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Sicurezza in ospedale: “Più medici, ma anche più forze dell’ordine”

Fa ancora discutere l’aggressione a un operatore sanitario all’ospedale “”Di Venere”” di Bari/Carbonara la settimana passata, l’ultima d’un elenco infinito che ha rimesso in discussione e a rischio il già duro lavoro di medici e infermieri dei presidi ospedalieri in tutta la Puglia. Ma soprattutto di quelli che operano nei reparti maggiormente esposti e cioè i reparti emergenziali di “pronto soccorso”, Il segretario del sindacato Professionisti dell’Impiego Pubblico/Privato (Usppi) Nicola Brescia e i segretari regionali Rocco Indellicato e Francesco Morisco, hanno rotto gli indugi e chiesto stavolta l’intervento diretto del ministro dell’Interno Piantedosi. Pronto a sua volta a raccogliere la richiesta e ad annunciare una <<stretta>> per tutelare l’incolumità di tutti gli operatori sanitari in servizio nei presidi ospedalieri. Solite promesse di circostanza? “I camici bianchi dedicano la propria vita a una funzione fondamentale come quella di curare i cittadini e svolgono il loro lavoro anche la notte – hanno precisato dal Ministero dell’Interno in risposta ai sindacalisti Usppi/Puglia – e nei prossimi giorni istituiremo presidi di polizia a partire dai plessi ospedalieri di maggiore importanza”, Si partirà da Roma, per poi estendere in tutta Italia il provvedimento a tutela del personale sanitario: un tassello d’una strategia più generale, finalizzata all’aumento della presenza delle forze di polizia in tutti i luoghi di maggiore frequentazione dei cittadini. L’Usppi/Medici, però, insiste dopo la violenza subita da un’infermiera in servizio presso l’Ospedale “”Di Venere”” chiedendo anche al Governatore pugliese Michele Emiliano <<…maggiore sicurezza nei Presidi Ospedalieri della Puglia, in primis al “Di Venere” e “San Paolo” ad alto rischio di sicurezza>>. Ed anche i segretari aziendali dell’Usppi presso l’Asl/Bari hanno pigiato sull’acceleratore, richiamando l’attenzione su quella violenza che, appunto, mette a repentaglio il diritto della salute, soprattutto nei reparti ospedalieri a Bari/Carbonara e Ospedale San Paolo. Insomma, ora più che mai sarebbe inaccettabile continuare ad assistere ad atti violenza nei confronti di operatori sanitari in prima linea, con frequenza giornaliera, mettendo a repentaglio la loro vita dopo averli chiamati ‘eroi’. Ecco, dunque, la necessità impellente di dirottare più personale medico di rinforzo ai colleghi già in servizio, ma provvedere a istituire senza altri indugi un <<presidio permanente delle Forze dell’Ordine>>. Rappresentanti dello Stato in divisa, insomma, indispensabili a tutelare lavoratori e utenti. Scontato, dunque, l’invito rivolto nei giorni scorsi dall’Usppi/Puglia alle direzioni delle aziende sanitarie pugliesi; prima di tutte a quella di stanza nel capoluogo a porre rimedio <<…con immediatezza>> in ogni Presidio Ospedaliero ai problemi di sicurezza del personale operativo. Preavvertendo che, a breve, saranno annunciati manifestazioni di alle porte di ospedali e reparti maggiormente esposti e facile preda della rabbia inconsulta dei famigliari di chi è ricoverato. Ma ‘sit-in’ potrebbero essere organizzati anche innanzi alla Regione Puglia, qualora i vertici della sanità non dovessero intervenire.

Francesco De Martino

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