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Sindacati all’attacco: “Il Governo deve intervenire per l’emergenza amianto. E subito”

“Abbiamo ribadito al Prefetto che sulla questione amianto occorrono risposte immediate ed efficaci, per poter finalmente sconfiggere un killer silenzioso  che continua a mietere vittime innocenti in tutto il Paese. Vittime che meritano azioni concrete che garantiscano sia la bonifica dei siti inquinati che l’attivazione dei registri mesoteliomi (Renam) che in alcuni territori non sono ancora presenti”. Lo hanno dichiarato ieri i Segretari di CGIL CISL UIL Puglia, Gesmundo, Lezzi e Busto dopo la manifestazione dinanzi alla Prefettura di Bari, a cui ha fatto seguito, appunto, un incontro con il Prefetto del capoluogo. “Apprezziamo la disponibilità del Prefetto, che si è impegnata a contattare i Ministri interessati affinché già nel prossimo Def vengano inserite le risorse utili alle bonifiche, per rendere sani gli ambienti di vita e di lavoro dei cittadini e dei lavoratori, nonché per la previdenza destinata alle vittime dell’amianto e ai loro eredi. Ci auguriamo che questo Governo non sia sordo bei confronti di quella che consideriamo un’emergenza assoluta  socio-sanitaria”. Insomma, i sindacati continueranno con le iniziative di mobilitazione: già domani le confederazioni nazionali di Cgil Cisl Uil attueranno a Roma un presidio, proprio davanti al Ministero del Lavoro. Troppi a Bari e dintorni i siti pieni come uova di rifiuti contenenti fibre di amianto, per cui si moltiplicano mappe e mappature del territorio dove si annida il materiale – killer. In prima fila i consiglieri locali del Movimento 5 Stelle, che hanno trasmesso i loro ‘dossier’ alle autorità competenti, sperando che la localizzazione precisa di discariche e sversamenti di amianto, individuando perfino i proprietari dei siti inquinati, torni utile per la bonifica successiva. Un lavoro faticoso, frutto da verifiche in seguito alle segnalazioni fatte da cittadini armati di buona volontà, com’è accaduto nelle aree verso via Fanelli, dove sono state trovare e denunciate varie discariche abusive a cielo aperto, con tracce di roghi ma anche pericolosissimi manufatti di amianto, appunto, abbandonati in diversi punti. E non parliamo della vasta rea compresa tra Carbonara, Ceglie del Campo e Loseto, mentre a Bari non è difficile imbattersi in tettoie e coperture sospette come all’interno dell’ex Centrale del latte, in viale Orazio Flacco, eppoi verso via Generale Bellomo senza andar lontano, nei pressi del centro commerciale a Santa Caterina. Potrà servire ricordare come perfino il Sindaco di Bari Antonio Decaro, all’apertura del cantiere per la messa in sicurezza definitiva del sito Fibronit, osservò un minuto di raccoglimento in memoria di tutte le vittime che l’amianto ha procurato fra i cittadini baresi? Potrà servire aprire un bel parco al posto di una fabbrica di morti per colpa di quel maledetto materiale – killer se non si interviene concretamente nei tanti luoghi dove l’amianto subdolamente appare ancora? Potrà servire dare i numeri della tragedia provocata in oltre trent’anni in quella maledetta fabbrica, con le sofferenze ed i progetti di vita delle famiglie sconvolte? La bonifica della Fibronit è solo la risoluzione di una parte del problema amianto, il nostro territorio è pieno di amianto per l’utilizzo che se ne è fatto fino al 1992 e fingere di non averlo capito è da criminali.

Antonio De Luigi

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