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Simone Simeri: “Siamo la cooperativa del gol. La Turris in alto non è una sorpresa”

Ben sei su dodici sono stati i gol realizzati dai biancorossi in questo avvio di stagione dopo sette gare disputate, ma avrebbero potuto essere anche di più, al netto di pali e traverse colpite ed anche di un rigore fallito. In ogni caso, quello che conta di più è essere partiti bene, dimostrando compattezza e coesione e non guasta assolutamente essere davanti in classifica con quattro punti di lunghezza dalle dirette inseguitrici, rispettivamente Turris e Monopoli, quest’ultima battuta domenica scorsa. E’ tempo però di tornare daccapo in campo e quest’oggi ci sarà la consueta conferenza stampa pre-gara in presenza, in vista del match di domenica pomeriggio al San Nicola alle ore 17.30. Obiettivo superare quota diecimila unità, ma prima di tutto, cont9inuare a dare continuità di risultati utili con i tre punti possibilmente o nell’eventualità pero da non prendere in considerazione, un punto. Facile a dirsi, ma non semplicissimo perché di fronte ci sarà una squadra che gioca a viso aperto, pur senza il suo tecnico in tribuna perché squalificato e che soprattutto è pronta e smaniosa di voler alzare la propria asticella come obiettivo, volendo permanere nella parte sinistra della classifica. Tuttavia, in casa Bari ha parlato il centravanti Simone Simeri, ancora in dubbio se partirà nuovamente titolare o dalla panchina, la punta ieri mattina sulle frequenze di RadioBari, in esclusiva ha commentato la prossima sfida: “La Turris in alto? Non mi sorprendeva in D, sì invece in C, c’erano tante squadre blasonate. Non me l’aspettavo, sono sincero”. Il numero 9 biancorosso ha detto la sua sulla distribuzione del gol, con un altro 50% che è composto dalle reti dei centrocampisti e difensori: “Ci è mancata negli altri anni la cooperativa del gol. Ora c’è lo Scavone di turno che fa gol, o il Botta di turno. Ci è mancato negli altri anni, più siamo e meglio è. Segno da subentrato? Non c’è una motivazione. Entrare negli ultimi dieci minuti e segnare non è sinonimo di non riuscire a fare gol dall’inizio. C’è che negli ultimi minuti se entri è per far gol, e non stai difendendo il risultato. Antenucci o Cheddira? Quest’anno non esiste una spalla vera e propria. Siamo tutti calciatori con caratteristiche differenti. Con Mirco c’è più qualità nel fraseggio; con Cheddira possiamo fare male in profondità. Paponi è molto simile a Antenucci: gestisce palla, ha qualità. Tutti possono coesistere”. Un Bari infatti che per arrivare in fondo al traguardo deve mettere il turbo ed essere cinico e pronto a chiudere le gare con tutti n i suoi effettivi, compresi quelli che subentrano, d’altronde Simeri lo sa bene perché quando è partito non titolare ha regalato gol decisivi e pesanti. Un’ultima chiosa da parte della punta biancorossa, che soltanto una stagione fa, a gennaio scorso, è andato ad Ascoli, voluto fortemente da Ciro Polito che ha ritrovato a Bari come direttore: “E’ stata la ciliegina dei De Laurentiis. E’ una persona con un carisma che pochi direttori hanno. Mette le cose in chiaro: è bianco o nero”. Aggiungiamo noi che esistono anche le sfumature di grigio, ma a Bari mancava un direttore sportivo ed in quel ruolo non poteva che esserci scelta migliore dell’ex diesse vincente di Ascoli e Juve Stabia. (Ph. Tess Lapedota).

M.I.

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