Cultura e Spettacoli

Simon Zhu al Petruzzelli: un usignolo e il suo canto

Esibizione insieme all'orchestra diretta dall’ altrettanto giovane talento indiscusso, il maestro Jaume Santonja

Nell’Ottocento era pratica comune nel mondo della musica e dello spettacolo coltivare una sorta di divismo e mistero sulla propria figura. Paganini, per esempio, non smentì mai le voci che accostavano il suo nome a quello del diavolo. Nel 1812 aveva assistito, alla Scala di Milano, ad un curioso balletto di Salvatore Viganò intitolato “Il noce di Benevento”, che parlava di streghe che si riuniscono intorno a un albero. Una delle melodie di questo lavoro lo incantò a tal punto che incominciò ad inserirla nei suoi concerti.
Quando divenne famoso, i media del tempo che si occupano di lui, lo ritraevano mentre suonava circondato da diavoli. Più complesso sarebbe, per la stampa di oggi, rappresentare figure angeliche intorno al meraviglioso canto di un usignolo, perché tale è stata l’esibizione al violino del giovanissimo solista Simon Zhu, vincitore del premio Paganini 2023, che sabato scorso 25 Novembre, si è esibito sul palco del Petruzzelli, insieme all’orchestra diretta dall’ altrettanto giovane talento indiscusso, il maestro Jaume Santonja. Sono stati eseguiti  il  Concerto in Re maggiore, per violino e orchestra, op. 77 di  Johannes Brahms,  e il Salmo IX, in due parti, per coro misto e orchestra, di Goffredo Petrassi: ovazione del pubblico per Simon Zhu, che al termine della prima parte del concerto ha eseguito a sorpresa, anche il noto Capriccio numero 5 di Paganini, e la seconda sonata di Bach, circondato dalla magia unica dell’incantevole luce soffusa che regala al pubblico la sapiente illuminazione del Petruzzelli, destreggiandosi in una performance tanto rapida quanto difficile da eseguire in  variazioni paragonabili al melodioso canto di un usignolo nelle prime luci dell’alba. Bellissimo l’abbraccio tra i due giovani al termine dell’esecuzione,  ( Zhu e Santonja)a suggellare l’ emozione e la felicità dopo la presa di coscienza di avere seguito perfettamente il proprio compito, in un equilibrio ottimale tra le varie parti dell’orchestra e il violino, che si è mantenuto magistralmente fino alla fine. Altrettanto emozionante la seconda parte del concerto, in cui il coro del teatro Petruzzelli, con il maestro Fabrizio Cassi ci ha regalato un esemplare squarcio di potenza e poesia del ‘900 italiano, tra le opere che rappresentano l’illustre tradizione musicale e spirituale che ha reso leggendaria la storia artistica del nostro Paese.

Rossella Cea


Pubblicato il 28 Novembre 2023

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