo francese parlano a proposito delle Centurie di ‘chiaroveggenza retroattiva’. In altri termini le quartine sarebbero scritte in modo così ambiguo che chiunque a posteriori può leggervi quello che crede. Quanto autorevole può rivelarsi una profezia come quella riservata alla nostra regione? Teoricamente, i pronostici di Nostradamus avrebbero cominciato ad avere valore dopo il 2 luglio 1566, anno della morte dell’indovino. Chissà da quel giorno quante volte Campania e  Puglia si sono confermate rispettivamente piovose e aride. E in avvenire chi potrà stupirsi di ritrovarle altrettanto umide e secche?… Ma nel parlare di Puglia assetata e di Campania zuppa sino al midollo Nostradamus era ben consapevole di dire la cosa più ovvia di questo mondo. ‘Puglia’ e ‘Campania’ hanno qui valore fuorviante, nascondendo ben altro significato, forse quello di Nazioni affacciate su mari diversi e condannate a patire le conseguenze ‘opposte’ di una catastrofe comune…  Nelle Centurie Nostradamus si ‘divertì’ a frantumare la Verità in migliaia di versi. Come in un gioco enigmistico ancora oggi egli chiama i più abili risolutori alla ricomposizione del puzzle. Così facendo non fa che ribadire uno schema caro a tutti i Maestri dell’Occulto : nascondere la Verità sotto l’ambiguità degli enigmi e disperderla qua e là adoperando uno stile volto a confondere gli stolti o gli spiriti disonesti e raggiungere gli intelletti degni d’illuminazione.

 

Italo Interesse

 

 

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