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S’infiamma il caso della Cassa Prestanza: i sindacati scendono in campo

Cassa Sovvenzioni e Prestiti del Comune di Bari, all’orizzonte sempre più fuoco e fiamme. Un rogo rinfocolato prima a giugno, allorquando c’erano con cadenza quotidiana manifestazioni di protesta dinanzi a corti contabili e tribunali eppoi, a settembre, con la pubblicazione dello stato passivo nella procedura in corso presso il Tribunale di Bari; procedura avviata dal presidente dello stesso Tribunale ai sensi della legge n. 3/2012 e giunta al punto cruciale, appunto, con l’esposizione dello stato passivo per chiarire tempi e termini di restituzione delle somme prelevate ai dipendenti-iscritti. E così, dopo i dipendenti/pensionati con le loro manifestazioni e sit/in, ora sono le organizzazioni sindacali, all’unisono, a indossare elmetto e a brandire la sciabola con intenzioni bellicose. Stavolta nel mirino ci finisce proprio la spartizione operata dai liquidatori che, contestabile in pochissimi giorni, a ciascun ‘avente diritto’ riconosce circa un 15/20 per cento di quanto versato nel corso del servizio in seno al Comune: un “salasso” che nessuno tra i dipendenti/iscritti ha   digerito… o   digerirà   mai.   Specialmente   dopo   aver   scorso   fino all’ultimo rigo l’elenco dei 1420 ‘gabbati’ (s)pubblicato come detto sul sito, dov’erano in fondo e bene in vista pure le cifre a quattro zeri percepite da esperti, commissari ed ex presidenti. Tutte parcelle che saranno -o sono state – saldate a spese esclusive di Cassa Prestanza. Insomma, davvero troppo per chi, dopo aver faticato una vita dietro

a scrivanie o in sella alle motociclette con la divisa da vigile urbano, sopportando un prelievo stipendiale (…il più delle volte manco voluto) si ritrova costretto ad accettare somme irrisorie rispetto a quanto versato in tanti anni di servizio. E mentre in tanti stanno pensando di ridar corso a contenziosi e carte bollate chiedendo il risarcimento a chi ha gestito (molto male) l’organismo previdenziale e finanziario, adesso si risvegliano daccapo i sindacati. Che, uniti come poche altre volte, dopo aver spiegato che il letargo era dovuto all’emergenza pandemica, alimentano l’incendio/cassa prestanza chiedendo papale papale “…la restituzione di tutti i soldi  prelevati mensilmente dalla busta paga dei  lavoratori”. Funzione Pubblica Cgil/Cisl e Uil con gli autonomi al fianco, insomma, sono pronti a una mobilitazione senza precedenti a Palazzo di Città, arrivando – se sarà necessario – al blocco dei servizi. <<La procedura di liquidazione sta andando avanti in spregio a quelli che sono i diritti vantati dagli iscritti che chiedono la totale restituzione dei soldi versati, ma non potrà essere così…>>, avvertono sindacalisti che ben conoscono i sacrifici di lavoratori e pensionati che non possono perdere “…decine di migliaia di euro prelevati dalle buste paga e sottratti al bilancio famigliare con la certezza che al momento del pensionamento   o   in   caso   di   bisogno   avrebbero   potuto   contare   su   questo ammortizzatore sociale”. E invece ora Cassa Prestanza in liquidazione sta facendo  i

conti con un buco da quasi 20 milioni di euro creato in bilancio nel giro di almeno una dozzina di anni -…forse più- quel che è peggio senza che nessuno ne risponda. E da Palazzo di Città, dove sindaci, consiglieri e perfino sindacalisti (i consigli d’amministrazione della Cassa erano formati per la maggior parte da dirigenti sindacali) c’hanno messo la la faccia su questa faccenda, cosa rispondono? Cosa rispondono, per esempio, i consiglieri di amministrazione/sindacalisti accusati di aver rinviato e rinviato la revisione dello Statuto in quanto prossimi alla pensione e con i tagli previsti dalle nuove norme previdenziali in vigore, se applicate alla stessa Cassa, avrebbero perso chissà quanto di buonuscita? In attesa che il Consiglio Comunale s’esprima dopo l’ordine impartito prima di quest’estate dai giudici di piazza Massari, l’ultimo Sindaco/presidente ha già spiegato come tutto sia cascato loro addosso dal 2016. <<Ho cercato di affrontare il problema, rispettoso sia della magistratura contabile e sia dei tantissimi iscritti che rischiano di non veder corrisposto neanche i soldi versati>>. E tutelare i dipendenti continua a essere l’obiettivo di Antonio Decaro senza dimenticare, però, che alcuni ex dipendenti -come c’ha tenuto a ricordare lui nell’ultima campagna elettorale al Comune – hanno già ottenuto quanto da loro versato e che in alcuni casi si poteva ottenere anche il 300% (dicasi trecento per cento) di quanto versato…

Francesco De Martino​

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